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Vladimir Alekno

allenatore di pallavolo e pallavolista russo
Vladimir Alekno
Vladimir Alekno.jpg
Nazionalità URSS URSS
Russia Russia
Altezza 196 cm
Pallavolo Volleyball (indoor) pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex centrale)
Squadra Zenit-Kazan
Ritirato 2000 (giocatore)
Carriera
Giovanili
XXXX-XXXX non conosciuta CSKA Minsk
Squadre di club
1984-1987 CSKA Mosca
1987-1990 non conosciuta CSKA Minsk
1990-1991 Levski-Spartak
1992-1993 Voluntas Asti
1993-1994 Marconi
1994-1996 Cannes
1996-2000 Tours
Carriera da allenatore
1999-2004 Tours
2004-2007 Dinamo Mosca
2007-2008 Russia Russia
2010-2012 Russia Russia
2015-2016 Russia Russia
2008- Zenit-Kazan
Palmarès
Transparent.png Giochi olimpici
Bronzo Pechino 2008
Oro Londra 2012
Transparent.png Campionato europeo
Argento Russia 2007
Transparent.png World League
Argento Katowice 2007
Oro Danzica 2011
Transparent.png Coppa del Mondo
Argento Giappone 2007
Oro Giappone 2011
Statistiche aggiornate all'8 novembre 2015

Vladimir Romanovič Alekno (in russo: Влади́мир Рома́нович Але́кно?; Polack, 4 dicembre 1966) è un allenatore di pallavolo ed ex pallavolista russo.

Giocava nel ruolo di centrale. Allena il Volejbol'nyj klub Zenit-Kazan'.

Indice

CarrieraModifica

GiocatoreModifica

La carriera di Vladimir Alekno inizia nel CSKA Minsk, club partecipante al campionato sovietico; nella stagione 1984-85 passa al Volejbol'nyj klub CSKA di Mosca, dove in tre anni vince tre edizioni del campionato sovietico, una Coppa dell'Unione Sovietica, due Coppe dei Campioni e una Supercoppa europea. Terminata questa esperienza torna al CSKA Minsk per altre tre stagioni.

Nel 1992 arriva in Italia, dove disputa due tornei di Serie A2, uno con la Voluntas Asti e uno con il Marconi Volley Spoleto, per poi trasferirsi in Francia all'Association Sportive Cannes Volley-Ball: qui vince il campionato e la coppa nazionale, prima di essere ingaggiato dal Tours Volley-Ball, società in cui gioca per quattro anni, diventandone prima allenatore-giocatore e infine assumendo esclusivamente l'incarico di allenatore dalla stagione 2001-01.

AllenatoreModifica

Nella sua prima esperienza da allenatore con il Tours Volley-Ball ottiene due importanti successi, che sono anche i primi per la società francese: la Coppa di Francia 2002-03 e il campionato 2003-04, al termine del quale torna in patria per allenare il Volejbol'nyj klub Dinamo Moskva. Nei tre anni trascorsi a Mosca vince la Superliga 2005-06 e la Coppa di Russia 2007.

Nel biennio successivo, dal 2007 al 2008, assume la guida della nazionale maschile della Russia, portandola alla medaglia d'argento agli europei casalinghi del 2007, oltre che nella World League e nella Coppa del Mondo; alle Olimpiadi di Pechino 2008 arriva invece la medaglia di bronzo.

Dal 2008-09 lascia la nazionale, diventando allenatore del Volejbol'nyj klub Zenit-Kazan' e riuscendo a conquistare diversi trofei in ambito nazionale, fra cui tre campionati e una Coppa di Russia. Nel 2010 torna a guidare la nazionale, mantenendo comunque il doppio incarico: in tre anni porta la squadra ai vertici mondiali, vincendo la World League, la Coppa del Mondo e soprattutto l'oro olimpico a Londra 2012; dopo questo successo abbandona nuovamente la guida tecnica della selezione russa per il troppo stress.[1] Nel frattempo con il club di Kazan' continua a ottenere successi importanti, aggiungendo al proprio palmarès sei campionati, tre Coppe nazionali, sei Supercoppe russe e tre Champions League di fila: 2014/15, 2015/16 e 2016/17.

Dal 17 luglio 2015 torna per la terza volta alla guida della Russia[2] in seguito alle dimissioni di Andrej Voronkov[3], rimanendo in carica fino al novembre del 2016.

PalmarèsModifica

NoteModifica

  1. ^ Volley: lascia per stress Alekno, ct della Russia oro a Londra., su repubblica.it. URL consultato il 30 settembre 2014.
  2. ^ Russia M: Sulla panchina tornerà Alekno., su volleyball.it. URL consultato il 9 settembre 2015 (archiviato dall'url originale il 10 aprile 2016).
  3. ^ Russia: Si è dimesso coach Voronkov., su volleyball.it. URL consultato il 9 settembre 2015 (archiviato dall'url originale il 6 marzo 2016).

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