Utente:Martin8/Sandbox4

La storia moderna è un concetto storiografico, inteso come fase successiva all'epoca medievale; riguarda un arco temporale di circa tre secoli, dalla seconda metà del XV secolo o dalla prima fase del XVI secolo alla fine del XVIII o inizi del XIX secolo.

François Guizot (1787-1874) fu il primo a tenere la cattedra di storia moderna alla Sorbona di Parigi.

Con età moderna non si vuole solamente delimitare un periodo temporale della storia dell'uomo, quanto piuttosto inquadrare lo svilupparsi di una nuova ideologia. Con "moderno" non si intende indicare qualcosa dí cronologicamente vicino (le date estreme assunte dalla periodizzazione classica, 1492-1815, appaiono tutt'altro che recenti agli occhi di un contemporaneo), quanto invece lo svilupparsi di un pensiero razionale su cui è nata la mentalità moderna occidentale. L'origine dell'uomo di essere parte di una stagione culturale profondamente diversa da quella precedente può venire individuata nel XVII secolo, ovvero quando le certezze teologiche e bibliche cominciarono ad essere messe in discussione. La scoperta di popoli nel Nuovo Mondo e la successiva rivoluzione scientifica iniziarono a scalfire l'intoccabilità delle Sacre Scritture e la concezione cristiana del mondo e dell'esistenza umana come di un'indifferente Historia Salutis, intesa come un cammino verso la Salvezza, un unicum non differenziabile dall'Avvento di Cristo al Giudizio Universale. Questa contestazione della religione rivelata e della tradizione, tuttavia, rappresentò un pensiero ancora elitario. Solo il XVIII secolo porterà una visione profondamente diversa dal passato. Il secolo dei Lumi pose alla base dell'esistenza umana non più i valori di redenzione e salvezza, ma, bensì, i nuovidogmi della civiltà e del progresso. Alla luce di questo radicale cambiamento, risultò necessario dividere la storia in periodi.

Sebbene già con la rivoluzione francese cominciò a maturare la consapevolezza di trovarsi di fronte a un monento di svolta, la categoria storiografica della storia moderna si diffuse solo nei primi dell'Ottocento, in particolare nel 1812, quando alla Sorbona nacque la prima cattedra di storia moderna, tenuta dal futuro primo ministro francese François Guizot. Tuttavia la consacrazione definitiva dell'età moderna avvenne negli anni sessanta del XIX secoloquando Jean Michelet, con la pubblicazione della sua opera monumentale Histoire de France, identifica nel Rinascimento e nella rivoluzione francese gli estremi della stoeia moderna, una storia che identificava con la "lotta umana per la libertà".

In ultima istanza bisogna considerare che i periodi storici sono stati delineati secondo una prospettiva unilaterale e parziale: quella del mondo occidentale. La stessa periodizzazione classica (1492-1815) indica una civiltà secondo un punto di vista europocentrico e legato a una visione liberale della società e della storia.

PeriodizzazioneModifica

Fissare con esattezza i termini dell'età moderna è compito assai arduo, soprattutto perché a ogni periodizzazione corrisponde una precisa interpretazione. In base alla periodizzazione classicale date entro le quali si è sviluppato ed esaurito questo periodo storico sarebbero il 1492 (anno della scoperta dell'America) e il 1815 (anno del congresso di Vienna, nonché conclusione delle guerre napoleoniche). Considerare solo queste due date sarebbe, però, riduttivo in quanto non si riesce a evidenziare la molteplicità di elementi che hanno contribuito al delinearsi di un nuovo peirodo. Per questo si preferisce individuare il "terminus a quo" nel lasso di tempo tra il 1453 e il 1517, mentre il "terminus ad quem" tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento (anche se secondonalcuni studiosi si potrebbe addirittura spostare avanti fino al 1848).

Terminus a quoModifica

Dal momento che non un solo avvenimento, ma una molteplicità di fattori ha determinato il carattere "rivoluzionario" della seconda metà del Quattrocento e dell'inizio del Cinquecento, al servizio della chiarezza si potranno elencare gli elementi più significativi.

  • Dopo la terribile peste nera diffusasi intorno alla metà del Trecento, i cui tassi di mortalità avevano superato il 90%ne che aveva decimato la popolazione europea di circa un terzo, verso la metà del XV secolo cominciò la ripresa demografica.
  • Nel 1453, con la presa di Costantinopoli da parte dell'Impero ottomano e la conseguente caduta dell'Impero romano d'Oriente, si verificò un'emigrazione d'intellettuali greci verso l'Italia. Da questo conseguì una rivalutazione del greco e della classicità e la nascita dell'Umanesimo, che poneva al centro dell'indagine intellettuale non Dio ma l'uomo.
  • Sul finire del secolo iniziarono i viaggi di esplorazione che comportarono l'espansione del mondo conosciuto e dei commerici, nonché la nascita della cartografia moderna, non più influenzata dalle Sacre Scritture, e dell'antropologia, grazie al contatto con i nativi.
  • In area germanica le due grandi novità che influenzeranno tutta l'Europa sono l'invenzione dei caratteri mobili (1456) e la riforma luterana (1517). Quest'ultima ebbe ripercussioni anche a livello politico, in quanto contribuì alla nascita dei degli stati moderna e all'allontanamento tra Impero e Chiesa. Del resto già nel 1513 Machiavelli nel suo Il Principe aveva rappresentato la politica come una categoria autonoma dalle religione e dalla morale.
  • Con la diffusione della polvere da sparo cambia il modo di intendere la guerra. Si sviluppa l'artiglieria, da cui consegue una rivoluzione del sistema difensivo, e inizia lo svilimento delle norme cavalleresche e delle armi bianche. Inoltre per sostenere i costi sempre maggiori degli eserciti permamente cambia anche la fiscalità degli stati.

Terminus ad quemModifica

Per quanto riguarda fissare l'estremo finale dell'età moderna la questione è complicata. Se il passaggio dal Medioevo all'età moderna è stato caratterizzato da una completa ricoluzione a livello ideologico, il passaggio all'età contemporanea è assai meno netto in quanto non generale ma limitato ad ambiti quali quello politico, tecnologico e istituzionale[GruppoNota 1].

  • La rivoluzione americana (1776) e quella francese (1789) avranno un impatto fondamentale soprattutto per la condizione degli strati meno privilegiati della popolazione. In particolare la seconda determinò il passaggio da una società del privilegio (predominante nell'Ancient Regime) al concetto di uguaglianza difronte alla legge. Solo in seguito a Napoleone, inoltre, nasceranno i veri stati moderni, uniti sotto ogni aspetto. [GruppoNota 2]
  • Un ruolo fondamentale è inoltre rappresentato dalla rivoluzione industriale (sviluppatasi tra la metà del Settecento e la metà dell'Ottocento) che comporterà enormi novità a livello non solo tecnologico, ma anche e soprattutto economico e sociale.

NoteModifica

Note esplicativeModifica

  1. ^ Secondo una visione squisitamente nazionalistica la periodizzazione della storia moderna coinciderebbe con la perdita e la riconquista dell'indipendenza italiana (guerra d'Italia Di fine Quattrocento e Unità del 1861).
  2. ^ Per tutto il Settecento i grndi stati europei (Francia, Spagna...) erano divisi in numerosi territori, ciascuno con una propria corona, leggi proprie, propria fiscalità...

Note bibliograficheModifica