Vicus Iugarius

antica strada romana a Roma
Mappa del centro di Roma in età imperiale: il Vicus Iugarius è in basso a sinistra

Il vico Giugario (in latino: Vicus Iugarius, cioè "strada dei costruttori di gioghi") fu un'importante strada dell'antica Roma, che univa il Foro repubblicano al Foro Olitorio e all'area del porto fluviale[1]. Il Vicus Iugarius era molto antico, forse anche antecedente alla fondazione di Roma.

DescrizioneModifica

Il Vicus Iugarius entrava nel Foro da sudovest, dopo aver costeggiato la ripida parete del Campidoglio, tra il tempio di Saturno e la Basilica Giulia, nei pressi del Lacus Servilius. L'Arco di Tiberio (oggi scomparso) fu edificato a cavallo della via.

La strada terminava nella parte meridionale del Campo Marzio, in corrispondenza del Forum Holitorium. Sul Vicus Iugarius, in corrispondenza delle Mura Serviane, si apriva la Porta Carmentale[2] a doppio fornice.

Questo era il percorso della strada in età tardo-repubblicana ed imperiale, mentre in precedenza essa era molto più lunga, raggiungendo anche il Quirinale, dove si congiungeva con i percorsi precedenti alla costruzione delle vie Salaria, Flaminia e Tiburtina, divenendo parte integrante della via commerciale che giungeva al Tevere[2].

È possibile che il nome antico della strada in origine significasse "strada elevata", piuttosto che il significato posteriore di "strada dei costruttori di gioghi".

Altresì, dato il significato del verbo latino iugo (sposare, unire), poteva intendendersi come strada di unione. Dal suo nome, Giunone potrebbe avere assunto l'epiteto di Iuga o Iugalis (Giunone del Legame Matrimoniale), con il quale era venerata presso un altare (di ubicazione ignota) proprio edificato nel vico Giugario (secondo Festo la via aveva assunto il nome dall'altare[3]).

Lungo la strada sorgeva l'importante area sacra di Sant'Omobono, che fu utilizzata per un lunghissimo arco temporale (VI secolo a.C.-VI secolo d.C.) e comprendeva i due templi della Mater Matuta e della Fortuna.

La strada attualmente visibile nell'area archeologica del Foro risale al rifacimento di età augustea. In precedenza la strada seguiva un percorso leggermente spostato più a sud-est[2].

NoteModifica

  1. ^ Amanda Claridge, Rome: An Oxford Archaeological Guide, Oxford University Press, Oxford, II ed., 2010, p. 84.
  2. ^ a b c Vicus Jugarius, in: Samuel Ball Platner (completato e rivisto da Thomas Ashby), A Topographical Dictionary of Ancient Rome, Oxford University Press, Londra, 1929.
  3. ^ Festo, 104: "dictus Romae quia ibi fuerat Iunonis Iugae quam putabant matrimonia iungere"

Voci correlateModifica