Giochi della XXXII Olimpiade

32ª edizione dei Giochi olimpici moderni, tenutasi a Tokyo (Giappone) nel 2021

1leftarrow blue.svgVoce principale: Giochi olimpici estivi.

Giochi della XXXII Olimpiade
Tokyo2020.svg
(EN) United by Emotion
(traduzione: Uniti dall'emozione)
Città ospitanteTokyo, Giappone
Paesi partecipanti205 (vedi sotto)
Atleti partecipanti11.363
(5.893 Uomini - 5.470 Donne)
Competizioni339 in 33 sport
Cerimonia apertura23 luglio 2021
Cerimonia chiusura8 agosto 2021
Aperti daImperatore Naruhito
Giuramento atletiRyota Yamagata, Kasumi Ishikawa, Kosei Inoue e Reika Utsugi
Ultimo tedoforoNaomi Ōsaka
StadioStadio nazionale del Giappone
Medagliere
Nazione Medaglie d'oro vinte Medaglie d'argento vinte Medaglie di bronzo vinte Medaglie complessive vinte
Stati Uniti Stati Uniti394133113
Cina Cina38321888
Giappone Giappone271417 58
Cronologia dei Giochi olimpici
Giochi precedentiGiochi successivi
Rio de Janeiro 2016 Parigi 2024

I Giochi della XXXII Olimpiade (in giapponese 第三十二回オリンピアード競技大会 , Dai sanjūni-kai orinpiādo kyōgi taikai?), denominati dal Comitato Olimpico Internazionale come Tokyo 2020[1] si sono tenuti a Tokyo dal 23 luglio all'8 agosto 2021. Precedentemente programmati dal 24 luglio al 9 agosto 2020, sono stati posticipati a causa della pandemia di COVID-19[2] e le gare si sono svolte in gran parte a porte chiuse.[3] Nonostante ciò viene mantenuto il nome Tokyo 2020 per ragioni di marketing e di branding.[4] Per la prima volta nella storia, infatti, i Giochi olimpici sono stati rimandati.[5]

La capitale giapponese (alla sua seconda Olimpiade dopo quella del 1964) è stata scelta durante la 125ª sessione del CIO, svoltasi a Buenos Aires il 7 settembre 2013. La città è stata preferita alle altre due contendenti: Istanbul (Turchia) e Madrid (Spagna).[6]

AssegnazioneModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Selezione della città organizzatrice dei Giochi della XXXII Olimpiade.
 
L'allora sindaco di Buenos Aires Mauricio Macri in un discorso alla 125ª sessione del CIO.

Le tre città candidate che arrivarono alla votazione finale furono Istanbul, Madrid e Tokyo[7]. Le proposte di candidatura delle città di Baku e Doha non erano state selezionate dall'esecutivo del CIO per la candidatura ufficiale[8], mentre la candidatura presentata dalla città di Roma era stata ritirata[9].

Votazione finaleModifica

La votazione finale si svolse a Buenos Aires, in Argentina, il 7 settembre 2013, durante la 125ª sessione del CIO. Dopo il primo turno di votazione, fu necessario un sistema di ballottaggio poiché nessuna città vinse con più del 50% dei voti e Istanbul e Madrid avevano ottenuto un punteggio pari per il secondo posto. Venne quindi effettuata una votazione tra queste due per determinare chi dovesse passare al turno successivo, ballottaggio vinto da Istanbul[10]. Nella votazione finale Tokyo superò Istanbul con 60 voti contro 36, aggiudicandosi l'assegnazione dei Giochi della XXXII Olimpiade[11].

Selezione della città ospitante delle Olimpiadi del 2020
Città Nazione 1ª Votazione Spareggio 2ª Votazione
Tokyo   Giappone 42 60
Istanbul   Turchia 26 49 36
Madrid   Spagna 26 45

Calendario assegnazioneModifica

Il processo di selezione della città ospitante venne approvato dal Comitato Olimpico Internazionale (CIO) nelle seguenti modalità[12]:

  • 2011:
  • 16 maggio – Il CIO emette le lettere di invito ai vari Comitati Nazionali Olimpici (CNO) per la presentazione delle candidature;
  • 1º settembre – Termine ultimo per la presentazione delle candidature delle città interessate ad ospitare le olimpiadi estive del 2020;
  • Ottobre – Il CIO ha tenuto un seminario informativo con i comitati nazionali che hanno presentato una candidatura;
  • 2012:
  • 15 febbraio – Presentazione delle domande e delle lettere di garanzia ed impegno al CIO;
  • 23 maggio – La Commissione Esecutiva del CIO seleziona tra le città candidate quelle che saranno riconosciute come candidature ufficiali.
  • 2013:
  • Gennaio – Presentazione della documentazione ufficiale di gara;
  • Marzo e aprile – Periodo di visita della commissione di valutazione del CIO nelle città candidate;
  • Giugno – Rapporto valutativo della commissione di valutazione del CIO;
  • 7 settembre – Elezione della città ospitante i Giochi della XXXII Olimpiade.

Rinvio dei giochi al 2021Modifica

Nel corso del mese di gennaio 2020 erano state sollevate le prime preoccupazioni su quale potesse essere l'impatto che la diffusione del Covid-19 potesse avere sui Giochi della XXXII Olimpiade[13]. Mentre si registravano i primi casi positivi in Giappone sul finire di gennaio, gli organizzatori dei Giochi di Tokyo 2020 rassicurarono che la situazione era sotto monitoraggio e che sarebbero state prese tutte le precauzioni nella preparazione dei Giochi[14]. Nel frattempo diversi tornei di qualificazione ai Giochi olimpici stavano venendo spostati di sede o rinviati a data da destinarsi per l'acuirsi dell'emergenza sanitaria nei vari Paesi nel mondo e con la dichiarazione dello stato di pandemia di COVID-19 da parte dell'OMS l'11 marzo 2020[15]. Inoltre, nonostante la necessità di effettuare test antidoping in modo estensivo prima dei Giochi, l'agenzia mondiale antidoping (WADA) dichiarò che la salute pubblica e la sicurezza dovevano avere la priorità[16].

Il 2 marzo 2020 il comitato organizzatore di Tokyo 2020 (TOCOG) rilasciò una dichiarazione nella quale veniva confermato che l'organizzazione dei Giochi sarebbe proseguita come pianificato[17]. Il 3 marzo il portavoce del CIO confermò la pianificazione dei Giochi di Tokyo[18]. Anche nel comunicato rilasciato il 18 marzo successivo il CIO confermò le date dei Giochi e che continuava il monitoraggio della situazione pandemica a quattro mesi dall'avvio delle competizioni[19]. Nei giorni seguenti l'emergenza sanitaria continuò ad acuirsi e ad intensificarsi in molti più Paesi, tanto che il 23 marzo i Comitati Olimpici di Australia, Canada e Regno Unito annunciarono una loro rinuncia alla partecipazione se i Giochi non fossero stati rinviati di un anno[20]. Nello stesso giorno il primo ministro del Giappone Shinzō Abe dichiarò che era inevitabile che i Giochi potessero essere rinviati di un anno perché la sicurezza e la salute degli atleti erano di primaria importanza[21].

Il 24 marzo 2020 in un comunicato congiunto il CIO e il comitato organizzatore annunciarono ufficialmente che, a causa della pandemia di COVID-19 in atto, i Giochi della XXXII Olimpiade e i XVI Giochi paralimpici estivi venivano rinviati in un periodo successivo al 2020, ma non più tardi dell'estate 2021[22]. Per ragioni di continuità e di marketing, nonostante i Giochi sarebbero stati disputati nel 2021, venne mantenuta la dicitura "Tokyo 2020"[23]. Sebbene diverse edizioni dei Giochi olimpici fossero state cancellate in passato a causa delle guerre mondiali, inclusi i Giochi della XII Olimpiade programmati proprio a Tokyo nel 1940, i Giochi della XXXII Olimpiade sono diventati i primi Giochi ad essere rinviati a una data successiva rispetto al pianificato[24]. Il 30 marzo 2020 il CIO e il comitato organizzatore annunciarono un'intesa sulle nuove date per i Giochi della XXXII Olimpiade, riprogrammate dal 23 luglio all'8 agosto 2021, 364 giorni dopo quanto originariamente pianificato[25].

Tra aprile e maggio 2020 vennero sollevate ulteriori preoccupazioni circa la possibilità di cancellare i Giochi qualora la pandemia fosse perdurata anche nel 2021. Il presidente del CIO Thomas Bach dichiarò che la riorganizzazione dei Giochi e quello che il comitato organizzatore stava facendo era un lavoro mastodontico, aggiungendo che una cancellazione definitiva dei Giochi sarebbe stata presa in considerazione solamente nel caso non fosse stato possibile disputarli nell'estate 2021[26].

Sviluppo e preparazioneModifica

Il governo metropolitano di Tokyo ha stanziato un fondo di 400 miliardi di yen (2,7 miliardi di euro) per coprire il costo dei Giochi. Il governo giapponese sta considerando di aumentare la capacità dell'aeroporto di Tokyo-Haneda e di Narita, modificando le restrizioni al traffico aereo. È prevista una nuova linea ferroviaria per collegare entrambi gli aeroporti attraverso un ampliamento della stazione di Tokyo, riducendo i tempi di viaggio dalla stazione di Tokyo ad Haneda dagli attuali 30 minuti a 18 minuti, e dalla stazione di Tokyo a Narita da 55 minuti attuali a 36 minuti. I lavori dovrebbero costare proprio 400 miliardi di yen e sarebbero finanziati principalmente da investitori privati. Il finanziamento prevede inoltre di accelerare il completamento di tre autostrade, la Central Circular Route, la Tokyo Gaikan Expressway e la Ken-O Expressway, e di ristrutturare le altre principali autostrade della zona[27]. Si prevede oltre tutto di estendere lo Yurikamome, la linea di transito automatizzato, dal terminale esistente presso la stazione di Toyosu ad un nuovo terminale presso la stazione di Kachidoki, passando per il sito del villaggio olimpico, sebbene lo Yurikamome non disponga ancora di capacità sufficiente per servire da solo i principali eventi nella zona di Odaiba[28].

Il Comitato Organizzatore è presieduto dall'ex Primo ministro Yoshirō Mori,[29] mentre Toshiaki Endo è stato nominato Ministro per l'Olimpiade e la Paralimpiade di Tokyo 2020, come supervisore dei preparativi per conto del governo giapponese[30].

SimboliModifica

TorciaModifica

 
Il percorso della torcia in Giappone.

Il design della torcia olimpica è stato realizzato da Tokujin Yoshioka e presentato ufficialmente il 20 marzo 2019.[31] L'aspetto della torcia si ispira al ciliegio giapponese ed è caratterizzato da cinque colonne a forma di petalo e un rivestimento di colore rosa-oro detto "oro sakura".[32] Le torce, lunghe 71 cm e pesanti 1,2 kg,[32] sono state realizzate utilizzando in parte alluminio riciclato proveniente dalle strutture temporanee costruite per assistere le popolazioni colpite dal terremoto e maremoto del 2011.[33]

 
Il premier giapponese Shinzō Abe con la torcia olimpica e il presidente del Comitato Organizzatore Yoshirō Mori con quella paralimpica.
Il percorsoModifica

La torcia è stata accesa il 12 marzo 2020 come da tradizione nella città greca di Olimpia e consegnata al primo tedoforo Anna Korakakī, per la prima volta una donna.[34] A causa della pandemia di COVID-19 la cerimonia si è svolta senza pubblico, per la prima volta dal 1984,[34] e le tappe intermedie in terra greca, che avrebbero interessato 31 città e 15 siti archeologici,[35] sono state cancellate.[36] Il 19 marzo allo stadio Panathinaiko di Atene è stato effettuato il passaggio di consegna dal Comitato Olimpico Ellenico al Comitato Organizzatore di Tokyo[37] e la torcia è stata trasportata in Giappone, dove è arrivata il 20 marzo presso la base aerea di Matsushima, nella prefettura di Miyagi.[38]

Tra il 20 e il 25 marzo la torcia è stata esposta in diverse località delle prefetture di Miyagi, Iwate e Fukushima particolarmente colpite dal terremoto e maremoto del Tōhoku del 2011 nell'ambito dell'iniziativa "fiamma della ricostruzione" (復興の火 Fukkō no hi?).[39] Il 25 marzo, un giorno prima della partenza, la staffetta della torcia è stata sospesa in seguito allo spostamento dei giochi olimpici al 2021.[40] La torcia è rimasta a Fukushima durante il mese di aprile[38] e poi è stata trasferita nella prefettura di Tokyo, dove è rimasta fino all'inizio della nuova staffetta nel 2021. Il 25 marzo 2021 la staffetta della torcia ha avuto inizio a Naraha, nella prefettura di Fukushima.[41]

EmblemaModifica

 
Il logo ritirato.

Il comitato organizzatore indisse una gara per la realizzazione del logo dell'edizione dei Giochi olimpici. La gara fu vinta dal designer Kenjiro Sano e l'emblema da lui realizzato fu ufficialmente presentato nel luglio 2015[42]. In seguito alla cerimonia di presentazione, il grafico belga Olivier Debie decise di citare in giudizio il Comitato Olimpico Internazionale davanti all'autorità giudiziaria belga, accusando Sano di aver copiato il simbolo grafico dal logo del Teatro di Liegi, realizzato da lui e dal suo studio grafico[43]. Il 1º settembre 2015, anche in seguito ad altri riscontri di plagio oltre al caso già citato, il comitato organizzatore decise di ritirare il logo[44]. A novembre 2015 venne istituito un Comitato di selezione per l'emblema dei Giochi che indisse un bando aperto a tutti per l'ideazione di un nuovo logo, fissandone il termine per il 7 dicembre 2015[45]. Il nuovo logo venne presentato il 25 aprile 2016: disegnato da Asao Tokolo, ha la forma di un anello di colore indaco con un motivo a scacchiera[46]. Sia il motivo che l'indaco, colore tradizionale giapponese, simboleggiano la raffinata eleganza e la sofisticatezza incarnate dal Giappone[47]. Includendo diverse forme di rettangoli, il design del logo simboleggia diversi Paesi, culture e modi di pensare, rappresentando l'idea di "unione nella diversità"[47].

MascotteModifica

La mascotte dei Giochi della XXXII Olimpiade si chiama Miraitowa (ミライトワ?), un personaggio dal colore indaco che riprende il tema del logo dei Giochi[48]. Il nome Miraitowa è composto dalle parole giapponesi mirai (未来?), che significa futuro, e towa (永久?), che significa eternità, rappresentando così il proverbio giapponese "imparare dal passato per sviluppare nuove idee" e il desiderio che quest'edizione dei Giochi olimpici porti un futuro di speranza a tutto il mondo.[48]

MedaglieModifica

Nel febbraio 2017 il Comitato Organizzatore ha dato avvio a una campagna di riciclaggio, in collaborazione con il Japan Environmental Sanitation Center (HESC) e l'operatore telefonico NTT docomo, invitando a donare apparecchi elettronici usati da cui ricavare i metalli per le medaglie.[49] A partire dal successivo aprile sono stati installati cestini di raccolta in diversi luoghi pubblici e nei negozi di NTT docomo, con l'obiettivo di raccogliere circa 8 tonnellate di metalli da usare per le medaglie olimpiche e paralimpiche.[50] Il 22 dicembre 2017 il Comitato Organizzatore ha dato avvio a una competizione per la selezione del design delle medaglie.[51]

Circa un anno più tardi, nel maggio 2018 il Comitato Organizzatore ha annunciato che circa metà dei 2 700 kg di bronzo necessario erano stati ottenuti, mentre la raccolta dell'argento era notevolmente indietro; l'argento infatti, oltre ad essere necessario per le medaglie del secondo posto, secondo le regole del CIO deve fungere anche da base per le medaglie d'oro.[52] La raccolta del bronzo è stata completata nel novembre 2018,[53] mentre quella del resto dei metalli entro fine marzo 2019.[54]

Il 24 luglio 2019 l'aspetto delle medaglie è stato ufficialmente presentato al pubblico.[55] Le medaglie sono state disegnate da Junichi Kawanishi e hanno un diametro di 85 mm. Come da regole del CIO, il dritto rappresenta la dea Nike di fronte allo stadio Panathinaiko, sovrastata dalla scritta "Games of the XXXII Olympiad Tokyo 2020". Sul rovescio sono invece raffigurati il logo ufficiale della manifestazione e i cinque cerchi olimpici.[56]

A causa dei protocolli di sicurezza dovuti alla pandemia di COVID-19, a differenza delle precedenti edizioni, le medaglie non saranno direttamente messe al collo degli atleti da dignitari ma saranno presentate agli atleti su un vassoio e sarà chiesto loro di indossarle da soli.[57]

BigliettiModifica

I biglietti per la cerimonia di apertura avranno un prezzo compreso tra i 25 000 e i 150 000 yen (dai 200 ai 1 200 euro circa). Il prezzo massimo per una finale di uno sport popolare, come l'atletica e il nuoto, sarà di 30 000 yen (250 euro). Il prezzo medio dei biglietti olimpici è di 7 700 yen (60 euro). Il 60% dei biglietti sarà venduto per 4 400 yen (35 euro) o meno. I biglietti saranno venduti attraverso 40 000 rivenditori in Giappone e via internet[58].

Impianti e infrastruttureModifica

 
Il Tokyo Big Sight, che è stato usato come centro per i media internazionali.

Al momento dell'assegnazione dei giochi olimpici nel 2013 l'obiettivo era quello di realizzare dei giochi il più possibile "compatti",[59] prevedendo di avere 28 delle 33 sedi di gara entro km dal villaggio olimpico di Tokyo, 11 delle quali sarebbero state nuovi impianti da costruire.[60] Successivamente, anche in seguito all'approvazione da parte del CIO dell'Agenda 2020 volta a rendere l'organizzazione dei giochi più economicamente sostenibile, diverse sedi di gara furono modificate.[61] Il 28 febbraio 2015 la costruzione della nuova arena per la pallacanestro nel parco di Yumenoshima venne cancellata e le gare furono spostate all'esistente Saitama Super Arena, mentre la sede delle gare di equitazione venne spostata da Yumenoshima, dove sarebbe stata realizzata una struttura temporanea, al parco Baji-kōen, già usato per l'equitazione nel 1964.[62] Il 10 dicembre 2015 le gare di ciclismo su pista e di mountain bike, da ospitare in nuove strutture da costruire a Tokyo, vennero spostate negli esistenti velodromo di Izu e Izu MTB Course, nella prefettura di Shizuoka.[63]

Nel febbraio 2012 venne confermato che lo stadio olimpico di Tokyo sarebbe stato rinnovato[64] e il successivo novembre fu presentato il progetto vincitore, realizzato dallo studio di Zaha Hadid e che prevedeva la demolizione e ricostruzione dello stadio.[65] Dopo la presentazione del progetto iniziarono tuttavia ad emergere notevoli critiche sia riguardanti il design, considerato da alcuni troppo impattante sul vicino santuario Meiji,[66] sia a causa del costo di oltre 300 miliardi di yen, giudicato eccessivo.[67] Ciò portò il governo giapponese prima a modificare pesantemente il progetto[68] e poi ad abbandonarlo completamente, dando il via ad un nuovo concorso nel luglio 2015,[69] vinto da Kengo Kuma con un progetto ispirato all'architettura tradizionale giapponese.[70] Il nuovo stadio, del costo stimato di 157 miliardi di yen, venne completato nel dicembre 2019.[71]

Nell'ottobre 2018 il Collegio dei revisori dei conti, che si occupa di esaminare la spesa pubblica, rilasciò un resoconto in cui stimava che il costo totale delle sedi di gara avrebbe superato i 2810 miliardi di yen.[72] Il 1º novembre 2019 venne annunciato che le maratone e le marce sarebbero state spostate al parco Ōdōri di Sapporo per evitare problematiche di eccessivo calore che si sarebbero potute avere se gli eventi si fossero tenuti a Tokyo.[73]

Zona dell'ereditàModifica

 
Il Yoyogi National Gymnasium, già sede di alcune gare nel 1964.

Dieci impianti sono situati nella "zona dell'eredità" (ヘリテッジゾーン Heritejjizōn?), che copre l'area centro-occidentale di Tokyo. Quattro di questi impianti furono usati già nei Giochi della XVIII Olimpiade del 1964.[74]

Zona della baia di TokyoModifica

 
Il nuovo Tokyo Aquatics Centre, sede delle gare di nuoto e tuffi.
 
Il parco marino di Odaiba, sede delle gare di triathlon e nuoto di fondo.

Quindici impianti si trovano nella "zona della baia di Tokyo" (東京ベイゾーン Tōkyō beizōn?), che copre l'area centro-orientale di Tokyo e include diverse isole artificiali come Ariake e Odaiba.[74]

Siti fuori TokyoModifica

 
Il Yokohama Stadium, sede delle gare di baseball e softball.

Impianti calcisticiModifica

Gli impianti in cui si terranno gli eventi calcistici sono i seguenti:[74]

Impianti non per competizioniModifica

I GiochiModifica

Paesi partecipantiModifica

Sono 205 i comitati olimpici che partecipano ai giochi, a cui va aggiunta la IOC Refugee Olympic Team (EOR), ma il comitato olimpico russo gareggerà unicamente sotto la sigla ROC.

Il 9 dicembre 2019 la WADA decise di estromettere la Russia dai giochi olimpici e da tutte le competizioni internazionali per i successivi quattro anni in conseguenza di recidiva sui controlli anti-doping[75][76][77].

Il 6 aprile 2021 il governo della Corea del Nord ha annunciato che non avrebbe preso parte a quest'edizione dei Giochi olimpici per evitare che gli atleti nazionali venissero contagiati dal COVID-19[78].

Per il medesimo motivo citato sopra, il 21 luglio 2021 anche il ministro dello sport della Guinea ha annunciato dapprima che il suo paese non avrebbe partecipato ai Giochi, salvo cambiare parere il giorno successivo.

DisciplineModifica

I Giochi della XXXII Olimpiade hanno previsto 33 sport per un totale di 50 discipline divise in 339 eventi.[79]

Disciplina Maschile Femminile Misti Totali
  Arrampicata sportiva (dettagli) 1 1 2
  Atletica leggera (dettagli) 24 23 1 48
  Badminton (dettagli) 2 2 1 5
  Baseball/Softball (dettagli) 1 1 2
  Calcio (dettagli) 1 1 2
  Canoa/kayak (dettagli)
8
6
2
8
6
2
16
12
4
  Canottaggio (dettagli) 7 7 14
  Ciclismo (dettagli)
11
1
1
6
2
1
11
1
1
6
2
1
22
2
2
12
4
2
  Equitazione (dettagli)
6
2
2
2
6
2
2
2
  Ginnastica (dettagli)
9
8

1
9
6
2
1
18
14
2
2
  Golf (dettagli) 1 1 2
  Hockey su prato (dettagli) 1 1 2
  Judo (dettagli) 7 7 1 15
  Karate (dettagli)
4
1
3
4
1
3
8
2
6
Disciplina Maschile Femminile Misti Totali
  Lotta (dettagli)
12
6
6
6
6
18
12
6
  Pallacanestro (dettagli)
2
1
1
2
1
1
4
2
2
  Pallamano (dettagli) 1 1 2
  Pallavolo
2
1
1
2
1
1
4
2
2
  Pentathlon moderno (dettagli) 1 1 2
  Pugilato (dettagli) 8 5 13
  Rugby a 7 (dettagli) 1 1 2
  Scherma (dettagli) 6 6 12
  Skateboard (dettagli) 2 2 4
  Sollevamento pesi (dettagli) 7 7 14
  Sport acquatici
23
17
1

1
4
25
17
1
2
1
4
1
1



49
35
2
2
2
8
  Surf (dettagli) 1 1 2
  Taekwondo (dettagli) 4 4 8
  Tennis (dettagli) 2 2 1 5
  Tennistavolo (dettagli) 2 2 1 5
  Tiro (dettagli) 6 6 3 15
  Tiro con l'arco (dettagli) 2 2 1 5
  Triathlon (dettagli) 1 1 1 3
  Vela (dettagli) 5 4 1 10
Totale (33 sport) 165 156 18 339

Nuovi sportModifica

In seguito ai Giochi del 2012, il CIO valutò i 26 sport di Londra, affermando di aggiungere ai 25 sport 'principali' anche golf e rugby a 7 ai Giochi del 2020. Di questi ventisei, uno venne eliminato dal programma del 2016 e ciò lasciò un posto libero nel programma del 2020 che il CIO avrebbe riempito con uno scelto da una breve lista di sette sport non rappresentati più lo sport rimosso dopo l'Olimpiade del 2012.

Il 12 febbraio 2013, il CIO votò per rimuovere la lotta olimpica dal programma olimpico, una decisione a sorpresa che rimuoveva uno degli sport olimpici più vecchi dai Giochi del 2020. La presenza della lotta olimpica, che prevedeva lo stile libero e quello greco-romano, risaliva alla prima edizione moderna di Atene 1896,[80] oltre ad essere parte dei Giochi olimpici antichi. La decisione di rimuovere la lotta olimpica si scontrò con l'opposizione di diversi paesi e i loro comitati olimpici nazionali.[81][82][83][84]

Il 29 maggio 2013, vennero annunciati tre sport "finalisti": squash, baseball/softball e lotta olimpica.[85] Gli altri cinque sport, ossia karate sportivo, sport con roller, arrampicata sportiva, wakeboard e wushu, per il momento furono esclusi.[86] L'8 settembre 2013, alla 125ª sessione del CIO, venne deciso che la lotta olimpica sarebbe stata presente nei programmi olimpici del 2020 e del 2024. La lotta ricevette 49 voti, mentre baseball/softball ne ricevettero 24 e lo squash 22.[87]

Secondo le nuove politiche del CIO i Giochi si modificano basandosi sugli "eventi" e non sugli "sport" in sé e secondo cui il paese ospitante può inoltre proporre di aggiungere degli sport in programma. Questa regola permette ad ogni paese ospitante di aggiungere al programma olimpico eventuali sport popolari in quel paese e non già presenti, in modo da accrescere l'interesse locale.[88] Come risultato di questo cambiamento il 22 giugno 2015 venne rivelata una nuova breve lista di otto sport: baseball/softball, bowling, karate sportivo, sport sui roller, arrampicata sportiva, squash, surf e wushu.[89] Il 28 settembre 2015 gli organizzatori proposero al CIO cinque di questi sport, ossia baseball/softball (riunitisi in una sola federazione internazionale proprio allo scopo di entrare come unico sport olimpico con più eventi), karate sportivo, arrampicata sportiva, surf e skateboarding, che è uno degli sport sui roller.[90] I cinque sport proposti furono approvati il 3 agosto 2016 dal CIO durante la 129ª sessione di Rio de Janeiro, in Brasile, includendoli nel programma sportivo del 2020, portando il numero totale degli sport nei Giochi del 2020 a 33.[91][92][93]

CalendarioModifica

Un primo calendario delle competizioni venne rilasciato dal Consiglio esecutivo del CIO il 18 luglio 2018, non includendo però il calendario del nuoto, del nuoto sincronizzato e dei tuffi: le gare erano previste dal 22 luglio al 9 agosto 2020 e la cerimonia di apertura dei Giochi programmata per il 24 luglio 2020[94]. Il 24 marzo 2020, a causa della pandemia di COVID-19, il CIO decise di rinviare i Giochi della XXXII Olimpiade di un anno[95]. Il 30 marzo 2020 il CIO comunicò che i Giochi della XXXII Olimpiade si sarebbero tenuti dal 23 luglio all'8 agosto 2021, tenendo lo stesso calendario per le varie competizioni, sfalsato di un solo giorno[25].

Cerimonia d'apertura Competizioni Finali G Galà della ginnastica Cerimonia di chiusura
Luglio/Agosto Mer Gio Ven Sab Dom Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom Totale
21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 01 02 03 04 05 06 07 08
  Cerimonia d'apertura
  Arrampicata sportiva 1 1 2
  Atletica leggera 1 3 4 5 6 5 8 8 7 1 48
  Badminton 1 1 1 2 5
Baseball
Softball
  Baseball 1 2
  Softball 1
  Beach volley 1 1 2
  Calcio 1 1 2
Canoa
Kayak
  Slalom 1 1 1 1 16
  Velocità 4 4 4
  Canottaggio 2 4 4 4 14
Ciclismo   BMX gara 2 22
  BMX stile libero 2
  Ciclismo su pista 1 2 1 2 2 1 3
  Ciclismo su strada 1 1 2
  Mountain bike 1 1
  Equitazione 1 1 2 1 1 6
Ginnastica   Ginnastica artistica 1 1 1 1 4 3 3 G 18
  Ginnastica ritmica 1 1
  Trampolino elastico 1 1
  Golf 1 1 2
  Hockey su prato 1 1 2
  Judo 2 2 2 2 2 2 2 1 15
  Karate 3 3 2 8
  Lotta 3 3 3 3 3 3 18
Nuoto   Nuoto 4 4 4 5 5 4 4 5 39
  Nuoto di fondo 1 1
  Nuoto artistico 1 1
Pallacanestro   Pallacanestro 1 1 4
  Pallacanestro 3x3 2
  Pallamano 1 1 2
  Pallanuoto 1 1 2
  Pallavolo 1 1 2
  Pentathlon moderno 1 1 2
  Pugilato 2 1 1 1 4 4 13
  Rugby a 7 1 1 2
  Scherma 2 2 2 1 1 1 1 1 1 12
  Skateboard 1 1 1 1 4
  Sollevamento pesi 1 2 1 2 1 2 1 2 1 1 14
  Surf 2 2
  Taekwondo 2 2 2 2 8
  Tennis 1 1 3 5
  Tennistavolo 1 1 1 1 1 5
  Tiro 2 2 2 2 2 1 2 2 15
  Tiro con l'arco 1 1 1 1 1 5
  Triathlon 1 1 1 3
  Tuffi 1 1 1 1 1 1 1 1 8
  Vela 2 2 2 2 2 10
  Cerimonia di chiusura
Medaglie 11 18 21 22 23 17 21 21 25 22 24 17 27 23 34 13 339
Luglio/Agosto Mer Gio Ven Sab Dom Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom Totale
21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 01 02 03 04 05 06 07 08

MedagliereModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Medagliere dei Giochi della XXXII Olimpiade e Podi della XXXII Olimpiade.

Di seguito le prime 10 posizioni del medagliere[96]:

      Paese ospitante

Pos. Paese        
1   Stati Uniti 39 41 33 113
2   Cina 38 32 18 88
3   Giappone 27 14 17 58
4   Gran Bretagna 22 21 22 65
5   ROC 20 28 23 71
6   Australia 17 7 22 46
7   Paesi Bassi 10 12 14 36
8   Francia 10 12 11 33
9   Germania 10 11 16 37
10   Italia 10 10 20 40

NoteModifica

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