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Videogioco a piattaforme

genere di videogioco
Nota disambigua.svg Disambiguazione – "Platform" rimanda qui. Se stai cercando il film del 2000, vedi Platform (film).
SuperTux, un platform bidimensionale a scorrimento, ispirato al celebre Super Mario Bros.

Videogioco a piattaforme (comune il termine inglese platform, o anche platform game o platformer) è il termine adottato per indicare i videogiochi d'azione dove la meccanica di gioco implica principalmente l'attraversamento di livelli costituiti da piattaforme, spesso disposte su più piani. Il personaggio controllato dal giocatore si sposta sopra tali piattaforme e di solito può passare dall'una all'altra saltando oppure usando scale. Le tematiche trattate nei videogiochi di tale genere possono a loro volta appartenere a numerose combinazioni di stili e generi.

I primi esperimenti risalgono al 1980, da cui in seguito si svilupparono i successivi giochi. Tradizionalmente infatti i videogiochi a piattaforme sono strutturati in un'unica schermata fissa e con visuale bidimensionale di lato, nella quale l'eroe può saltare, salire o scendere scale, evitare ostacoli, combattere nemici e raccogliere oggetti. In seguito il genere si è ampliato con ambienti a scorrimento e più tardi tridimensionali (3D).

Il titolo generalmente riconosciuto come il primo videogioco a piattaforme è l'arcade Space Panic (1980), mentre il primo ad avere enorme successo fu Donkey Kong (1981). Prima ancora dell'affermarsi del termine platform venivano definiti "giochi di risalita" (climbing game), in riferimento al fatto che il personaggio deve salire su scenari multipiano.

StoriaModifica

Movimento a schermo fissoModifica

I videogiochi platform nascono a cavallo tra gli anni 1970 e '80. La maggior parte dei primi esempi di platform si limitano a un campo di gioco fisso, di solito visto di profilo.

Space Panic, un gioco arcade del 1980 di Universal, è talvolta considerato il primo videogioco a piattaforme,[1] sebbene la distinzione sia oggetto di discussione. Il giocatore può cadere, ma non saltare, quindi il gioco non soddisfa i criteri moderni del genere. Ciononostante, ha chiaramente influenzato il genere, con una modalità di gioco incentrata sul salire scale tra piani differenti, un elemento comune in molti dei primi platform. Space Panic era un gioco difficile e rimase poco conosciuto come arcade, ma il clone non ufficiale del 1981 Apple Panic è stato un successo nei computer casalinghi.

Un altro precursore al genere del 1980 è Crazy Climber di Nichibutsu, che tratta il concetto di scalare grattacieli a scorrimento verticale.[2]

Donkey Kong, un gioco arcade creato da Nintendo e pubblicato a luglio 1981, è stato il primo gioco a permettere ai giocatore di saltare sopra agli ostacoli e ai buchi; ciò lo rese il primo vero platform.[3][4] Ha introdotto Mario, un'icona moderna del genere, con il nome di Jumpman. Donkey Kong ha avuto molti porting a molte console e computer all'epoca, in particolare in allegato alla console ColecoVision (che contribuì al successo iniziale di questa console),[5] e anche una versione portatile di Coleco nel 1982.[6] Il gioco ha contribuito a consolidare la posizione internazionale di Nintendo come nome importante nell'industria videoludica.

L'anno seguente, Donkey Kong ricevette un sequel, Donkey Kong Jr. Il terzo gioco della serie, Donkey Kong 3, non era un platformer, ma è stato seguito da Mario Bros., un gioco platform che permette di giocare in cooperativa contemporaneamente. Il titolo ha gettato le basi per altri due famosi platform per due giocatori, quali Fairyland Story e Bubble Bobble, che a loro volta influenzarono molti dei platform a schermo fisso che seguirono.

A partire dal 1982, nacquero giochi di transizione che non presentavano grafica a scorrimento, ma avevano livelli che si estendevano su molti schermi connessi. Pitfall!, pubblicato per l'Atari 2600, presenta livelli ampi ed estesi in orizzontale. Diventò uno dei giochi più venduti della console e fu una svolta per il genere. Smurf: Rescue in Gargamel's Castle fu pubblicato per la ColecoVision nello stesso anno, e aggiunse terreno accidentato e panning tra schermi statici. Manic Miner (1983) e il suo seguito Jet Set Willy (1984) continuarono lo stile di livelli a schermi multipli su home computer e sono caratterizzati da percorsi difficili e salti di precisione. Nello stesso anno, Epyx pubblicò Impossible Mission, che espanse ulteriormente l'aspetto esplorativo e gettò le fondamenta per giochi del tipo di Prince of Persia.

Classificazione dei primi platformModifica

Il termine platform game (gioco platform, o a piattaforme) è piuttosto ambiguo, particolarmente se riferito a giochi che precedono la diffusione internazionale del termine. Il concetto di videogioco a piattaforme come è stato definito nei primi tempi è abbastanza diverso dal modo in cui è usato comunemente oggi.

In seguito alla pubblicazione di Donkey Kong, spuntò un genere di giochi con uno stile simile, caratterizzati dalla vista di profilo di piani connessi da scale. Tra questi ci sono Kangaroo, Ponpoko, Canyon Climber, Miner 2049er, Lode Runner e Jumpman. I due obiettivi principali di questi giochi sono arrivare in cima allo schermo o raccogliere un determinato oggetto, entrambi presenti in Donkey Kong. La stampa nordamericana, una rivista su tutte era Electronic Games, etichettò il genere con il nome "climbing games"[7], letteralmente "giochi di arrampicata", tradotto in italiano come "giochi di risalita"[8]. La rivista TV Gamer, con sede a Londra, ha elencato "Climbing" come categoria di gioco nel numero di marzo 1983, e definì Donkey Kong "il più famoso gioco di arrampicata".[9] Tra il 1983 e il 1984, qualche periodico britannico cominciò a chiamare i piani del gioco "piattaforme" e chiamò tali giochi "platform" poco dopo.[senza fonte]

Da allora i termini platform game e platformer hanno guadagnato ampio uso in Nord America e in Europa, e dai primi usi il concetto si è evoluto, in modo particolare quando il genere ha avuto un picco di popolarità durante i primi anni 1990. Molti dei giochi che facevano parte del genere platform primitivo, come Donkey Kong e Miner 2049er, sono ancora considerati giochi platform nel significato moderno.

NoteModifica

  1. ^ Chris Crawford, Chris Crawford on Game Design, New Riders, 2003, ISBN 0-88134-117-7.
  2. ^ Crazy Climber, su Progetto EMMA.
  3. ^ Donkey Kong, Arcade History, 21 novembre 2006. URL consultato il 21 novembre 2006.
  4. ^ Gaming's most important evolutions, GamesRadar, 8 ottobre 2010, p. 3. URL consultato l'11 aprile 2011.
  5. ^ (EN) ColecoVision FAQ, su colecoboxart.com.
  6. ^ (EN) Coleco Donkey Kong, su handheldmuseum.com.
  7. ^ The Player's Guide to Climbing Games, in Electronic Games, vol. 1, nº 11, gennaio 1983, p. 49.
  8. ^ Electronic Games 2
  9. ^ Reviews Explained: The Game Categories, in TV Gamer, London, marzo 1983, p. 76.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

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