Udalrichingi

Udalrichingi
StatoCharlemagne autograph.svg Impero carolingio
Ludwig der Deutsche.jpg Regno dei Franchi Orientali
Shield and Coat of Arms of the Holy Roman Emperor (c.1200-c.1300).svg Sacro Romano Impero
FondatoreUdalrico I
Data di fondazioneInizio IX secolo
Data di estinzione1040 circa
Etniafranco-alemanna
Rami cadettiBuchhorn
Bregenz
Pfullendorf

Gli Udalrichingi, in tedesco Udalrichinger, furono una nobile dinastia franco-alemanna con sede a Bregenz e Winterthur, operanti tra l'VIII e l'XI secolo. Prende il nome dal conte Udalrico I, figlio di Geroldo di Anglachgau e fratello di Ildegarda, terza moglie di Carlo Magno. Questi appartenevano alla nobiltà imperiale e possedevano una vasta ricchezza ed ed esercitarono una forte influenza nella zona del Lago di Costanza dalla seconda metà dell'VIII secolo. Possedevano le contee di Alpgau, Breisgau, Thurgau, Linzgau, Argengau ed Hegau. I loro avversari furono gli Hunfridingi, che governavano in Raetia. Il tentativo degli Udalrichingi di conquistare quest'area fallì nonostante il sostegno reale. Intorno all'839 persero gran parte delle loro contee sul Lago di Costanza a causa dei Welfen, ma le riconquistarono nell'854 ed estesero il loro dominio anche alla Pannonia, al Klettgau, al Nibelgau e al Rheingau grazie ai buoni rapporti con i Carolingi. Intorno al 1040 la famiglia si divise nelle tre linee di Buchhorn, Bregenz e Pfullendorf.

Albero genealogico alternativo degli Udalrichingi

Albero genealogicoModifica

  1. Geroldo I, conte dal 774 al 784 sul Medio Reno († probabilmente prima del 795) ∞ che sposò Imma, attestata nel 778/786, figlia del conte Hnabi, sorella del conte Ruatpert.
    1. Geroldo II (Intorno al 755/60 - † 799), antenato dei Geroldonidi;
    2. Ildegarda (758 - † 30 aprile 783) ∞ Carlo Magno;
    3. Ulrich (Udalrico) I († 807), conte in Pannonia, conte in Breisgau dal 780 all'807, conte sul Lago di Costanza.
      1. Udalrico II († dopo l'815)
      2. Ratbert (800/803), Ruadbert (806/813–814) († probabilmente 817), conte, nell'806 conte a Thurgau, nell'807/813–814 conte sulla sponda settentrionale del Lago di Costanza, nell'807 conte a Argengau, nell'813–814 conte a Linzgau, sepolto a Lindau.
        - possibile prole:
        1. Udalrico III († 13 o 14 aprile prima dell'896/900), nell'860 conte a Argengau, nell'867 probabilmente indicato come "dilectus nepos" del re Ludovico II il Germanico, nell'885/889 conte sulla sponda settentrionale del Lago di Costanza, nell'885-886 conte a Argengau, nell'889 conte a Linzgau.
          1. ? Udalrico IV († 27 settembre 894/926), maggio 896–900, 885/894 conte sulla sponda settentrionale del Lago di Costanza, nell'885 e 894 conte ad Argengau, nell'891 conte a Linzgau e Rheingau, nell'894 denominato come "Udalrico junior" ∞ che sposò Perehheide, attestata nell'886/890.
            1. Keroldus, attestato nell'886;
            2. Irmindrud, 886/894 badessa di Aadorf;
            3. Persehdrud, nell'886 badessa di Aadorf.

senza connessione:

  1. Ulrico V a Buchhorn, nel 912/circa 920 conte, forse vincitore sugli Ungari sul fiume Inn nel 913[1] ∞ che sposò Wendilgart[2], definita da Eccardo IV nel suo prosieguo delle Cronache di San Gallo figlia di una figlia di Enrico I[2] (vedi relativa pagina). I loro discendenti furono i conti di Bregenz. Egli è definito, sempre nelle Cronache di San Gallo, come «appartenente alla stirpe di Carlo»[2] ; venne catturato dagli Ungari e da essi portato nelle loro terre, ma riuscì poi a tornare in patria; intanto la moglie si era fatta suora; il voto di questa venne poi revocato dal vescovo Salomone III e vennero fatte nuove nozze[2].
    1. Adalardo[2];
      1. Richere, monaco a San Gallo e camerario[3].
    2. una figlia[2];
    3. Bucardo (I) (Purchardo) († 9 agosto 975[4]), nato prematuramente e dopo il ritorno di Ulrico, provocò la morte della madre, monaco e poi abate di San Gallo; andò incontro, assieme ad altri monaci ed allo scopo di farsi riconoscere la nomina ad abate, presso il parente Ottone I dopo la sua campagna contro i danesi, il quale lo definì vedendolo «nipotino mio»[2].

Ulteriori senza connessione

  1. Ulrico VI.
    1. Liutfrido II di Winterthur;
      1. Adalberto I, conte di Winterthur;
        1. Ulteriore discendenza
      2. Lütfried III, conte di Mörsberg;
      3. Guarniero (Werner), conte di Kyburg.
        1. Ulteriore discendenza
    2. Gebardo († 27 agosto 995), vescovo di Costanza dal 979 alla morte.

BibliografiaModifica

  • (DE) Eberhard Knapp: Udalrich und Wendilgard, in: Schriften des Vereins für Geschichte des Bodensees und seiner Umgebung, 42. Jg. 1913, S. 6–14 (Digitalisat)
  • (DE) Detlev Schwennicke: Europäische Stammtafeln, Band XII, 1992, Tafel 24, darin benutzt:
    • (DE) Eberhard Knapp: Die älteste Buchhorner Urkunde, in: Württembergische Vierteljahreshefte für Landesgeschichte, Neue Folge XIX, 1910
    • (DE) Joseph Zösmair: Geschichte Rudolfs des letzten der alten Grafen von Bregenz (1097–1160), in: Schriften des Vereins für Geschichte des Bodensees und seiner Umgebung, 44. Jg. 1915, S. 25–39 (Digitalisat)
    • (DE) Paul Kaiser: Geschichte des Fürstentums Liechtenstein, 2. verbesserte Auflage von Johann Baptist Büchel, Vaduz 1923
    • (DE) Andreas Ulmer: Die Burgen und Edelsitze Vorarlbergs und Liechtensteins, Dornbirn 1925
    • (DE) Elisabeth Mayer-Marthaler: Die Gamertingerurkunden, in: Zeitschrift für Schweizerische Geschichte 54, 1945 (DOI10.5169/seals-75691)
    • (DE) Karl Schmid: Graf Rudolf von Pfullendorf und Kaiser Friedrich I., Freiburg 1954 (Forschungen zur Oberrheinischen Landesgeschichte Band I)
    • (DE) Hellmuth Gensicke: Die Anfänge des Hauses Laurenburg-Nassau, in: Nassauische Annalen 66, 1955
    • (DE) Otto Baumhauer, in: Montfort, Zeitschrift für Geschichte, Heimat- und Volkskunde 8.2, 1956
    • (DE) Paul Kläui: Hochmittelalterliche Adelsherrschaften im Zürichgau, Zürich 1960, in: Mitteilungen der Gesellschaft … in Zürich, Band 4, Heft 2)
    • (DE) Franz Perret: Urkundenbuch der südlichen Teile des Kantons St. Gallen I, Rorschach 1961
    • (DE) Hans Jänichen: Zur Genealogie der älteren Grafen von Veringen, in: Zeitschrift für Württembergische Landesgeschichte XXVII, Stuttgart 1968
    • (DE) Hans Kläui: Geschichte von Oberwinterthur im Mittelalter, 295. Neujahrsblatt der Stadtbibliothek Winterthur, 1968/69
    • (DE) Benedikt Bilgeri: Geschichte Vorarlbergs I, Wien-Graz-Köln 1971
    • (DE) Jürg L. Muraro: Untersuchungen zur Geschichte der Freiherren von Vaz – 10. Jahresbericht der Historisch-Antiquarischen Gesellschaft von Graubünden, Jahrgang 1970, Chur 1972
    • (DE) Ilse Miscoll-Reckert: Kloster Petershausen als bischöflich Konstanzisches Eigenkloster, Sigmaringen 1973 (Konstanzen Geschichts- und Rechtsquellen, hg. vom Stadtarchiv Konstanz)
    • (DE) Helmut G. Walther: Gründungsgeschichte und Tradition im Kloster Petershausen vor Konstanz, in: Schriften des Vereins für Geschichte des Bodensees und seiner Umgebung, 96. Jg. 1978, S. 31–68 (Digitalisat)
    • (DE) Hans Ulrich Berendes: Die Bischöfe von Worms im 12. Jahrhundert, Diss. Köln 1984
    • (DE) Hans-Werner Goetz: Typus einer Adelsherrschaft im späteren 9. Jahrhundert: Der Linzgaugraf Ulrich, in: St. Galler Kultur und Geschichte 11, hg. vom Staats- und Stiftsarchiv St. Gallen 1981
    • (DE) Michael Borgolte: Die Grafen Alemanniens in merowingischer und karolingischer Zeit, Sigmaringen 1986 (Archäologie und Geschichte, Freiburger Forschungen zum ersten Jahrtausend in Südwestdeutschland Band 2)
    • Helvetia Sacra III.1, Bern 1986

Altri progettiModifica

NoteModifica

  1. ^ Gian Carlo Alessio (a cura di), Cronache di San Gallo, traduzione di Gian Carlo Alessio, Torino, Giulio Einaudi Editore, 2004, p. 474, nota 341, ISBN 88-06-17085-6.
  2. ^ a b c d e f g Gian Carlo Alessio (a cura di), Eccardo IV di San Gallo, 82-86, in Cronache di San Gallo, traduzione di Gian Carlo Alessio, Torino, Giulio Einaudi Editore, 2004, pp. 201-207, ISBN 88-06-17085-6.
  3. ^ Gian Carlo Alessio (a cura di), Eccardo V di San Gallo, 87, in Cronache di San Gallo, traduzione di Gian Carlo Alessio, Torino, Giulio Einaudi Editore, 2004, p. 211, ISBN 88-06-17085-6.
  4. ^ Gian Carlo Alessio (a cura di), Cronache di San Gallo, traduzione di Gian Carlo Alessio, Torino, Giulio Einaudi Editore, 2004, p. 477, nota 435, ISBN 88-06-17085-6.

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