Tommaso Currò

politico italiano
Tommaso Currò
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Deputato della Repubblica Italiana
Legislature XVII
Gruppo
parlamentare
- Partito Democratico (Dal 1º/04/2015 a fine legislatura)

In precedenza:

- Movimento 5 Stelle (Da inizio legislatura al 17/12/2014)

- GRUPPO MISTO (Dal 17/12/2014 al 31/03/2015)

Circoscrizione Sicilia 2
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Democratico (Dal 2015)
In precedenza:
M5S (2013-2014)
Titolo di studio Laurea in Fisica; Abilitazione all'Insegnamento della Fisica e della Matematica
Professione Tecnico di Laboratorio/ Professore di fisica

Tommaso Currò (Milazzo, 3 settembre 1973) è un politico italiano.

BiografiaModifica

Nato a Milazzo nel 1973, si è trasferito a Catania nel 2002, dove lavora come tecnico di laboratorio.[1]

È laureato in Fisica ed ha frequentato la SSIS per l'abilitazione all'insegnamento della fisica e della matematica nelle scuole superiori[1].

Attività politicaModifica

Si avvicina al Movimento 5 Stelle in occasione della campagna a favore dei referendum abrogativi del 2011[1]. È stato candidato senza essere eletto alle elezioni regionali siciliane del 2012.

Alle elezioni politiche del 2013 viene eletto deputato nella circoscrizione Sicilia 2. A febbraio 2014 è stato oggetto di un provvedimento disciplinare da parte del movimento, che lo accusa di aver fatto approvare un emendamento localistico alla legge di stabilità per soli motivi elettorali.[2] A seguito dei risultati delle elezioni europee 2014 ha rilasciato un'intervista a L'Espresso in cui ha chiesto le dimissioni di Casaleggio e Grillo, che ha risposto definendo Currò un "miracolato della politica"[3].

Esce dal Movimento 5 Stelle il 16 dicembre 2014 aderendo al gruppo Misto, durante il discorso di dimissioni dal Movimento in aula lancia un appello ai grillini di collaborare con il governo Renzi[4][5].

Dopo tre mesi e mezzo di permanenza nel gruppo Misto, il 1º aprile 2015 viene comunicata dalla presidente della Camera Laura Boldrini la sua adesione ufficiale al Partito Democratico e dunque il suo ingresso nella maggioranza di governo.[6]. Non è candidato alle elezioni politiche del 2018, ma rimane comunque attivo politicamente, facendo campagna per l'elezione di Giorgio Gori alle regionali lombarde dello stesso anno[7]

NoteModifica

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