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Tribuna elettorale
PaeseItalia
Anno1960
Generetalk show, politico
Lingua originaleitaliano
Crediti
ConduttoreGianni Granzotto
Rete televisivaProgramma Nazionale

Tribuna elettorale è stata una rubrica televisiva dell'allora Programma Nazionale (oggi Rai 1) della Rai - Radiotelevisione italiana centrata sui temi della politica.

Moderata inizialmente dal giornalista Gianni Granzotto, fu varata mercoledì 11 ottobre 1960 e trasmessa in prima serata (allora fissata alle ore 21) in vista delle elezioni amministrative del novembre successivo.[1]

Il suo scopo era quello di consentire ai partiti del cosiddetto arco costituzionale, ovvero rappresentati in Parlamento, di utilizzare il medium televisivo a fini di propaganda politica.

Analoga a quella di Tribuna elettorale è stata l'esperienza della trasmissione Tribuna politica.[2]

Indice

La formulaModifica

La nascita di Tribuna elettorale fu determinata, oltre che dall'apertura all'espressione pluralistica del nuovo orientamento politico di centro-sinistra propugnato da Amintore Fanfani (che si contrapponeva al centrismo maggiormente conservatore di Mario Scelba), da una specifica indicazione della Corte Costituzionale che nel luglio dello stesso anno aveva ribadito il dovere del servizio pubblico televisivo di assicurare imparzialità nella diffusione del pensiero.[2]

La trasmissione - la cui formula ricalcava precedenti esperienze radiofoniche come La voce dei partiti e La campagna elettorale - era articolata in un dibattito in diretta e in una conferenza stampa con giornalisti delle diverse testate giornalistiche presenti in studio che formulava domande alle personalità politiche intervenute in rappresentanza dei partiti.[2]

I primi partecipantiModifica

Gli uomini politici che parteciparono alle prime puntate della trasmissione furono Mario Scelba e i segretari di partiti Aldo Moro (Democrazia Cristiana), Arturo Michelini (Movimento Sociale Italiano), Partito Democratico Italiano di Unità Monarchica), Giovanni Malagodi (Partito Liberale Italiano), Oronzo Reale (Partito Repubblicano Italiano), Giuseppe Saragat (Partito Socialdemocratico Italiano), Pietro Nenni (Partito Socialista Italiano).[2]

La prima puntata ebbe un ascolto di sette milioni di spettatori, numero che quasi raddoppiò nelle puntate successive. Alla conduzione della trasmissione - che divenne famosa anche per il brano che costituiva la sigla iniziale, divenuta col tempo familiare, Mighty Ocean[3] - si alternarono poi altri giornalisti fra cui Luciana Gambuzzi e Jader Jacobelli.[2]

La decadenzaModifica

Nel tempo la formula della trasmissione è cambiata anche se ciò non è stato sufficiente a frenare già dai tardi anni settanta un calo di interesse (fino alla soppressione del programma) da parte del pubblico, peraltro sollecitato da altre proposte televisive su questo argomento che venivano dalle allora nascenti emittenti private.

NoteModifica

  1. ^ Vedi: Pagina[collegamento interrotto] su Rai Storia
  2. ^ a b c d e Fonte: Aldo Grasso (a cura di), Enciclopedia della televisione, Garzanti, 2008.
  3. ^   Mighty Ocean, su YouTube.

BibliografiaModifica

  • Milton Destro Chieli, "Tribuna elettorale" ovvero democrazia in casa, in "Giornale del Mattino", Quotidiano d'Informazione, 28 ottobre 1960, p. 2