Teatro Vittorio Emanuele II

Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando il teatro di Rimini, vedi Teatro Vittorio Emanuele II (Rimini).
Teatro Vittorio Emanuele II
Teatro Vittorio Emanuele II, in precedenza Teatro Sant'Elisabetta.jpg
Il teatro dopo l'ultimo restauro
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàMessina
IndirizzoVia G. Garibaldi
Dati tecnici
TipoSala a ferro di cavallo; Settori: Platea, I Ordine Palchi, I Galleria, II Ordine Palchi e Loggione
Fossapresente
Capienza2.212 posti
Realizzazione
Costruzione1842 - 1852
ArchitettoPietro Valente
Sito ufficiale

Coordinate: 38°11′44.26″N 15°33′23.48″E / 38.195629°N 15.556523°E38.195629; 15.556523

Il Teatro Vittorio Emanuele II è il principale teatro della città di Messina, il più grande della Sicilia per capienza tra i teatri regionali.

Indice

StoriaModifica

Voluto da Ferdinando II di Borbone nel 1842, fu inaugurato nel 1852. Realizzato su progetto dell'architetto napoletano Pietro Valente in stile neoclassico. In precedenza "Teatro Sant'Elisabetta", cambiò nome dopo lo sbarco dei Mille a Messina. Danneggiato dal terremoto di Messina del 1908 è stato oggetto di un restauro che lo ha quasi interamente ricostruito, i lavori furono portati a termine definitivamente nel 1980. Il teatro fu ampliato all'interno in maniera considerevole e la nuova inaugurazione ripropose l'Aida (il 25 aprile 1985), la stessa Opera che era stata l'ultima rappresentazione prima del terremoto[1] con Angelo Gamba e Flora Perini.

Il 16 novembre 1987, in collegamento, per la diretta televisiva su Rai Tre, si svolse il consueto programma "La fabbrica dei sogni", dove vide in gara, la Sicilia e la Toscana. Ospite e rappresentante della Sicilia, fu la cantautrice palermitana Giuni Russo[2].

In questo teatro, il 30 marzo 1870, fece il suo debutto il celebre soprano canadese Marie-Louise-Emma-Cécile Lajeunesse meglio conosciuta con il nome d'arte di Emma Albani. In quell'occasione interpretò il ruolo di Amina nell'opera La Sonnambula di Vincenzo Bellini.

CaratteristicheModifica

Caratterizzato da un portico di ingresso a tre arcate, sulla sommità campeggia un'importante scultura in marmo raffigurante "Il tempo che scopre la Verità e Messina" realizzata dallo scultore messinese Saro Zagari. Il soffitto interno è decorato da Renato Guttuso rappresenta la leggenda di Colapesce.E i posti cono a girare e sono 32

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ Teatro Vittorio Emanuele di Messina
  2. ^ Ore 20.30: La fabbrica dei sogni, in La Stampa, 16 novembre 1987, p. 18. URL consultato il 24 dicembre 2012.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica