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Torre di Vachéry
Tour Vachéry
Tour de la Vachère
Torre di Vachéry abc4.jpg
La tour de la Vachère in inverno.
Ubicazione
StatoItalia Italia
RegioneValle d'Aosta
CittàEtroubles
Coordinate45°49′20.3″N 7°14′06.9″E / 45.822306°N 7.23525°E45.822306; 7.23525Coordinate: 45°49′20.3″N 7°14′06.9″E / 45.822306°N 7.23525°E45.822306; 7.23525
Mappa di localizzazione: Nord Italia
Torre di Vachéry
Informazioni generali
Tipotorre medievale
Inizio costruzioneXII secolo su struttura preesistente di epoca romana
Proprietario attualeAmministrazione comunale[1]
Visitabilesolo esternamente
voci di architetture militari presenti su Wikipedia

La torre Vachéry (pronuncia /vaʃeʁi/) o torre di Vachéry (in francese tour de Vachéry), detta anche tour de la Vachère, è una torre medievale che sorge nella frazione di Vachéry di Etroubles, in Valle d'Aosta.

Cenni storiciModifica

La torre di Vachéry fu costruita nel XII secolo su fondamenta romane[2], probabilmente come torre di avvistamento in collegamento visivo con altre torri dalla stessa funzione. Appartenne alla famiglia Vachery (o De Vacheria), fedele ai nobili de La Tour di Etroubles e che probabilmente prese il nome dalla torre, famiglia che si estinse nel XV secolo[3]. Secondo altre fonti, la torre appartenne anche agli stessi nobili de La Tour d'Etroublese[4]. Sia i La Tour di Etroubles che i De Vacheria vengono indicati come famiglie sotto la protezione dei nobili di Gignod.[5]

Venute meno le necessità difensive, venne in seguito riadattata ad esigenze residenziali.[4]

Durante la seconda guerra mondiale la frazione di Vachéry venne bruciata per una rappresaglia nazista. Per venire incontro alla popolazione allo stremo l'amministrazione locale le donò la torre per ricavarne materiale da costruzione, ma i costi eccessivi della demolizione risparmiarono la struttura medievale.[5]

La torre è stata restaurata negli anni duemila dalla Sopraintendenza regionale ai monumenti che ha rifatto il tetto[3]

Nel 2011 è stata annunciata l'ipotesi di un ulteriore intervento di restauro con progetto Interreg.[1]

ArchitetturaModifica

La torre di Vachéry è un monoblocco a pianta quadrata che, secondo Mauro Cortellazzo che riprende il Lange, presenta alcune importanti analogie costruttive con altre torri valdostane costruite in piano, come le mura spesse 2 metri:

 
Il lato su cui si trova l'accesso originale.

«la Tour Malluquin a Courmayeur, la Tour de l'Archet a Morgex, la Tour Lescours a La Salle, la Tour de la Planta e la Torre di Sant'Anselmo a Gressan, la torre recentemente scoperta al castello di Fénis, la Tour Néran a Châtillon, la Tour de Ville ad Arnad e altre due torri collocate nelle valli laterali, la Tour Vachéry a Etroubles e la Tour d'Hérères a Perloz. Tutte queste torri sono state edificate in zone che non presentano alcun elemento morfologico che possa facilitare la difesa, anzi appare chiara la scelta di spazi pianeggianti, aperti e non sempre in prossimità di percorsi viari. Tutte e dieci si caratterizzano quindi per la particolare scelta del sito.»

(Mauro Cortellazzo, pp. 223-225)

Come le altre torri medievali presentava l'ingresso sopraelevato a 8 metri di altezza, per impedire ai nemici di conquistare la torre: i locali vi accedevano tramite una scala in legno removibile. Sopra all'accesso si leggono ancora «stipite e architrave monolitici e arco di scarico a tre conci»[5]. In seguito fu aggiunto un accesso a piano terra mentre l'accesso originario sul lato ovest venne murato.[4]

Una breccia di incerta datazione sulla solida struttura ha dato vita a una leggenda in cui la dama di Vachéry, moglie del vassallo della torre che aveva reso cattiva ospitalità ad un nobile di Casa Savoia, implorò e mosse a pietà quest'ultimo, convincendolo a non destituire dei propri diritti il vassallo suo marito e a interrompere la demolizione della torre, decisa dall'adirato signore contro la dimora in cui aveva così mal dormito. La tradizione vuole che, per contro, il nobile Savoia pretese che la breccia non venisse mai restaurata, a monito e a memoria della sua generosità.[4]

NoteModifica

  1. ^ a b Comunicato stampa: Conseil 21 septembre 2011 sul sito del Comune di Etroubles
  2. ^ Carlo Nigra, pp. 104-105.
  3. ^ a b Mauro Minola, Beppe Ronco, pp. 42-43.
  4. ^ a b c d Vachéry (torre) su www.mondimedievali.net
  5. ^ a b c Touring Club Italiano, Torino e Valle d'Aosta, Guida d'Italia del Touring Club Italiano, Volume 2, 9ª ed., Touring Editore, 1996, p.546. ISBN 8836508804 (Google libri)

BibliografiaModifica

  • Mauro Cortellazzo, Simbologia del potere e possesso del territorio: le torri valdostane tra XI e XIII secolo (PDF), in Bulletin d'études préhistoriques et archeologiques alpines, Numéro spécial consacré aux Actes du XIIe Colloquesur les Alpes dans l’Antiquité. Yenne / Savoie 2-4 octobre 2009 (par les soins de Damien Daudry), Aosta, 2010. URL consultato il 15 gennaio 2013 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016). (fonte)
  • G. Lange, Le torri romane della Valle d'Aosta. Arnaz, Gressan, La Tour d'Hérères e Morgex, Bulletin de l'Académie de Saint Anselme. XLIV, 1969.
  • Carlo Nigra, Torri e castelli e case forti del Piemonte dal 1000 al secolo XVI: la Valle d'Aosta, Quart (AO), Musumeci, 1974. (fonte)
  • Mauro Minola, Beppe Ronco, Valle d'Aosta. Castelli e fortificazioni, Varese, Macchione ed., 2002, ISBN 8883401166.

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