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Fiaschette per la polvere nera. Quella a sinistra, da moschetto, è stata prodotta dalla Colt, quella al centro è di marca sconosciuta, quella a destra accompagnava rivoltelle Remington

La polvere da sparo è un materiale esplosivo utilizzato come propellente per cartucce e munizioni delle armi da fuoco o per petardi e fuochi d'artificio.

TipologieModifica

Si distinguono essenzialmente due tipi di polvere da sparo: polvere nera e polvere infume.

Polvere neraModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Polvere nera.

Composta da carbone, zolfo e salnitro (nitrato di potassio) in precise proporzioni; è un antico esplosivo deflagrante.

Non ha bisogno di ossigeno esterno, dato che contiene un comburente, il salnitro. Se ne attribuisce tradizionalmente l'invenzione ai cinesi del IX secolo, che la adoperarono per usi bellici dal X secolo. In Europa, fino agli anni'70 del Trecento, la diffusione delle armi da fuoco fu a lungo frenata dalla limitata produzione del salnitro e solo allora, grazie alla scoperta di nuovi metodi di produzione, si riuscì a colmare tale carenza[1][2].

Polvere infumeModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Polvere infume.

Ottenuta per nitrazione della cellulosa (da cui nitrocellulosa); è comunemente usata per tutti i tipi di proiettili per armi. Si tratta di un esplosivo non detonante che può essere a singola base (solo nitrocellulosa) o a doppia base (nitrocellulosa e nitroglicerina). Prodotta in varie forme e colori, nonché velocità di combustione, così da soddisfare le esigenze di ricaricamento di ogni tipo di munizione per armi da fuoco. Sono costituite da una mescolanza intima di componenti che da soli non possiedono qualità esplosive. Di detti componenti, parte sono combustibili (zolfo, carbone), parte comburenti, contengono cioè l’ossigeno necessario alla combustione, il quale viene a tutti gli esplosivi in generale fornito dall'acido nitrico. Le polveri della seconda categoria (comburenti) invece sono composti chimici la cui costituzione è ben definita e contengono riuniti tutti gli elementi che debbono combinarsi all'atto della reazione esplosiva.

NoteModifica

  1. ^ (EN) Fabio Romanoni e Fabio Bargigia, The Spread of Firearms in the Visconti's Lordship (14th Century) - La diffusione delle armi da fuoco nel dominio visconteo (secolo XIV), in Revista Universitaria de Historia Militar. URL consultato il 15 marzo 2019.
  2. ^ (EN) Kelly R. DeVries, The Technology of Gunpowder Weaponry in Western Europe during the Hundred Years War. URL consultato il 15 marzo 2019.

Voci correlateModifica

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