Terminalia catappa

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Mandorlo indiano
Terminalia catappa (fruit).jpg
Frutto di Terminalia catappa
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Sottoregno Tracheobionta
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Rosidae
Ordine Myrtales
Famiglia Combretaceae
Genere Terminalia
Specie T. catappa
Nomenclatura binomiale
Terminalia catappa
L.
Nomi comuni
  • vedi testo
Albero di mandorlo indiano in Bengala.
Terminalia catappa

Il mandorlo indiano[1], conosciuto anche come mirobalano[2] o mirabolano[3][4] (Terminalia catappa L.) è un grande albero appartenente alla famiglia Combretacee, che cresce principalmente nelle regioni tropicali dell'Asia, dell'Africa e dell'Australia[5].

EtimologiaModifica

Il nome specifico catappa è un adattamento del nome malese (ketapang) per la pianta in questione[6].

MorfologiaModifica

PortamentoModifica

È un albero spogliante alto fino a 20–25 m, con rami inseriti sull'asse principale a mo' di verticillo[2] estesi in orizzontale, producendo un'ombra gradita[1]. Ampi e grandi cordoni radicali.

FoglieModifica

Disposte in ciuffi, lunghe circa 30 cm e larghe 15 cm, di colore verde brillante[1], obovate, nascono alla fine dei ramoscelli giovani[2]. Presentano nervature in rilievo e del tomento nella pagina inferiore[2]. Le foglie assumono un colore rosso quando cadono.

FioriModifica

Piccoli, di colore biancastro, riuniti in alcune spighe ricurve alla cima dei rami[2], lunghe circa 15 cm[1]. Le antere sono gialle[2]. La pianta è monoica[1].

FruttiModifica

Drupe ovali lunghe circa 5 cm, eduli, con fibra carnosa[2], che contengono un guscio verde-giallo, rosso a maturazione; la polpa verde sottile[1] e legnosa contiene il seme, simile a una mandorla[2].

CortecciaModifica

Di colore grigio-bruno[2], liscia[1].

Distribuzione e habitatModifica

Pianta esclusivamente tropicale, è probabilmente endemica delle Andamane[2].

UsiModifica

I semi sono commestibili, sono oleosi e contengono anche il 50% in sostanze tanniche: vengono usati per conciare pelli e in farmacopea[2].

Le foglie, ricche di tannini e acidi umici con proprietà antibatteriche e antiossidanti, vengono usate in acquariofilia per abbassare il pH e ambrare l'acqua degli acquari (in particolare di quelli che riproducono biotopi acque nere) e migliorare la salute dei pesci e degli invertebrati allevati [7].

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g Colin Risdale, John White e Carol Usher, Alberi, Milano, Mondadori Electa, 2007, ISBN 88-370-4040-7. 1ª ed. originale: (EN) Trees, London, Dorling Kindersley Limited, 2005.
  2. ^ a b c d e f g h i j k Paola Lanzara e Mariella Pezzetti, Alberi, Milano, Mondadori, 1977.
  3. ^ Giacomo Devoto, Gian Carlo Oli, Dizionario della lingua italiana, Firenze, Le Monnier, 1971.
  4. ^ Da non confondersi con il più noto Prunus cerasifera, anch'esso chiamato mirabolano, mirobalano, mirabalano.
  5. ^ Pankaj Oudhia e Robert E. Paull, Encyclopedia of Fruit and Nuts, Wallingford, CABI, 2008, pp. 273–277.
  6. ^ Dave's Garden – Botanary: catappa, su davesgarden.com. URL consultato il 24 novembre 2013.
  7. ^ Alla scoperta delle foglie di catappa, un miracolo della natura direttamente in acquario, su Acquario Come Fare, 3 febbraio 2018. URL consultato il 20 aprile 2019.

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