Vittorio Marandola

carabiniere italiano
Vittorio Marandola
NascitaCervaro, 24 agosto 1922
MorteFiesole, 12 agosto 1944
Cause della morteFucilato dai nazisti
Dati militari
Paese servitoItalia Italia
Forza armataRegio esercito
ArmaCarabinieri Reali
GradoCarabiniere
GuerreSeconda guerra mondiale
Guerra di liberazione italiana
DecorazioniMedaglia d'oro al valor militare
voci di militari presenti su Wikipedia

Vittorio Marandola (Cervaro, 24 agosto 1922Fiesole, 12 agosto 1944) è stato un carabiniere italiano, medaglia d'oro al valor militare alla memoria.

BiografiaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Martiri di Fiesole.

Figlio di Angelo e Angela Marandola, ebbe tre fratelli. La sua famiglia era proprietaria di alcuni piccoli terreni proprio in contrada "Marandola" a Cervaro. Vittorio riuscì ad aiutare i genitori nell'attività di contadino, e allo stesso tempo completò brillantemente gli studi conseguendo la licenza di avviamento professionale a Cassino e scelse di diventare carabiniere[1].

Si presentò quindi alla Stazione Carabinieri di Cervaro, il cui comandante ne accettò la richiesta e la inoltrò a Roma, dove Marandola venne presto chiamato presso la Scuola Allievi Carabinieri della Capitale. Dopo l'addestramento, fu nominato carabiniere effettivo venendo destinato alla Stazione Carabinieri di Fiesole[1].

A Fiesole, il 12 agosto 1944, Marandola con i commilitoni Fulvio Sbarretti e Alberto La Rocca sacrificò la propria vita pur di salvare quella di molti civili fiesolani. Il gesto di altruismo di Marandola e dei suoi due colleghi, è ricordato nella motivazione della decorazione al valore concessa alla sua memoria.

OnorificenzeModifica

  Medaglia d'oro al valor militare alla memoria
«Durante la dominazione nazifascista, teneva salda la tradizione di fedeltà alla Patria, prodigandosi nel servizio ad esclusivo vantaggio della popolazione e partecipando con grave rischio personale all'attività del fronte clandestino. Pochi giorni prima della liberazione, mentre già al sicuro dalle ricerche dei tedeschi, si accingeva ad attraversare la linea di combattimento per unirsi ai patrioti, veniva informato che il Comando germanico aveva deciso di fucilare dieci ostaggi nel caso che egli non si fosse presentato al comando stesso entro poche ore. Pienamente consapevole della sorte che lo attendeva, serenamente e senza titubanze la subiva perché dieci innocenti avessero salva la vita. Poco dopo affrontava con stoicismo il plotone d'esecuzione tedesco e, al grido di «Viva l'Italia!», pagava con la sua vita il sublime atto di altruismo. Nobile esempio di insuperabili virtù militari e civili.»
— Fiesole, 12 agosto 1944[2].

NoteModifica

  1. ^ a b L'eroico sacrificio di Vittorio Marandola, su cassino2000.com. URL consultato il 16 novembre 2018.
  2. ^ Vittorio Marandola, su Quirinale.it. URL consultato il 15 novembre 2018.

BibliografiaModifica