Polvere da sparo

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La polvere da sparo, conosciuta anche come polvere nera, per distinguerla dalla moderna polvere senza fumo, è il più antico esplosivo utilizzato dall'uomo. È costituito da una miscela di zolfo (S), carbone (C) e nitrato di potassio (salnitro, KNO3). Lo zolfo e il carbone fungono da combustibile, mentre il salnitro è il comburente. A causa delle sue proprietà incendiarie e della quantità di calore e volume di gas che genera, la polvere da sparo è stata ampiamente utilizzata come propellente in armi da fuoco, artiglieria, razzi e fuochi d'artificio e come polvere esplosiva nelle cave, nelle miniere e nella costruzione di strade.

La polvere da sparo fu inventata nella Cina del IX secolo come una delle quattro grandi invenzioni e si diffuse in gran parte dell'Eurasia alla fine del XIII secolo. [3] Originariamente sviluppata dai taoisti per scopi medicinali, la polvere da sparo fu usata per la prima volta in guerra intorno al 904 d.C. [4]

La polvere da sparo anche chiamata polvere nera è classificata come un esplosivo a medio-basso potere dirompente.

L'accensione della polvere da sparo dentro un proiettile, mediante un innesco, genera una pressione sufficiente per lo sparo, ma non eccessivamente alta (salvo eccessiva quantità di polvere). La polvere da sparo è quindi un buon propellente, ma è meno adatta come esplosivo da demolizione, dato che la sua velocità di detonazione non supera i 1500 m/sec. In quest'ultimo caso, sono preferiti esplosivi a base di nitrato d'ammonio, nitroglicerina, oppure TNT.

La polvere da sparo è stata ampiamente utilizzata per riempire proiettili di artiglieria fusi (e utilizzata in progetti di ingegneria mineraria e di ingegneria civile) fino alla seconda metà del 19 ° secolo, quando cominciarono ad essere utilizzati i primi esplosivi di sintesi chimica. La polvere da sparo non è quasi più utilizzata nelle armi moderne. Oggi le armi da fuoco da polvere da sparo sono limitate principalmente alla caccia, al tiro a segno e alle rievocazioni storiche senza proiettili.

Fiaschette per la polvere nera. Quella a sinistra, da moschetto, è stata prodotta dalla Colt, quella al centro è di marca sconosciuta, quella a destra accompagnava rivoltelle Remington

Ci sono vari dosaggi, a seconda degli usi: lo zolfo riduce l'igroscopicità e ne aumenta l'infiammabilità, ma diminuisce la velocità di combustione. Il carbone aumenta la velocità di combustione.

I dosaggi più usati (in percento peso), sono:

- 75 KNO3 / 15 C / 10 S;

- 75 KNO3 / 12,5 C / 12,5 S.

A seconda del tipo di carbone utilizzato si ottiene una diversa velocità di combustione. Ad esempio con grafite, oppure con carbone di quercia, pioppo e faggio, a parità di dimensione granulometrica, si ha una combustione più lenta.

Usando invece carbone di vite (oppure quello ottenuto da altri alberi da frutto) oppure carbone di salice, si ottiene una combustione più rapida. Per ottenere la massima velocità di combustione possibile, il carbone di balsa è il migliore in assoluto (la combustione diventa istantanea, come un flash).

Maggiore è la velocità di combustione e più la polvere da sparo, se confinata in un recipiente chiuso e dotato di miccia, tenderà a detonare facilmente.

Anticamente, polveri a lenta combustione erano utilizzate per il caricamento di cannoni e bombarde, mentre quelle a rapida combustione erano più utili per armi da fuoco portatili.

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