Tom Clancy's Splinter Cell

videogioco del 2002
Tom Clancy's Splinter Cell
videogioco
Splinter Cell Logo.jpg
Logo del gioco
PiattaformaXbox, PlayStation 2, Microsoft Windows, GameCube, macOS
Data di pubblicazione18 novembre 2002 (Xbox)
Generestealth
TemaContemporaneo
OrigineCanada
SviluppoUbisoft Montreal
PubblicazioneUbisoft, Gameloft
SerieSplinter Cell
Modalità di giocoGiocatore singolo
Periferiche di inputtastiera, mouse
SupportoCD-ROM
Requisiti di sistemaPentium III o AMD Athlon da 800 MHz, 256MB RAM, Scheda video 32 MB
Seguito daTom Clancy's Splinter Cell: Pandora Tomorrow

Tom Clancy's Splinter Cell è un videogioco del genere stealth, sviluppato dalla Ubisoft Montreal nel 2002, basato sul motore grafico Unreal Engine 2. È il primo titolo della serie Splinter Cell, ideata da Tom Clancy, che narra la storia dell'agente segreto Sam Fisher della NSA. Sam Fisher è doppiato in inglese dall'attore Michael Ironside, in italiano da Luca Ward.

Ambientato nel 2004, il giocatore prende il ruolo di Sam Fisher, ex operativo del corpo dei Navy SEALs da tempo inattivo, che viene richiamato dall'NSA per la divisione segreta chiamata "Third Echelon". La Third Echelon usa le Splinter Cell, operatori singoli supportati da un piccolo team, per condurre missioni di spionaggio nei territori più ostili.

Splinter Cell fu pubblicato per la prima volta solo per Xbox il 18 novembre 2002 negli Stati Uniti. In seguito fu convertito per PC, PlayStation 2, e GameCube nella primavera del 2003 e infine per Game Boy Advance. La versione GBA è completamente diversa dalle versioni per console per limitazioni di carattere tecnico. La storia è identica, ma il gioco è in 2D a scorrimento laterale, e l'arma di Fisher è una pistola tranquillante, con la quale può stordire le guardie senza bisogno di ucciderle.

Dopo il successo del gioco vari autori sotto lo pseudonimo di David Michaels scrissero una serie di romanzi.

TramaModifica

Ottobre 2004, la CIA invia nel Caucaso sotto copertura gli agenti Alison Madison e Robert Blaustein, per scoprire se la Georgia stesse tramando qualcosa ai danni degli USA. I due scoprono una base segreta all'interno della catena montuosa, in cui trovano carri armati, armi e soldati. I due vengono scoperti e catturati. La CIA, richiede l'intervento dell'NSA per ottenere notizie sui due agenti dispersi attraverso il nuovo progetto "Third Echelon". Third Echelon è un progetto segreto dell'NSA che impiega agenti singoli, addestrati alla furtività ed equipaggiati con armi e strumenti iper-tecnologici per intervenire in scenari delicati e reperire informazioni, appoggiati da un piccolo team di esperti in remoto. Questa è la prima missione di Sam Fisher, ex Navy Seal, appena selezionato dal colonnello Irving Lambert, responsabile operativo di Third Echelon. Fisher dovrà interrogare l'informatore CIA Thomas Gurgenidze. Lo trova in uno stabile in fiamme in fin di vita: prima di spirare, egli riesce a rivelare a Sam che le informazioni sono talmente importanti dal poter scatenare un nuovo conflitto militare. Durante la missione conferma l'uccisione dei due agenti, dopo aver trovato i loro cadaveri in un obitorio di T'Blisi. Egli scopre inoltre una campagna di pulizia etnica e omicidi di massa ordinati dal nuovo presidente golpista, il magnate Kombayn Nikoladze, desideroso di impossessarsi delle risorse petrolifere del vicino Azerbaigian.

La NATO interviene nel conflitto, distruggendo una piattaforma petrolifera georgiana nel Mar Caspio. In rappresaglia, Nikoladze ordisce una serie di attacchi informatici atti a destabilizzare le infrastruttuee informatiche degli Stati Uniti mediante gli avanzati algoritmi creati dall'hacker canadese Philip Masse. A causa delle avarie, si registrano una sessantina di morti, tra cui 20 civili. Fisher scopre inoltre la presenza di una presunta talpa operante all'interno della CIA, forse in contatto con il presidente georgiano, che riesce a catturare a Langley e trasportare in un luogo sicuro, dove Third Echelon lo terrà sotto custodia per interrogarlo. Si scoprirà in seguito che non c'è nessuna talpa.

 
Sam Fisher in spaccata, mentre indossa la tuta urbana/notturna

Grazie a una falla nel sistema, Philip Masse riesce a rubare informazioni sensibili alla rete della CIA. Anna Grímsdóttìr (esperto informatico di Third Echelon) scopre la fonte della falla vicino alla sede della Kalinatek, ma viene sorpresa e bloccata appena accede alla rete. Fisher è costretto quindi ad infiltrarsi nella sede della Kalinatek per recuperare una chiave di cifratura, in mano ad un programmatore di Nikoladze, di nome Ivan. Il programmatore è nel mirino della Mafia Russa che vuole eliminarlo (sotto ordine del presidente stesso). Il protagonista ha quindi il compito di recuperare la chiave di cifratura prima che lo facciano i russi. Sam recupera la chiave, e Grímsdóttìr riesce ad intercettare un flusso di dati proveniente da una centrale nucleare russa nella penisola di Kola, nella Russia settentrionale; solido indizio su dove trovare il Presidente Georgiano: sembra che si nasconda nell'ambasciata cinese in Birmania. Vernon Wilkes, operatore sul campo Third Echelon, muore tra le braccia di Sam durante la sua estrazione dalla Kalinatek e al suo posto viene messa una giovane ragazza, di nome Frances Coen.

Il nuovo obiettivo di Sam è quindi di entrare nell'ambasciata cinese, per scoprire possibili collegamenti tra Nikoladze e la Repubblica Popolare Cinese. Grazie ad un microfono laser può intercettare una chiamata: si scopre che un generale cinese: Kong Feirong, è in combutta con Nikoladze. Essi hanno intenzione di giustiziare in diretta alcuni soldati americani. Il militare però non ha l'appoggio del suo governo, completamente estraneo all'intera vicenda. Durante la chiamata si viene a conoscenza dell'esistenza di un'arma speciale, denominata "Arca" e della morte di Masse per mano di un commando militare statunitense (Sam stesso).

Fisher si reca a Mouke Tsoe Bo Meats per liberare i soldati catturati. Nell'edificii sono presenti dei dignitari cinesi (anche loro catturati), che informano Sam riguardo alla combutta tra Feirong e Nikoladze: il Presidente rifornisce Feirong di materiale radioattivo e il generale fornisce armi e mezzi a Nikoladze. Fisher viene a conoscenza della presenza di Nikoladze nella zona, il quale fugge, abbandonando Feirong al suo destino. Sam fa ritorno in Cina per fermare il generale, ed ottenere prove che dimostrino l'estraneità del governo cinese. Echelon ordina a Fisher la distruzione di due camion che contengono materiale nucleare non ancora assemblato, mentre il militare muore a causa delle ingenti quantità di alcool ingerito.

Nikoladze, come promesso al momento del golpe pacifico che lo ha portato al potere, indice le elezioni, sicuro di legittimare il suo potere. Al suo posto viene però eletto un altro candidato (grazie alle pressioni della CIA), Varlom Cristavi.

Sam viene quindi rispedito in Georgia, più precisamente in missione nel palazzo presidenziale, per rintracciare Nikoladze. Si ritiene che l'ex-presidente sia dovuto ritornare per recuperare l'Arca, ed il suo successore, Varlom Cristavi, lo sta aiutando a fuggire. Da una nota di un soldato, Fisher scopre che Nikoladze ha offerto una cospicua quantità di denaro e informazioni sensibili a Cristavi. Inoltre scopre che l'"Arca" è una valigetta nucleare. I due si trovano faccia a faccia in un caveau, ma le forze speciali agli ordini di Cristavi irrompono cercando di ottenere l'ordigno. Si scopre che la bomba è già sul suolo americano e che solo Nikoladze ne conosce la posizione. Egli viene quindi portato via, mentre i soldati cercano di sottrarre la chiave a Sam. Grazie ad un diversivo del team questi riesce a scappare. L'obiettivo diventa quindi l'eliminazione di Nikoladze, in possesso di informazioni vitali per la sicurezza degli Stati Uniti. Dopo aver ucciso Nikoladze a distanza, Fisher fugge dal palazzo. In seguito, a Washington DC, un condominio viene evacuato dalla Guardia Nazionale, con il pretesto di una fuga di gas. Fonti militari statunitensi affermano che la bomba sia stata trovata giorni precedenti nei pressi della Casa Bianca, vano brutale attentato di Kombayn Nikoladze alla vita del Presidente USA. La morte dello stesso viene attribuita alle guardie del Presidente Cristavi, nel tentativo di proteggerlo da un secondo tentativo di golpe del magnate.

La campagna si chiude quindi con il presidente degli Stati Uniti che si congratula con le forze armate, mentre Sam ride davanti alla televisione, nel salotto di casa sua.

Modalità di giocoModifica

Nel gioco il protagonista si muove nell'oscurità per nascondersi dalle guardie. La tuta di Fisher è equipaggiata di cellule fotosensibili capaci di indicare quanto si è visibili all'occhio nemico. Per il combattimento, Fisher è equipaggiato con una pistola silenziata e un SC-20K che può essere utilizzato sia come fucile d'assalto, sia come fucile di precisione. È anche in grado di utilizzare una vasta gamma di dispositivi non letali come per esempio proiettili di gomma, granate fumogene o proiettili taser.

Fisher può anche avvicinarsi alle spalle del nemico per afferrarlo e interrogarlo.

Può eseguire manovre acrobatiche per scalare ostacoli o passare inosservato, come ad esempio la spaccata tra due muri.

Le meccaniche di gioco incoraggiano l'attacco a sorpresa piuttosto che la forza bruta. Anche se Fisher è dotato di un'arma da fuoco automatica, può trasportare al massimo 60 colpi che impediscono quindi di affrontare un'intera missione a viso aperto. L'SC-20K può andare in modalità di mira, che può essere più o meno accurata facendogli trattenere il respiro.

Fisher dovrà spesso confrontarsi con gli allarmi all'interno delle missioni: le missioni che comprendono la massiccia presenza di civili, di solito, presentano il divieto assoluto di farne scattare uno, mentre le altre prevedono un numero massimo di due allarmi attivabili senza conseguenze. Gli allarmi prevedono anche un aumento della difficoltà di neutralizzazione dei nemici, che indosseranno prima un giubbotto antiproiettile e in seguito l'elmetto.

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