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Crazy Climber
videogioco
Crazy Climber.png
Il secondo grattacielo di Crazy Climber (versione Arcade)
PiattaformaArcade, Atari 2600, NES, Sharp X68000, PlayStation, PlayStation 2, PlayStation 4, Arcadia 2001
Data di pubblicazioneArcade:
Mondo/non specificato ottobre 1980

Atari 2600:
Flags of Canada and the United States.svg 1982
NES:
Giappone 26 dicembre 1986
Sharp X68000:
Flags of Canada and the United States.svg 27 agosto 1993
PlayStation:
Giappone 29 dicembre 1995
WonderSwan:
Giappone 29 luglio 1999
PlayStation 2:
Giappone 21 luglio 2005
Virtual Console:
Giappone 23 febbraio 2010

PlayStation 4:
Giappone 15 maggio 2014
Flags of Canada and the United States.svg 26 maggio 2015
Zona PAL 19 luglio 2015
Flag of Australasian team for Olympic games.svg 19 luglio 2015
GenerePiattaforme
TemaContemporaneo
OrigineGiappone
SviluppoNihon Bussan
PubblicazioneNihon Bussan
DesignShigeki Fujiwara
Modalità di giocoGiocatore singolo
Periferiche di inputGamepad, DualShock, DualShock 2, DualShock 4
SupportoCartuccia, CD-ROM, DVD, download
Distribuzione digitaleVirtual Console
Fascia di etàCEROA · ESRBE · OFLC (AU): G · PEGI: 3
Seguito daCrazy Climber 2
Specifiche arcade
CPUZ80 (3,072 MHz)
SchermoVerticale, 60,00 Hz
Risoluzione256 x 224 pixel (3/4), 96 colori
Periferica di inputJoystick a 4 direzioni, 2 pulsanti

Crazy Climber (クレイジークライマー Kureijī Kuraimā?) è un videogioco arcade uscito nel 1980, il primo in assoluto pubblicato da Nichibutsu. Viene considerato un precursore dei videogiochi a piattaforme arcade come Donkey Kong[1][2].

Ne è stato realizzato nel 1988 un sequel, Crazy Climber 2[3].

Modalità di giocoModifica

Il giocatore controlla con due joystick uno stuntman che deve raggiungere la sommità di quattro altissimi grattacieli arrampicandosi su di essi a mani nude; per scalare i vari piani bisogna muovere i due joystick su e giù in direzioni opposte, mentre per gli spostamenti laterali occorre portarli entrambi a sinistra o a destra. Tale impresa viene ostacolata principalmente dagli inquilini degli edifici, tutti scienziati pazzi, che buttano dalle finestre vasi di fiori oppure recipienti per liquidi; lo stuntman deve anche evitare gli escrementi scaricati da un condor, aggirare un manesco scimmione che può affacciarsi dalle finestre più grandi, schivare attrezzi da palestra e pesanti insegne sulle quali appare la scritta che dà il nome al gioco - gli uni e le altre in caduta libera - e tenersi lontano dalle centraline elettriche, pericolose per via dei loro fili scoperti[3].

Le vite a disposizione sono 3 oppure 4, a seconda delle versioni, ma sempre senza punti ferita; ogni livello presenta una serie di checkpoint. Nessun ostacolo può essere eliminato o neutralizzato.

Il protagonista ha modo di accelerare la scalata qualora riuscisse ad aggrapparsi ai palloncini colorati che appaiono in un paio di livelli (il secondo e il terzo): saranno in tal modo agevolmente superati diversi piani. Una volta arrivato alla sommità di un grattacielo il giocatore ottiene punti bonus se lo stuntman si fa agganciare dall'elicottero che proverà più volte un atterraggio lì sopra[3].

Dopo che lo stuntman ha scalato tutti e quattro i grattacieli, il gioco ricomincia daccapo, con una difficoltà maggiore.

Grattacieli e ostacoliModifica

  • Livello 1, Grattacielo Nichibutsu - Ostacoli: scienziati pazzi, condor, scimmione.
  • Livello 2, Grattacielo Nichibutsu Leisure - Ostacoli: scienziati pazzi, attrezzi da palestra, condor, centralina elettrica.
  • Livello 3, Grattacielo Nichibutsu USA Corp. - Ostacoli: scienziati pazzi, attrezzi da palestra, scimmione, insegne.
  • Livello 4, Grattacielo Nichibutsu UK Ltd. - Ostacoli: scienziati pazzi, condor, attrezzi da palestra, centralina elettrica, insegne (in pratica tutti gli ostacoli del gioco tranne lo scimmione).

NoteModifica

  1. ^ (EN) Donkey Kong, su AllGame, All Media Network. URL consultato il 26 gennaio 2017 (archiviato dall'url originale il 14 novembre 2014).
  2. ^ (EN) Crazy Climber, su AllGame, All Media Network. URL consultato il 26 gennaio 2017 (archiviato dall'url originale il 14 novembre 2014).
  3. ^ a b c (EN) Crazy Climber, su Arcade History. URL consultato il 26 gennaio 2017.

Collegamenti esterniModifica

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