Tonalismo (movimento artistico statunitense)

Il tonalismo (dall'inglese tonalism) fu una corrente artistica che perdurò negli Stati Uniti a cavallo fra il diciannovesimo e il ventesimo secolo.

James Abbott McNeill Whistler – Notturno in nero e oro - Il razzo cadente (1872–77)

StoriaModifica

Il termine fu coniato verso la fine dell'Ottocento da alcuni critici per descrivere alcuni artisti statunitensi che, fra gli anni ottanta del diciannovesimo secolo agli anni dieci del secolo seguente, dipingevano paesaggi complessivamente caratterizzati da atmosfere fosche e colori vibranti.[1] I dipinti tonalisti presentavano tonalità scure e neutre, fra cui il grigio, il marrone o il blu. Due fra i maggiori esponenti del tonalismo furono George Inness e James McNeill Whistler.[1] Il tonalismo verrà eclissato dall'impressionismo e dal modernismo europei.[1] Più tardi, durante gli anni 1910, emerse a Melbourne un omonimo movimento australiano.

Il termine "tonalismo" viene anche usato per descrivere le raffigurazioni di paesaggi americani che seguono la scia delle tele della scuola di Barbizon,[2] fortemente emotive e che tendono a enfatizzare le ombre.

NoteModifica

  1. ^ a b c (EN) American Tonalism: Selections from The Metropolitan Museum of Art and The Montclair Art Museum, su tfaoi.com. URL consultato il 23 luglio 2019.
  2. ^ (EN) Avery, Kevin J. & Fischer, Diane P, American Tonalism: Selections from the Metropolitan Museum of Art and the Montclair Art Museum, in Burlington Magazine, luglio 2000.