Tempio di Poseidone (Colonna Reggina)

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Il Tempio di Poseidone, noto come Poseidonio, talvolta anche Possidonio, (dal greco Ποσειδώνιον, Poseidònion), era uno dei templi eretti fuori dalle mura della polis di Rhegion, ed era dedicato al dio del mare Poseidone.
Secondo gli studi e i ritrovamenti, l'edificio sarebbe sorto nei pressi dell'antica Colonna Reggina (presso l'attuale borgo di Cannitello, frazione di Villa San Giovanni, circa 15 km chilometri a nord dal centro di Reggio Calabria)[1].

StoriaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Colonna Reggina.

Dedicato al dio del mare Poseidone, il tempio, edificato dai reggini per la protezione dei naviganti dalle insidiose acque dello Stretto, si trovava nei pressi della Colonna Reggina, luogo in cui vi era un'alta torre a forma di colonna con sopra una statua di Poseidone, che costituiva in epoca greca il vero e proprio simbolo dello Stretto, famosa per possedere il fuoco (un faro) e l'acqua (una fonte per il rifornimento delle navi).

Nel 36 a.C. nelle antistanti acque del canale ebbe luogo la decisiva battaglia navale fra Ottaviano e Sesto Pompeo, che garantì al futuro imperatore Augusto il dominio sul mare.

Risale a questo periodo l'esistenza nell'area di Porticello di un tempio dedicato al dio Poseidone, detto Poseidonio, la cui esistenza sarebbe dimostrata da un ex voto al dio rinvenuto a Capua, che si pensa sia stato fatto realizzare da Ottaviano stesso. Ciò induce a pensare che Ottaviano avesse timore di affrontare le insidiose acque dello Stretto, desiderando di costruire navi abbastanza forti per superare tali insidie.

L'iscrizione recita:

(LA)

«NEPTVNO SACRVM. VOTVM IN SICVLO FRETO SVSCEPTVM SOLVIT»

(IT)

«Sacro a Nettuno. Sciolse il voto preso nello Stretto Siculo.»

(Giorgio Gualtieri, Siciliae obiacentium insularum et Bruttiorum antiquae tabulae, p. 64[2])

Afferma inoltre lo storico villese Luigi Nostro:

«Un bibliotecario di Messina mi diceva d'aver letto in una storia di quella città che metà delle colonne granitiche, tutte d'un pezzo, le quali ornavano quell'insigne monumento nazionale, qual era la Cattedrale, ridotta nel modo che tutti sappiamo dall'ultimo tremuoto, erano state tratte appunto dal tempio di Nettuno in Colonna Reggina, e l'altra metà da quello che sorgeva sul Peloro. Difatti erano di due dimensioni, cioè alcune più corte, altre più lunghe.»

([3])

Secondo lo storico greco di età imperiale Appiano di Alessandria, durante la guerra tra Ottaviano e Sesto Pompeo combattuta nelle acque adiacenti allo Stretto, Ottaviano, scampato ad un naufragio, si fermò presso la Colonna Reggina per farsi curare[4]. Da ciò si deduce l'esistenza del Poseidonio presso Colonna Reggina e l'importanza e le misure dell'abitato, che doveva essere luogo di incontro di eserciti, popoli e mercanzie di ogni genere (soprattutto grano) che dalla Sicilia muovevano al continente e viceversa[5].

NoteModifica

  1. ^ Luigi Nostro, Notizie storiche e topografiche attorno a tutti i paesi del Cenideo, dall'antichissima Colonna Reggina sino alla più recente Villa San Giovanni, p. 24
  2. ^ Da Luigi Nostro, op. cit., p. 25. Vedi: http://books.google.it/books?id=z1cVAAAAQAAJ&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false
  3. ^ Luigi Nostro, op. cit., p. 32
  4. ^ Appiano di Alessandria, Storia Romana, V, 466 passim
  5. ^ Luigi Nostro, op. cit., p. 16

BibliografiaModifica

  • Luigi Nostro, Notizie storiche e topografiche attorno a tutti i paesi del Cenideo, dall'antichissima Colonna Reggina sino alla più recente Villa San Giovanni, ristampa anastatica realizzata dal Sistema Bibliotecario dello Stretto presso Officine Grafiche, Villa San Giovanni, 2005.

Voci correlateModifica

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