Teologia razionale

La teologia razionale (o teologia naturale) è la branca della teologia che si caratterizza per il tentativo di dimostrare, a partire dall'uso della sola ragione, l'esistenza e gli attributi ontologici di Dio. Il termine, già implicito nella scolastica medievale, compare nell'opera postuma (1484, ma scritta nel 1434-1436) di Raymond Sebond (c. 1385-1436),[1] entra nell'uso filosofico a partire da Francesco Bacone,[2] e si diffonde in ambiente leibniziano da Christian Wolff nel 1700.[3] Ripresa da Kant (che la sottopone a critica circa il suo valore conoscitivo), essa si oppone alla teologia rivelata, che fonda i suoi asserti sulla fonte testuale delle Sacre Scritture e/o dei Dogmi ecclesiastici.[4] Più recentemente il termine è stato soppiantato da quello di teologia fondamentale in ambiente confessionale cattolico, o di filosofia della religione in ambiente più strettamente filosofico.

NoteModifica

  1. ^ Theologia Naturalis sive Liber naturae creaturarum, etc., l'opera fu tradotta in francese da Michel de Montaigne nel 1536.
  2. ^ De Augumentis Scientiarum (1623), III, 2.
  3. ^ Cf. Nicola Abbagnano, Dizionario di Filosofia, voce teologia, Torino, Utet, 1971, seconda edizione riveduta, pp. 868-869.
  4. ^ Antonio Livi, Vera e falsa teologia. Come distinguere l'autentica “scienza della fede” da un'equivoca “filosofia religiosa”, Leonardo da Vinci, 2012.

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàThesaurus BNCF 19783