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Walter Rauff il 30 aprile 1945 mentre, sotto scorta americana, lascia l'albergo Regina

Walter Rauff (Köthen, 19 giugno 1906Santiago del Cile, 14 maggio 1984) è stato un militare tedesco.

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Cenni biograficiModifica

Fu funzionario del Ministero della Marina Tedesca fino al 1937. L'anno successivo venne arruolato nelle file delle SD (Sicherheitsdienst, servizio di sicurezza), il servizio segreto delle SS capitanato da Reinhard Heydrich, per poi passare a capo della sezione delle questioni tecniche (Gruppe II D) della RSHA (Reichssicherheitshauptamt, Ufficio Generale per la sicurezza del Reich), un dipartimento creato da Heinrich Himmler nel 1939, che raggruppava la Gestapo, l'SD e la Kripo, ossia la polizia criminale.

Nel 1941 e nel 1942, Rauff fu coinvolto nello sviluppo di furgoni e camere mobili a gas usate per uccidere con il gas di scarico, accumulato all'interno del compartimento del camion, mentre il veicolo viaggiava verso un luogo di sepoltura. I camion potevano trasportare 25 e 60 persone alla volta, che morivano per avvelenamento o soffocamento. Erano ebrei, disabili, comunisti e altri. Rauff affidò il compito di tenere i furgoni a gas che operavano nell'Unione Sovietica e in altre zone occupate dai nazisti a un chimico delle SS, August Becker, che informò Rauff sulle operazioni di morte tramite il monossido di carbonio. Si pensa che Rauff sia stato responsabile di quasi 100.000 morti durante la seconda guerra mondiale, un genocidio perpetrato dai nazisti con l'uso di queste camere a gas mobili.

Rauff fu poi coinvolto nella persecuzione degli ebrei nella Francia controllata da Vichy nel 1942-1943 e poi partecipò allo sterminio degli ebrei dell’Africa settentrionale che era sotto il controllo dell’Asse.

Raggiunse il grado di SS-Obersturmbannführer. Nel 1943 fu inviato a Milano a reggere il comando interregionale di Lombardia, Piemonte e Liguria[1] dove ebbe il compito di organizzare le operazioni della polizia segreta in Italia[2].

intrecciò con Alois Hudal, Rettore del Pontificio Collegio di Santa Maria dell'Anima a Roma, la rete clandestina che permise a parecchi gerarchi nazisti di mettersi in salvo alla fine della guerra, transitando per l'Italia, salpando da Genova alla volta dei paesi Americani e da Bari per il Medio Oriente. Molto probabilmente, tra gli anni '70 e '80 del sec. XX, fu uno dei nazisti più ricercati[3].

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • Fucci Franco, Le polizie di Mussolini. La repressione dell'antifascismo nel Ventennio, Milano, Mursia, 1985.

Voci correlateModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN23510919 · ISNI (EN0000 0000 2644 5009 · LCCN (ENn83039838 · GND (DE124999794