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Tifone
Titolo originaleTyphoon
AutoreJoseph Conrad
1ª ed. originale1902
1ª ed. italiana1927
Genereracconto
Lingua originaleinglese
AmbientazioneOceano Indiano
(EN)

«Observing the steady fall of the barometer, captain MacWhirr thought, "There's some dirty weather knocking about". This is precisely what he thought."»

(IT)

«Osservando la repentina discesa del barometro, il capitano MacWhirr pensò: "Ci dev'essere del brutto tempo alle porte". Questo è esattamente ciò che pensò."»

(Joseph Conrad, Tifone)

Tifone è un racconto dello scrittore Joseph Conrad, la cui stesura iniziò nel 1899 e che venne pubblicato a puntate sul Pall Mall Magazine tra il gennaio ed il marzo del 1902; venne stampato per la prima volta sotto forma di volume completo a New York dalla casa editrice Putnam nello stesso anno e fu pubblicato in Gran Bretagna sotto il titolo Tifone ed altre storie (Typhoon and Other Stories) dalla Heinemann nel 1903. La prima edizione italiana risale invece al 1927 e fu pubblicata dall'editore milanese Giuseppe Morreale nella collana "Gli inglesi" per la traduzione di Tito Diambra.

Indice

TramaModifica

Tifone è una classica storia di mare, basata probabilmente sulla reale esperienza di Conrad come marinaio e, probabilmente, anche su una vera e propria disavventura vissuta a bordo del vero piroscafo John P. Best. Il lungo racconto descrive le gesta del capitano Tom MacWhirr nell'affrontare un tifone tropicale al comando del piroscafo battente bandiera siamese Nan-Shan, col suo carico umano di coolies cinesi diretti verso la terra natìa. Sono presenti altri gustosi personaggi di contorno come il primo ufficiale Jukes e Solomon, il motorista capo. Il romanzo è ambientato in nave fra il diciannovesimo ed il ventesimo secolo. MacWhirr, uomo stolido, timido e semplice, ignorato dalla sua famiglia, sfruttato dalla moglie e deriso dal suo equipaggio, rifiuta testardamente di cambiare rotta per evitare il sopraggiungere di un tifone.

Lo scatenarsi della violentissima tempesta sembra aver ragione della nave e dell’equipaggio, che si sente perduto e impotente di fronte alla furia degli elementi, tuttavia la ferrea determinazione e calma del capitano nell'affrontare gli eventi e la sua intelligente e umana gestione del problema rappresentato dai coolies stipati nella stiva, riescono a salvare la nave e l’equipaggio dal caos e dalla morte.

Alla fine della vicenda, il Capitano MacWhirr non appare comunque come un vero eroe ma nemmeno la ridicola macchietta quando salì a bordo la prima volta, insignificante e timido con bombetta e ombrello, ovvero l’antitesi del vero marinaio, anche se tuttavia alla fine del racconto resta solo e incompreso da tutti.

Scritto nei toni lievi della commedia, il romanzo è considerato uno dei capolavori di Conrad: fu infatti l'opera che, nel 1959, segnò l'inizio della carriera di traduttore di testi conradiani di Ugo Mursia;[1] anche il critico letterario Frank Raymond Leavis lo considera "uno dei capolavori di Conrad".[2]

PersonaggiModifica

Capitano: Tom MacWhirr

1º Ufficiale: Jukes

2º Ufficiale (non a bordo perché si era infortunato): Jack Allen

2º Ufficiale (in sostituzione): nome sconosciuto

Capo degli stipettai di bordo: Bates

Timoniere: Hacket

Il Nostromo, nome sconosciuto

Capo macchinista: Solomon Rout (Papà Sol)

2° macchinista: Harry

3° macchinista: Beale

Armatori del Nan-Shan: Sigg.& Figlio

Moglie del capitano: Lucy

Figli del capitano: Lydia e Tom jr.

CuriositàModifica

  • Il 16 febbraio 1887 Conrad si imbarcò come primo ufficiale sul piroscafo di ferro di 1000 tonnellate Highland Forest, situato nel porto di Amsterdam. Il capitano era un irlandese di 34 anni, John McWhir, descritto da Conrad come: "un uomo con una bombetta nera e un soprabito corto grigiastro". Conrad si ispirò a lui per il personaggio del capitano Tom MacWhirr[3][4]. L’Highland Forest salpò da Amsterdam il 18 febbraio e si imbatté in forti bufere, alcuni pennoni furono spazzati via e un pezzo di questi lo ferì[5]. Il 20 giugno la nave raggiunse Semarang (Java) e Conrad sbarcò pochi giorni dopo, essendogli stato prescritto un ricovero in ospedale, salì quindi a bordo della nave a vapore SS Celestial, sbarcando il 6 luglio a Singapore, dove si recò per il trattamento terapeutico all'European Hospital, rimanendovi in degenza per circa tre mesi. Conrad descrisse questi eventi nel romanzo Lord Jim, il cui protagonista era stato anch’egli ferito da una caduta di un pennone.[3][4]
  • Nel racconto, prima dell'arrivo del tifone, MacWhirr menziona con sarcasmo al primo ufficiale Jukes, il capitano Wilson del "Melita", indicandolo come un millantatore, presunto esperto di burrasche e tempeste. In realtà il Melita è la nave sulla quale Conrad s'imbarcò a Singapore, dopo essere sbarcato dal Vidar, per raggiungere Bangkok ed assumere il suo primo comando sul veliero Otago[6]

EdizioniModifica

  • trad. Tito Diambra, Morreale ("Gli inglesi"), Milano 1927
  • trad. G. Rossi, Sonzogno, Milano 1927; ("I nuovi Sonzogno" n. 34), 1967
  • trad. Dienne Carter e Silvio Catalano, Delta ("Scrittori italiani e stranieri" n. 15), Milano 1929
  • trad. Bruno Maffi, Muggiani, Milano 1945
  • trad. Eliana Trinchero
    • Bompiani ("Supersaggi" n. 230), Milano 1950
    • Bompiani ("I delfini" n. 235)
    • Bompiani ("SuperBUR Classici" n. 174). ISBN 8817127361
    • Bompiani ("BUR" n. L 883), introduzione di Piero Sanavio, Milano 1996 (con testo a fronte). ISBN 8817168831
  • trad. Giuliana Balestreri Pulsinelli, La Nuova Italia ("Primo scaffale" n. 22), Firenze 1968
  • trad. Marisa Jacotti Semeraro, La scuola, Brescia 1972
  • trad. Alda Politzer
    • Mondadori, Milano 1985; ("Oscar Guide" n. 121), 1988 (con Gioventù). ISBN 880430751X ISBN 8804492902
    • De Agostini ("Tesori della narrativa universale"), Novara 1986
  • trad. Bruno Oddera
    • Fabbri ("I grandi della letteratura" n. 85), Milano 1986 (con Il negro del Narciso)
    • Bompiani ("Tascabili Bompiani" n. 516), con introduzione di Claudio Gorlier, Milano 1990. ISBN 8845215814
    • Newton Compton ("Grandi tascabili Newton" n. 16), Roma 1993 (in Romanzi del mare). ISBN 8879830538
    • Newton Compton ("Grandi tascabili economici" n. 57), Roma 1993 (in Romanzi del mare). ISBN 8879830503
    • Newton Compton ("Centopaginemillelire" n. 218), introduzione di Bruno Traversetti, Roma, 1995
    • Newton Compton ("Biblioteca economica Newton. Classici" n. 186), Roma 2007 ISBN 9788854108820
  • trad. Ugo Mursia
    • Mursia ("G.U.M. n.s." n. 58), con note di Lionello Boscardi, Milano 1984 (con testo a fronte)
    • Mursia ("Conradiana" n. 6), presentazione di Mario Curreli, Milano 1987 (con altri racconti)
    • Mursia ("La biblioteca"), Milano 1989. ISBN 8842502588
    • Mursia ("Scrittori moderni e contemporanei"), a cura di Bruna Santucci, Milano 1991. ISBN 8842581739
    • Einaudi ("ET" n. 1138), Torino 2003. ISBN 8806163582 ISBN 9788806187552
    • con la trad. francese di André Gide, a cura di Valerio Magrelli, Einaudi ("Scrittori tradotti da scrittori", n. 50), Torino 1993 (con testo a fronte). ISBN 8806132016
  • trad. Luigi Ballerini
    • Passigli ("Biblioteca del viaggiatore" n. 26), Firenze, 1990. ISBN 8836801404
    • Vignola ("Classici con testo a fronte" n. 6), Roma, 1997. ISBN 8881980053
  • trad. Anna Maria Biavasco McBurney e Valentina Guani, SugarCo ("Tasco" n. 206), Milano 1992. ISBN 8871981863
  • trad. Maria Grazia Bonfanti, Garden ("I classici Garden" n. 4), Milano 1992
  • trad. Gianna Lonza, a cura di Lorenza Ruggiero, Marietti ("L'arco del racconto" n. 11), Casale Monferrato 1993. ISBN 8839320563
  • trad. Marco Longhi Paripurna, Demetra ("Acquarelli" n. 163), Colognola ai Colli 1997.
  • (EN) Joseph Conrad, Typhoon, London, William Heinemann, 1912. URL consultato il 12 aprile 2015.

NoteModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN185037387 · GND (DE4385077-7
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