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Torre civica di Pavia
Resti torre civica 3.JPG
I resti in rovina della Torre civica.
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLombardia
LocalitàPavia
IndirizzoPiazza Duomo 12
Coordinate45°11′06″N 9°09′10″E / 45.185°N 9.152778°E45.185; 9.152778Coordinate: 45°11′06″N 9°09′10″E / 45.185°N 9.152778°E45.185; 9.152778
Informazioni generali
CondizioniCrollata il 17 marzo 1989
Costruzione1583-1585
Altezza78 m
Ascensorisabbia e granito
Realizzazione
ArchitettoPellegrino Tibaldi

La Torre Civica di Pavia era una torre eretta a Pavia nell'XI secolo, crollata venerdì 17 marzo 1989.

Indice

DescrizioneModifica

Costruita con pianta quadrangolare, la torre raggiungeva un'altezza di 78 metri[1].

Tra il 1583 e il 1585 l'architetto Pellegrino Tibaldi guidò i lavori per aggiungervi una cella campanaria, che ospitò le campane del Duomo, fino a che queste non furono trasferite in un campanile proprio della Cattedrale[2].

Il crolloModifica

 
Targa commemorativa delle vittime

Alle ore 8.55 del 17 marzo 1989, all'improvviso, la torre è rovinosamente crollata, sgretolando 8 000 m³ di mattoni, sabbia e granito[3]. L'incidente, le cui cause non sono mai state chiarite, provocò quattro morti e 15 feriti[4].

Il 20 ottobre 1994 con l'atto n. 1489 della Camera dei Deputati[5], durante la XII Legislatura, Vittorio Sgarbi presentò una proposta di legge per la ricostruzione della Torre Civica, ma il progetto non andò in porto.

Nello stesso anno sulla cancellata dei resti della Torre venne posizionato il bassorilievo commemorativo La Torre Civica e la sua storia, progettato e realizzato dall'artista pavese Antonio Luigi De Paoli su commissione del Kiwanis Club Pavia.

Il 17 marzo 2014, a 25 anni esatti dal crollo, è stato inaugurato il memoriale in ricordo delle vittime: una vasca di acqua inserita all'interno dei ruderi e specchi con giochi di luce che ripropongono in profondità l'idea della Torre[6].

I resti in pietra della torre sono stati in parte lasciati sul luogo del crollo, in parte spostati presso il fossato del Castello Visconteo di Pavia[2], dove sono tuttora conservati.

NoteModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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