Valentina Matvienko

politica russa
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Valentina Matvienko
Valentina Matviyenko Portrait.jpg

Presidente del Consiglio Federale
In carica
Inizio mandato 21 settembre 2011
Presidente Dmitrij Medvedev
Vladimir Putin
Capo del governo Dmitrij Medvedev
Vladimir Putin
Predecessore Sergej Mironov

Governatore di San Pietroburgo
Durata mandato 15 ottobre 2003 –
22 agosto 2011
Presidente Dmitrij Medvedev
Capo del governo Vladimir Putin
Predecessore Vladimir Jakovlev
Successore Georgij Poltavčenko

Senatrice del Consiglio Federale da San Pietroburgo
In carica
Inizio mandato 31 agosto 2011
Presidente Dmitrij Medvedev
Vladimir Putin
Capo del governo Dmitrij Medvedev
Vladimir Putin
Predecessore Vladimir Barkanov

Vice-Primo Ministro di Russia
Durata mandato 24 settembre 1998 –
11 marzo 2003
Presidente Boris El'cin
Vladimir Putin
Capo del governo Vladimir Putin
Michail Kas'janov

Dati generali
Partito politico Russia Unita
Università Istituto di chimica e farmaceutica di Leningrado
Professione Politica
Firma Firma di Valentina Matvienko

Valentina Ivanovna Matvienko, in russo: Валенти́на Ива́новна Матвие́нко?, in ucraino: Валентина Іванівна Матвієнко? (Šepetivka, 7 aprile 1949), è una politica e diplomatica russa, la prima donna Governatore di San Pietroburgo dal 2003 al 2011.

BiografiaModifica

Nata a Šepetivka nell'Oblast' di Khmelnytskyi, nell'Ucraina Occidentale, in Unione Sovietica, Nel 1972 si è laureata presso l'Istituto di Chimica e Farmaceutica di Leningrado. Matviyenko ha ricoperto varie posizioni di leadership all'interno dell'organizzazione Komsomol fino al 1984.

Dopo aver ricoperto gli incarichi di ambasciatore russo a Malta (dal 1991 al 1995) e in Grecia (dal 1995 al 1998), nel 1998 venne nominata Ministro del Lavoro, carica che occuperà fino al 2003.

Governatore di San PietroburgoModifica

Il 24 giugno 2003, dopo che il governatore di San Pietroburgo Vladimir Jakovlev si è dimesso prima del previsto, Matviyenko ha annunciato di essere pronta a candidarsi alla carica. La sua nomina è stata sostenuta dal partito politico Russia Unita e dal presidente Vladimir Putin che ha sostenuto pubblicamente la sua candidatura il 2 settembre in un incontro trasmesso da due emittenti televisive statali. In precedenza, alla fine di giugno, la nuova gestione del canale locale St. Petersburg Television ha chiuso una serie di programmi analitici sulla politica locale, che si pensava fosse uno dei fattori nell'esito delle elezioni.

Nel primo turno delle elezioni tenutesi il 21 settembre 2003, Matviyenko è arrivata prima con il 48,61% dei voti, seguito da Anna Markova, ex membro dello staff di Jakovlev, con il 15,89%. Il 10,97% dell'elettorato ha votato contro tutti e nove i candidati. L'affluenza è stata bassa, appena il 29%. Il 5 ottobre 2003, Matvienko vinse il secondo turno con il 63% (contro il 24% di Anna Markova) e fu eletta governatore di San Pietroburgo, capo dell'amministrazione della città di San Pietroburgo. Divenne la prima donna capo del governo di San Pietroburgo.

Nel 2005 è entrata in vigore una nuova legge federale russa in base alla quale i governatori sono proposti dal Presidente della Russia e approvati o disapprovati dalle assemblee legislative regionali invece che eletti con voto popolare diretto. Il 6 dicembre 2006, un anno prima della scadenza del suo mandato di governatore eletto, Valentina Matvienko chiese a Vladimir Putin di nominarla per l'approvazione secondo la nuova legislazione, e lui accettò. È stata approvata dall'Assemblea legislativa di San Pietroburgo il 22 dicembre 2006.

 
Vladimir Putin e Valentina Matvienko nel 2008

Proteste pubblicheModifica

Il 3 marzo 2007, decine di partecipanti alla Marcia dei dissidenti, organizzata da partiti di opposizione, hanno manifestato nel viale principale della città, la Prospettiva Nevskij, chiedendo il licenziamento del governatore Matvienko.[1] A sua volta lei li ha accusati di fomentare problemi in vista delle elezioni dell'Assemblea legislativa di San Pietroburgo previste per l'11 marzo, di criticare lo sviluppo dinamico percepito della città e di aver presumibilmente ricevuto sostegno finanziario da fonti dubbie. Il 15 aprile 2007, la Marcia dei dissidenti si è svolta a San Pietroburgo per la seconda volta.

Tentativo di assassinioModifica

Il 19 maggio 2007, il Servizio di Sicurezza Federale della Federazione Russa ha annunciato di aver arrestato diversi membri di un gruppo religioso giovanile il 16 maggio che erano accusati di preparare un tentativo di assassinio della vita di Valentina Matviyenko usando bombe a mano ed esplosivo plastico. Il 23 maggio, il direttore dell'FSB Nikolaj Patrušev ha annunciato che il tentativo impedito era stato programmato per giugno.

SanzioniModifica

A causa del suo ruolo nel referendum sullo status di Crimea, Matviyenko è diventata una delle prime persone sottoposte a sanzioni esecutive dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Le sanzioni congelano i suoi beni negli Stati Uniti e le vietano di entrare negli Stati Uniti.[2] È stata inserita in un elenco di sanzioni dagli Stati Uniti e dal Canada il 17 marzo 2014, dall'Unione europea il 21 marzo 2014, dalla Svizzera il 2 aprile 2014, dal Liechtenstein il 17 aprile 2014, dall'Australia il 19 giugno 2014 e dall'Ucraina il 16 ottobre 2016.[3][4][5][6]

Vita privataModifica

Quando frequentava l'Università di Leningrado, ha incontrato suo marito, Vladimir Vasil'evič Matvienko. Ebbero un figlio, Sergej, nel 1973.

OnorificenzeModifica

Onorificenze sovieticheModifica

  Ordine del Distintivo d'Onore
— 1976[7]
  Ordine della Bandiera rossa del Lavoro
— 17 giugno 1981[7]

Onorificenze russeModifica

  Ordine d'Onore
«Per i servizi allo Stato, un grande contributo alla politica estera in grado di garantire gli interessi nazionali della Russia, il coraggio e la dedizione mostrata nella linea del dovere»
— 21 giugno 1996[8]
  Ordine al merito per la Patria di III Classe
«Per i servizi resi allo Stato e per i tanti anni di lavoro diligente»
— 7 aprile 1999[9]
  Ordine al merito per la Patria di IV Classe
— 2003[7]
  Ordine al merito per la Patria di II Classe
«Per i servizi resi allo Stato e il contributo personale alla sviluppo socio-economico della città»
— 19 marzo 2009[10]
  Ordine al merito per la Patria di I Classe
— 2014[7]
  Ordine di Sant'Andrea
«Per gli eccezionali servizi alla Patria e i molti anni di fruttuosa attività statale»
— 28 marzo 2019[11]
  Medaglia per il rafforzamento della cooperazione militare
— 1999
  Medaglia per la cooperazione militare
— 2003
  Medaglia per i servizi al Servizio Sanitario Nazionale
— 2003
  Medaglia di cooperazione militare
— 2003
  Medaglia per la cooperazione con il Servizio di Sicurezza Federale russo
— 2004
  Medaglia dell'ammiraglio Nikolaj Gerasimovič Kuznecov
— 2005
  Medaglia per i cento anni del servizio di emergenza russo
— 2006
  Medaglia per il rafforzamento delle dogane comunitarie
— 2008
  Medaglia per l'interazione
— 2010
  Medaglia di Stolypin di I classe
«Per i suoi meriti nell'assolvere i compiti strategici dello sviluppo socio-economico del Paese e i molti anni di lavoro coscienzioso»
— 28 marzo 2014[12]
  Medaglia commemorativa per il 300º anniversario di San Pietroburgo

Onorificenze straniereModifica

  Decorazione d'Onore in Oro dell'Ordine al Merito della Repubblica Austriaca (Austria)
— 2001
  Ordine dell'Amicizia (Azerbaigian)
«Per meriti speciali nel rafforzamento della cooperazione e dell'interazione tra la Repubblica dell'Azerbaigian e la Federazione Russa»
— 7 aprile 2019[13]
  Ordine dell'Amicizia tra i Popoli (Bielorussia)
«Per un contributo significativo alla costruzione dell'unione, al rafforzamento delle relazioni amichevoli, all'unità dei popoli della Bielorussia e della Russia»
— 8 dicembre 2009[14][15]
  Ordine di Skarina (Bielorussia)
«Per un significativo contributo personale al rafforzamento delle relazioni amichevoli e allo sviluppo della cooperazione tra la Repubblica di Bielorussia e la Federazione Russa»
— 3 aprile 2019[16]
  Commendatore di Gran Croce dell'Ordine del Leone di Finlandia (Finlandia)
— 1º dicembre 2009[17]
  Cavaliere dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia)
— [7]
  Dama di Gran Croce dell'Ordine d'Onore (Grecia)
— 2007[7]
  Ordine dell'Amicizia di II Classe (Kazakistan)
— 2016[18]
  Ordine dell'Amicizia di I Classe (Kazakistan)
«Per un grande contributo al rafforzamento e allo sviluppo delle relazioni bilaterali tra la Repubblica del Kazakistan e la Federazione Russa»
— 12 luglio 2019[19]
  Compagna Onoraria con Stella dell'Ordine Nazionale al Merito (Malta)
— 13 dicembre 2013[20]
  Ordine della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina di I Classe
— 2018[21]
  Ordine per il Grande Amore per il Turkmenistan Indipendente (Turkmenistan)
— 2009[22]
  Ordine della Principessa Olga di III Classe (Ucraina)
«Per un significativo contributo personale allo sviluppo della cooperazione ucraino-russa e la partecipazione attiva nel garantire l'Anno dell'Ucraina nella Federazione Russa»
— 6 dicembre 2002[23]
  Ordine dell'Amicizia (Uzbekistan)
«Per gli sforzi attivi e il contributo personale al rafforzamento delle relazioni di amicizia, partnership strategica e alleanza tra la Repubblica dell'Uzbekistan e la Federazione Russa, il sostegno a tutto tondo per lo sviluppo delle relazioni interparlamentari, k'assistenza nell'effettiva attuazione di programmi e progetti della multiforme cooperazione uzbeko-russa, compresi quelli volti alla massima divulgazione del potenziale di interazione interregionale e di scambio culturale e umanitario bilaterale»
— 27 agosto 2021[24]

Onorificenze religioseModifica

  Ordine del Santo Martire Trifone di II Classe (Chiesa ortodossa russa)
«Per il suo grande contributo personale alla lotta contro la tossicodipendenza, l'alcolismo e altri fenomeni dannosi»
— 2001[25]
  Ordine della Santa Principessa Olga di II Classe (Chiesa ortodossa russa)
— 2001[26]
  Ordine della Santa Principessa Olga di I Classe (Chiesa ortodossa russa)
— 2006[27]
  Ordine di San Sergio di II Classe (Chiesa ortodossa russa)
— [28]
  Ordine di San Sergio di I Classe (Chiesa ortodossa russa)
«In considerazione dell'aiuto della Chiesa ortodossa russa»
— 2010[29]
  Ordine della Santa Principessa Olga di III Classe (Chiesa ortodossa russa)
«In considerazione del contributo allo sviluppo dei rapporti Chiesa-Stato e in connessione con il 70º compleanno»
— 2006[30]
  Ordine di San Sahak e San Mesrop (Chiesa apostolica armena)
«Per un importante contributo al rafforzamento dell'amicizia dei popoli armeno e russo e alla conservazione dei valori spirituali e nazionali armeni a San Pietroburgo»
— 2012[31]

NoteModifica

  1. ^ (EN) Anti-Kremlin protesters beaten by police, in CNN, 3 marzo 2007 (archiviato dall'url originale il 5 marzo 2007).
  2. ^ (EN) Brett Logiurato, Obama Just Announced Sanctions Against 7 Russian 'Cronies', in Business Insider, 17 marzo 2014. URL consultato il 17 marzo 2014.
  3. ^ (EN) Canadian Sanctions Related to Russia], su international.gc.ca.
  4. ^ (EN) Side-by-Side List of Sanctioned Russian and Ukrainian/Crimean Entities and Individuals (PDF), in Bryan Cave, 22 dicembre 2014. URL consultato il 26 aprile 2018.
  5. ^ (UK) Petro Poroshenko, "Про застосування персональних спеціальних економічних та інших обмежувальних заходів (санкцій)", su President of Ukraine website, 17 ottobre 2016. URL consultato il 25 maggio 2018.
  6. ^ (UK) Petro Poroshenko, Додаток 3 до рішення Ради національної безпеки і оборони України від 16 вересня 2016 року "Про застосування персональних спеціальних економічних та інших обмежувальних заходів (санкцій)" ЮРИДИЧНІ ОСОБИ, до яких застосовуються обмежувальні заходи (санкції) (PDF), su president.gov.ua, 17 ottobre 2016. URL consultato il 25 maggio 2018.
  7. ^ a b c d e f (RU) Матвиенко Валентина Ивановна, su council.gov.ru. URL consultato il 25 febbraio 2022.
  8. ^ (RU) Decreto del Presidente della Federazione Russa del 21 giugno 1996 n. 973 "Sull'assegnazione dei premi statali della Federazione Russa", su graph.document.kremlin.ru, 21 giugno 1996. URL consultato il 25 febbraio 2022.
  9. ^ (RU) Decreto del Presidente della Federazione Russa del 7 aprile 1999 n. 437 "Sull'assegnazione dell'Ordine al Merito per la Patria" III classe Matvienko V. I.", su graph.document.kremlin.ru, 7 aprile 1999. URL consultato il 25 febbraio 2022 (archiviato dall'url originale il 16 aprile 2014).
  10. ^ (RU) Decreto del Presidente della Federazione Russa del 19 marzo 2009 n. 296 "Sull'assegnazione dell'Ordine al Merito per la Patria, II classe, Matvienko V. I.", su document.kremlin.ru, 19 marzo 2009. URL consultato il 25 febbraio 2022 (archiviato dall'url originale il 25 marzo 2009).
  11. ^ (RU) Decreto del Presidente della Federazione Russa del 28 marzo 2019 n. 132 "Sull'assegnazione dei premi statali della Federazione Russa", su publication.pravo.gov.ru, 28 marzo 2019. URL consultato il 25 febbraio 2022.
  12. ^ (RU) Матвиенко удостоена медали Столыпина I степени, su /ria.ru, 1º aprile 2014. URL consultato il 24 febbraio 2022.
  13. ^ (AZ) Decreto del Presidente della Repubblica dell'Azerbaigian sull'assegnazione a V. I. Matvienko dell'Ordine dell'Amicizia, su president.az, 7 aprile 2019. URL consultato il 25 febbraio 2022.
  14. ^ (BE) Decreto del Presidente della Repubblica di Bielorussia dell'8 dicembre 2009 n. 604 "Sull'assegnazione dei premi statali della Repubblica di Bielorussia", su pravo.by, 8 dicembre 2009. URL consultato il 25 febbraio 2022.
  15. ^ (RU) Медведев и Лукашенко вручили государственные награды, su vz.ru, 10 dicembre 2009. URL consultato il 25 febbraio 2022.
  16. ^ (BE) Decreto del Presidente della Repubblica di Bielorussia del 3 aprile 2019 n. 135 "Sull'assegnazione dei premi statali della Repubblica di Bielorussia", su pravo.by, 3 aprile 2019. URL consultato il 25 febbraio 2022.
  17. ^ (RU) Валентину Матвиенко наградили рыцарским крестом, su baltinfo.ru, 15 dicembre 2009. URL consultato il 25 febbraio 2022.
  18. ^ (RU) Рабочий график Главы государства, su nomad.su. URL consultato il 25 febbraio 2022.
  19. ^ (KK) Decreto del Presidente della Repubblica del Kazakistan del 12 luglio 2019 n. 59 "Sull'assegnazione dell'Ordine dell'Amicizia di I Classe a V. I. Matvienko", su akorda.kz, 12 luglio 2019. URL consultato il 25 febbraio 2022.
  20. ^ (RU) Спикер СФ обсудила с руководством Мальты пути расширения двустороннего сотрудничества, su council.gov.ru. URL consultato il 25 febbraio 2022.
  21. ^ (RU) Матвиенко награждена Орденом Республики Сербской, su aif.ru, 24 aprile 2018. URL consultato il 25 febbraio 2022.
  22. ^ (RU) Матвиенко получила орден «За большую любовь к независимому Туркменистану», su vz.ru, 29 settembre 2009. URL consultato il 25 febbraio 2022.
  23. ^ (RU) Decreto del Presidente dell'Ucraina n. 1139/2002 del 6 dicembre 2002 "Su designazione delle città sovrane dell'Ucraina", su zakon.rada.gov.ua, 6 dicembre 2002. URL consultato il 25 febbraio 2022.
  24. ^ (RU) Decreto del Presidente della Repubblica dell'Uzbekistan del 27 agosto 2021 "Sull'assegnazione a Valentina Ivanovna Matvienko dell'Ordine dell'Amicizia", su xs.uz, 27 agosto 2021. URL consultato il 25 febbraio 2022.
  25. ^ (RU) Патриарх Московский и всея Руси Алексий II вручил орден Святого мученика Трифона вице-премьеру России Валентине Матвиенко и полномочному представителю президента в Центральном округе Георгию Полтавченко, su echo.msk.ru, 10 luglio 2001. URL consultato il 25 febbraio 2022.
  26. ^ (RU) Седмица 7-я по Пятидесятнице, su stsl.ru. URL consultato il 25 febbraio 2022 (archiviato dall'url originale il 27 ottobre 2007).
  27. ^ (RU) В. Матвиенко приняла участие в субботнике в Александро-Невской Лавре и получила орден из рук митрополита Владимира, su patriarchia.ru, 13 maggio 2006. URL consultato il 25 febbraio 2022.
  28. ^ (RU) Орден Русской Православной Церкви преподобного Сергия Радонежского. Именные Списки 1978—2005, Roshchin VK - M, 2006, p. 139, ISBN 5-98738-031-6.
  29. ^ (RU) Святейший Патриарх Кирилл совершил чин великого освящения Екатерининского собора в Царском Селе, su patriarchia.ru, 27 giugno 2010. URL consultato il 25 febbraio 2022.
  30. ^ (RU) Председатель Совета Федерации В. Матвиенко стала первым полным кавалером ордена святой равноапостольной княгини Ольги, su council.gov.ru, 1º febbraio 2017. URL consultato il 25 febbraio 2022.
  31. ^ (RU) Валентину Матвиенко наградили орденом Армянской церкви, su novostink.ru. URL consultato il 25 febbraio 2022.

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