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Tullio Del Sette
Del Sette Napolitano.jpg
Tullio Del Sette ricevuto al Quirinale dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
4 maggio 1951 – vivente
Nato aBevagna
Dati militari
Paese servitoItalia Italia
Forza armataCoat of arms of the Carabinieri.svg Arma dei carabinieri
Anni di servizio1970 - 2018
GradoGenerale di corpo d'armata
Comandante diComando provinciale di Pisa
Comando provinciale di Torino
I Reparto del comando generale dell'Arma dei Carabinieri
Scud Interregionale Palidoro.gif Comando delle unità mobili e specializzate carabinieri "Palidoro"
Comando interregionale "Podgora"
Coat of arms of the Carabinieri.svg Arma dei Carabinieri
DecorazioniCavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
Studi militariAccademia militare di Modena, Scuola ufficiali carabinieri, Scuola di Perfezionamento per le Forze di Polizia
"fonti nel corpo del testo"
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Tullio Del Sette (Bevagna, 4 maggio 1951) è un generale italiano, ex comandante generale dell'Arma dei carabinieri.

Indice

BiografiaModifica

Il padre era un Appuntato dei Carabinieri.[1] Ha intrapreso la carriera militare nel 1970 frequentando il 152º corso presso l'Accademia militare di Modena. Con il grado di capitano ha comandato le compagnie di Spoleto e Perugia. Ha ricoperto gli incarichi di Capo ufficio Pubbliche Relazioni del Comando generale dell'Arma dei Carabinieri, di Comandante Provinciale di Pisa, di Capo di Stato Maggiore della Regione Carabinieri Campania, di Comandante Provinciale di Torino dal 1997 al 2000, e infine di Capo del I Reparto del Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri. Promosso generale di brigata ha comandato la Legione carabinieri "Toscana" e dal 2004 è stato Capo Ufficio legislativo del Ministero della difesa per oltre sette anni. Nel 2012 è stato promosso generale di corpo d'armata e posto al comando delle unità mobili e specializzate carabinieri "Palidoro".

Il 1º gennaio 2013 è stato nominato Comandante interregionale "Podgora", incarico a cui si è aggiunto l'8 luglio 2013 quello di vice comandante generale dell'Arma dei carabinieri.

Dal 24 giugno 2014 è andato a ricoprire l'ufficio di Capo di gabinetto del ministro della Difesa Roberta Pinotti.[2]

Nel dicembre 2014 è stato indicato dal Consiglio dei ministri come nuovo comandante generale dell'Arma dei carabinieri, dove si insedia il 16 gennaio 2015.[3][4] Durante il suo mandato il corpo forestale dello Stato viene inglobato, il 1º gennaio 2017, nel nuovo Comando unità per la tutela forestale dei Carabinieri.

Il 16 gennaio 2018 lascia l'incarico e il Consiglio dei ministri, su proposta di Roberta Pinotti, ha nominato il generale Giovanni Nistri nuovo Comandante generale.

Controversie giudiziarieModifica

Nel 2016 un quotidiano riporta la notizia secondo cui Del Sette sarebbe stato iscritto nel registro degli indagati, con le ipotesi di favoreggiamento e rivelazione del segreto istruttorio, nell’ambito di un'inchiesta su un appalto della Consip.[5]

OnorificenzeModifica

  Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 12 gennaio 2015[6][7]
  Comandante della Legion of Merit (USA)
«Per l’eccezionale e meritoria attività svolta, quale comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, a supporto della Combined Joint Task Force della missione Inherent Resolve, dal 1º marzo 2015 al 1º marzo 2016. Il generale Del Sette ha guidato i carabinieri nel corso di una fase cruciale della battaglia Alleata contro lo Stato Islamico dell’Iraq, ove ha creato le condizioni per la realizzazione di attività addestrative, di supporto ed assistenza alle articolazioni della polizia irachena. Il suo significativo contributo nel permettere la conduzione dell’addestramento basico e avanzato di oltre 1000 ufficiali della polizia irachena ha promosso il processo di stabilizzazione regionale, incrementando l’ordine e la sicurezza pubblica ed il ristabilimento dello stato di diritto. La sua linea di comando ha segnato una tappa fondamentale della via che porterà alla piena stabilizzazione dei territori precedentemente occupati dallo stato Islamico dell’Iraq, di cui le capacità di polizia sono una componente fondamentale. Il successo dei carabinieri e la direzione del generale Del Sette hanno fornito credibilità alla Coalizione internazionale, alla Combined Joint Task Force, al governo e alle forze di sicurezza irachene. Il costante impegno del gen. Del Sette, lo spirito di iniziativa, l’eccezionale leadership e l’eccellente capacità di gestione rendono onore a Lui, alle forze armate italiane e alla Repubblica italiana.»
— 29 novembre 2017[8]

NoteModifica

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