Tenaglie (Montecchio)

frazione del comune italiano di Montecchio (TR)
Tenaglie
frazione
Castel Tenaglia
Tenaglie – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Umbria-Stemma.svg Umbria
ProvinciaProvincia di Terni-Stemma.svg Terni
ComuneMontecchio-Stemma.png Montecchio
Territorio
Coordinate42°38′57.4″N 12°16′59.78″E / 42.649278°N 12.283271°E42.649278; 12.283271 (Tenaglie)
Altitudine370 m s.l.m.
Abitanti93 (2001)
Altre informazioni
LingueIdioma umbro e Italiano
Cod. postale05020
Prefisso0744
Fuso orarioUTC+1
Nome abitantiTenajesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Tenaglie
Tenaglie

Tenaglie è una frazione del comune di Montecchio (TR).

Il paese si trova a 370 m s.l.m. ed è occupato da 93 abitanti (dati Istat, 2001). Prima della creazione della provincia di Terni, faceva parte del Comune di Baschi.

StoriaModifica

Il toponimo Tenaglie sembra derivare da Gens Tenilia, una famiglia venuta con la colonia fondata al tempo dei Romani. In alcuni documenti medievali veniva chiamato Castrum Tenaglia e Castro Tenallia.

Il borgo medievale fu edificato attorno al XII-XIII secolo, sulle preesistenze di una villa romana, i cui pavimenti a mosaico sono stati rinvenuti alcuni anni fa: un frammento è attualmente depositato presso la chiesa parrocchiale dei Ss. Giovanni Battista e Nicolò. Nel 1999 il mosaico è stato fotografato dal generale Vittoriano Giachini, nella sua qualità di Commissario Onorario per la Soprintendenza ai Beni Architettonici dell'Umbria, e la foto è stata depositata presso il seicentesco Palazzo Ancajani.

Tenaglie è stato dominato dai Baschi fino alla fine del XVI secolo, poi dagli Ancajani fino al 1896, anno di morte del barone Decio Ancajani. La tenuta di Tenaglie con il castello ebbe poi diverse proprietà. Alla morte del barone Decio vi furono ben 24 eredi che si contesero il suo enorme patrimonio, che fu assegnato a ciascun erede ai primi del Novecento. Il barone non si sposò mai e tutta la tenuta di Tenaglie con il castello spettò a Francesca Gregori, Madre Superiora a Palermo, che, a sua volta, la diede alla sorella la Contessa Eleonora Gregori in cambio della tenuta della Valserana ed altre proprietà. La Contessa Eleonora Gregori, sposata con il dott. Lorenzo Bagnolesi[1](medico chirurgo a Campiglia Marittima che da giovane si era unito alle truppe di Garibaldi),, vi andò a risiedere a seguito della morte delle due figlie (Ada e Vera) e della separazione dal marito. La tenuta con il castello fu ereditata dalla figlia Giuseppina Bagnolesi sposata con Pericle Morichetti (facoltoso commerciante di legnami, proprietario di un palazzetto in Orvieto). Il conte Gregorio Giannuzzi di Anagni dei baroni Ancajani (Anagni, 3 agosto 1844 - Tenaglie, 18 marzo 1919), sepolto nel cimitero di Tenaglie, fa parte del vasto gruppo di eredi del Barone. I Morichetti, Anna Rosa e Lamberto, vissero nel Castello sino al 1958: infatti nel 1956 una serie di circostanze sfortunate, fra le quali una grande gelata che compromise il raccolto delle piantagioni della tenuta, costrinse la famiglia Bagnolesi-Morichetti, ultimi discendenti dei Baroni Ancajani, al trasferimento a Roma con i figli Lamberto e Anna Rosa (il primogenito Lorenzo, ufficiale dell'esercito, era deceduto in Albania durante la seconda guerra mondiale) dopo aver venduto la proprietà al conte Francesco Marini Dettina, che la tenne fino al 1980. Poi fu acquisita da Walter Pacini (imprenditore siderurgico viterbese di origine toscana) che rivendette nel 1986 solo il castello, mentre il territorio della tenuta è stato successivamente venduto a diversi privati.

Il quotidiano inglese The Times si è occupato di Tenaglie con i suoi due castelli, Ancajani e Baschi di Carnano, in un articolo pubblicato in data 17 agosto 2007 nel supplemento allegato Bricks & Mortar.

Il 28 ottobre 2007 è stato costituito il Comitato Civico Tenaglie, organizzazione non governativa per la tutela del patrimonio storico ed etnoantropologico locale, fondato da Emiliano Volpetti.

Due anni dopo, il Volpetti, attuó il piano di riqualificazione urbanistica e architettonica per lo sviluppo sostenibile di Tenaglie realizzando molte opere fino al 2013. Anno in cui, mediante un capzioso esposto esperito per il tramite di un giovane avvocato di campagna guardeese, da parte della Sig.ra Minozzi Gabriella, indirizzato alla Soprintendenza ai Beni Architettonici di Perugia (guidata dalla delirante Arch. Di Bene Anna, fece naufragare tutto il gran e bel progetto del Volpetti. Il progetto nel suo complesso fu valutato e ragionato dai massimi esperti di quel periodo, ritenendolo di ottima qualità che ben sviluppava la località svalguardando e rispettando maniacalmente il territorio di riferimento: Prof. Arch. Paolo Marconi, Prof. Arch. Gian Luigi Nigro, Arch. Donatella Venti, Arch. Pier Luigi Venanzi. Né costoro, né l'Arch. Scoppola direttore della sede regionale del MIBAC, riuscirono a far comprendere alla (delirante) Soprintendente l'importanza delle opere realizzate e del progetto complessivo di riqualificazione. Le risposte apoditicche e prive di senso della stessa coniugate (ahinoi!) al potere indipendente dallo Stato Italiano ai Soprintendente ha generato un paese con opere non terminate, l'abbandono degli investitori, l'abbandono dei residenti, la chiusura di un Hotel e di due ristoranti, un centro storico disastrato, l'interruzione delle opere di recupero del castello di Carnano, il licenziamento di personale delle imprese coinvolte, il totale annientamento di un paese! Successivamente, nonostante le vittorie nelle sedi giudiziali da parte del Volpetti, non ci fu più modo di ricominciare per i gravi danni economici scaturiti dall'atteggiamento disinvolto della dannefice Soprintendente dell'Umbria.

Attualmente la Sig.ra Minozzi, vive sola nel suo palazzo nobiliare che voleva capziosamente tutelare con l'esposto. L'immobile in vendita da anni, giace in quiescenza perché ad oggi nen 2022 nonostante la straordinaria bellezza dell'immobile, non esiste nessun acquirente disposto ad acquistarlo per due motivi strettamente correlati tra loro. 1) nel viale antistante la proprietà del palazzo nobiliare, l'esposto partito dalla Minozzi ha provocato il totale fermo dei lavori delle opere di urbanizzazione. Chi comprerebbe un immobile che attorno a cattedrali nel deserto? 2) dallo stesso esposto è scaturita la chiusura di attività di prima necessità. Pertanto non si può più andare a piedi a fare acquisti alimentari. Solo con la macchina a 5 km di distanza.

W l'Italia!

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

  • Chiesa di S. Giovanni Battista (1370), edificata da Bindocci Neri De' Baschi e più volte restaurata. Custodisce un fonte battesimale del 1521, una cornice marmorea del 1408 incisa con le parole "RELIQUIAE S.S. ROCHII 1408" e una pala d'altare del Sensini risalente al 1618, raffigurante una "Madonna del Rosario";
  • Palazzo Ancajani (primi del Seicento), sorto sulle preesistenze di un fortilizio dei conti Baschi che sovrasta il borgo. Fu fatto costruire dal marchese Marcello Raimondi ai primi del Seicento, dopo l'acquisto che fece dal barone Andrea Ancajani, marito di Atalante Baschi, ultima ereditiera del castello Baschi di Carnano. Successivamente lo riacquistarono gli Ancajani e fu ristrutturato nell'Ottocento da Filippo Ancajani, e venne fatto restaurare dal barone Decio Ancajani alla fine del XIX secolo;
  • Rocca e Castello Baschi di Carnano (XII - XVII sec.). Fu il centro politico, amministrativo e militare nonché residenza sfarzosa dei Conti Baschi (successivamente ramo di Carnano). Il toponimo, come gli edifici della rocca e del castello scomparvero dalla cartografia a cavallo tra XVI e il XVII sec. L'insediamento medievale è stato rintracciato grazie a Emiliano Volpetti e alla sua opera di disseppellimento del castello e altri studi in situ e archivistici, finalizzati al progetto di recupero del castello;
  • Museo della Civiltà Contadina, realizzato presso i corpi di fabbrica aggiuntivi al Palazzo Ancajani, successivi all'incastellamento. Il museo aperto gratuitamente l'ultima domenica di ogni mese (così come Decreto Ministeriale) ospita una superba riproposizione filologica degli ambienti di vita contadina dei secoli XVII-XIX, oltre ad attrezzi ed utensili di cui oggi, per gran parte di essi, si è persa la memoria;
  • Chiesa di Santa Maria (1852) il Loc. La Madonna;
  • Chiesetta di S. Rocco in Loc. San Rocco;
  • Chiesetta della Madonnella in Loc. Schiacciarelle (in dialetto Stiasciarelle)
  • Antiquarium comunale.

Economia e manifestazioniModifica

Le specialità eno-gastronomiche principali sono l'olio extravergine di oliva, il vino rosso, i maccheroni dolci, i salumi, i prosciutti e le specialità di cacciagione.

Il 16 agosto si festeggia san Rocco, protettore e patrono. Molto suggestiva è la processione del Cristo Morto del Venerdi Santo e quella dei santi patroni, san Rocco (16 agosto) e la Madonna delle Grazie (seconda domenica di settembre), le cui statue sono ancora portate a spalla da facchini abbigliati con suggestivi abiti confraternitali e suppellettili processionali: stendardi, lanterne, croci, ecc.

Sin dai tempi più antichi durante le feste di S.Rocco e della Madonna delle Grazie venivano accessi colpi scuri[non chiaro] all'alba del giorno di festa da parte di pirotecnici (il più antico Bellafante di Orvieto, poi a seguire Cignelli di Castiglione in Teverina, Aulicino di Giove, Capotosti di Giove, Raffaele di Tivoli Terme). Queste cannonate pirotecniche seguivano la durata delle processioni e, quando la macchina del santo in fase di rientro verso la chiesa passava davanti al dispiegamento dei mortai, veniva accesa, in salve al santo, una batteria aerea di granate pirotecniche e colpi a cannone.

In questo paese fu ideata nel 1987/1988 la sagra del bignè da Franco Giubbini, un pasticciere natio di Tenaglie emigrato negli anni cinquanta nella capitale in cerca di fortuna. La sagra raccoglieva migliaia di avventori, provenienti anche dal Viterbese e dal Senese. Nel 1996 si manifestarono dei dissidi tra gli organizzatori e con la popolazione. Furono create, allora, due sagre: una per il paese di sopra (Rione S. Rocco) e una per quello di sotto (Tenaglie centro). La prima era chiamata Sagra del Bignè, mentre la seconda Sagra dei Pasticceri (per evidenziare il fatto che questa seconda sagra avrebbe dovuto essere organizzata da chi possedeva il mestiere e ne conosceva i dettami). La diatriba ha termine nel 2000, anno in cui la Sagra del Bignè torna in mano ai pasticcieri Giubbini, ma solo per la produzione dei dolciumi, e l'organizzazione passa in mano alla Pro Loco di Montecchio, che la organizza a Montecchio. Dal 2007 anche i pasticcieri tenagliesi Giubbini escono di scena e la preparazione dei bignè per la Sagra viene affidata ad un altro pasticciere natio di Tenaglie, Luciano Capponi.

Durante le festività natalizie viene rievocata la nascita di Gesù attraverso un suggestivo presepe vivente nel borgo medievale, organizzato da Riccardo Fantauzzi delle Vignarelle del Pozzociolino. Oltre 60 figuranti in costume e animali da cortile ripropongono la vita di quei tempi.

NoteModifica

  1. ^ BAGNOLESI Lorenzo, su www.archiviobiograficomovimentooperaio.org. URL consultato il 25 dicembre 2017 (archiviato dall'url originale il 25 dicembre 2017).

Voci correlateModifica

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