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Società psicoanalitica italiana

la più antica società di psicoanalisi in Italia
Società psicoanalitica italiana
AbbreviazioneSPI
TipoAssociazione
Fondazione1925
FondatoreMarco Levi Bianchini
PresidenteItalia Anna Maria Nicolò Corigliano
Lingua ufficialeitaliana
Membrioltre 800
Sito web

La Società psicoanalitica italiana – nota anche con l'acronimo SPI – è la più antica società italiana di psicoanalisi.

Indice

Breve storia dell'associazioneModifica

Fondata a Teramo nel 1925 dallo psichiatra italiano Marco Levi Bianchini – libero docente presso l'Università di Napoli e direttore dell'ospedale psichiatrico di Teramo – nel 1932 la SPI si trasferisce a Roma grazie alla spinta dello psicoanalista triestino Edoardo Weiss che, nello stesso anno, fonda la Rivista italiana di psicoanalisi.[1]

Nel 1936 la SPI entra a far parte – in qualità di società componente – dell'International Psychoanalytical Association (IPA).[2]

Nel 1948 Nicola Perrotti fonda la rivista "Psiche",[3] ma è solo nel 1991 che la rivista diventa ufficialmente una pubblicazione della SPI.[4]

A causa della promulgazione delle cosiddette leggi razziali, la SPI si scioglie nel 1938 per poi ricostituirsi nel 1946, essendo ormai decaduto il regime fascista.

Un primo sviluppo dell'associazione avviene negli anni cinquanta, grazie a figure di spicco nel panorama psicoanalitico dell'epoca come Cesare Musatti, Nicola Perrotti, Claudio Modigliani, Emilio Servadio e Alessandra Tomasi Di Palma.[5]

Un successivo sviluppo avviene a cavallo tra gli anni sessanta e gli anni settanta, in relazione alla messa in discussione dell'utilità dei manicomi con la promulgazione della Legge 180 per opera di Franco Basaglia, ma anche in relazione a un mutamento da parte della società nella comprensione e nel modo di rapportarsi al disagio psichico.

Tali sviluppi sono caratterizzati dai cambiamenti dello statuto dell'associazione avvenuti nel 1961, 1974 e 1992.

Attualmente la SPI, con oltre 800 soci, è in Europa la seconda società di psicoanalisi per grandezza.[6] L'assetto odierno vede l'associazione suddivisa in due settori principali: quello scientifico (11 centri coordinati dalla commissione scientifica nazionale) e quello formativo (4 sezioni locali coordinate dalla commissione nazionale).

La SPI fa inoltre parte della European Psychoanalytical Federation (EPF), associazione che raccoglie le società europee che appartengono all'IPA (International Psychoanalytical Association).

Premio Cesare MusattiModifica

La SPI istituisce il 30 maggio 1997[7] il premio Cesare Musatti, che attribuisce: [...] un pubblico riconoscimento a figure italiane o straniere del mondo della cultura e del giornalismo che hanno contribuito, con la loro ricerca in ambiti affini a quelli della Psicoanalisi e con la qualità dei loro scritti, anche di alta divulgazione o in ambito giornalistico, allo sviluppo della Psicoanalisi e alla diffusione delle sue caratteristiche e finalità nel mondo culturale, nonché a una corretta interpretazione.[8]

Alcuni soci notori della SPIModifica

NoteModifica

  1. ^ La Rivista di psicoanalisi è attualmente l'organo ufficiale della SPI, unitamente alla rivista Psiche. Rivista di cultura psicoanalitica.
  2. ^ Fondata da Freud nel 1910, a Norimberga.
  3. ^ All'epoca con il nome di Bollettino dell'Istituto di Psicoanalisi Romano.
  4. ^ Ciò avviene a seguito della cessione dei diritti della rivista alla SPI da parte degli eredi di Perrotti [1].
  5. ^ archiviapsychologica.org
  6. ^ Chianese, D. Brevi note sulla Psicoanalisi e sulla Società Psicoanalitica Italiana Copia archiviata, su spiweb.it. URL consultato il 26 marzo 2009 (archiviato dall'url originale il 26 gennaio 2009)..
  7. ^ Questa data è il centenario della nascita di Cesare Musatti.
  8. ^ Premio Musatti Archiviato il 26 gennaio 2009 in Internet Archive.

BibliografiaModifica

  • Gaddini, E. (1971) Il movimento psicoanalitico in Italia, ora in: Gaddini, E. (2002) Scritti 1953-1985, Milano, Raffaello Cortina Editore, ISBN 9788870787863.
  • Hautmann, G.; Vergine, A. (a cura di) (1991) Gli affetti nella psicoanalisi, Milano, Edizioni Borla, ISBN 9788826308418.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica