Reinhard Heydrich

militare tedesco
Reinhard Tristan Eugen Heydrich
Bundesarchiv Bild 146-1969-054-16, Reinhard Heydrich.jpg
Heydrich con i gradi da SS-Gruppenführer nel 1940

Viceprotettore di Boemia e Moravia
Durata mandato 29 settembre 1941 –
4 giugno 1942
Predecessore Konstantin von Neurath (come protettore)
Successore Kurt Daluege

Direttore dell'Ufficio Centrale di Sicurezza del Reich
Durata mandato 27 settembre 1939 –
4 giugno 1942
Predecessore carica istituita
Successore Heinrich Himmler

Presidente dell'Interpol
Durata mandato 24 agosto 1940 –
4 giugno 1942
Predecessore Otto Steinhäusl
Successore Arthur Nebe

Direttore della Gestapo
Durata mandato 22 aprile 1934 –
27 settembre 1939
Predecessore Rudolf Diels
Successore Heinrich Müller

Dati generali
Partito politico Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori
Firma Firma di Reinhard Tristan Eugen Heydrich
Reinhard Heydrich
Bundesarchiv Bild 152-50-10, Reinhard Heydrich.jpg
Reinhard Heydrich nel 1934
7 marzo 1904 – 4 giugno 1942
(38 anni)
Soprannome "Il Boia"
"Il Macellaio di Praga"
"La Bestia Bionda"
"Il Genio del Male di Himmler"
"Giovane Dio Malvagio della Morte"
Nato a Halle
Morto a Praga
Dati militari
Paese servito Germania Repubblica di Weimar
Germania Germania nazista
Forza armata War Ensign of Germany (1921-1933).svg Reichsmarine
Flag of the Schutzstaffel.svg Schutzstaffel
Schutzstaffel Abzeichen.svg Gestapo
Balkenkreuz.svg Luftwaffe
Corpo Polizia segreta
Anni di servizio 1922 - 1942
Grado Oberleutnant zur See
(Reichsmarine)
SS-Obergruppenführer
(Schutzstaffel)
Major der Reserve
(Luftwaffe)
Guerre Seconda guerra mondiale
Campagne Operazione Barbarossa
Comandante di Flag of the Schutzstaffel.svg Reichssicherheitshauptamt
Schutzstaffel Abzeichen.svg Gestapo
(1934-1939)
Decorazioni Croce di Ferro di I Classe
Croce di Ferro di II Classe
Insegna d'oro del Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori
SS-Ehrenring
Spada d'onore delle SS
Frase celebre "Sono stati arrestati circa 20.000 ebrei, in più 7 ariani e 3 stranieri, questi ultimi sono stati fermati per ragioni di sicurezza personale"
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Reinhard Tristan Eugen Heydrich (Halle, 7 marzo 1904Praga, 4 giugno 1942) è stato un generale tedesco, uno dei più potenti gerarchi della Germania nazista. Da alcuni considerato come l'uomo più pericoloso del terzo Reich, ebbe sotto il suo controllo l'intero apparato di sicurezza e repressione delle SS. Fu stretto collaboratore di Heinrich Himmler nelle SS.

È principalmente noto per il suo ruolo decisivo nella pianificazione e organizzazione dello sterminio degli ebrei in Europa. Dopo aver diretto la conferenza di Wannsee in cui furono analizzati i problemi organizzativi della "soluzione finale del problema ebraico", nella primavera 1941 venne nominato da Adolf Hitler governatore del Protettorato di Boemia e Moravia, dove mise in atto sanguinose repressioni per annientare la resistenza anti-tedesca sviluppatasi sotto il suo predecessore Konstantin von Neurath. Morì nel giugno 1942, all'età di 38 anni, per le ferite riportate in un attentato organizzato da partigiani cecoslovacchi.

Indice

BiografiaModifica

GioventùModifica

Reinhard Heydrich nacque a Halle, in Germania, il 7 marzo 1904 figlio del musicista e compositore Richard Bruno Heydrich e di Elisabeth Anna Maria Amalia Krantz. Reinhard veniva spesso deriso in gioventù col soprannome di Moses Handel, poiché si mormorava che avesse antenati ebrei.[1] L'Ammiraglio Wilhelm Canaris affermò di aver ottenuto dei documenti che provavano le origini ebraiche di Heydrich, ma questi documenti non sono mai stati pubblicati.

Infine, l'indagine sistematica condotta da Karin Flachowsky sui registri parrocchiali della Sassonia ha definitivamente provato che Heydrich non aveva alcuna ascendenza ebraica[2]. C'è anche da notare che nel 1936, su indicazione del partito, chiese che il suo nominativo venisse cancellato dagli elenchi dei battezzati nella chiesa cattolica ("Kirchenaustritt").[3] Lo stesso Heydrich ordinò ai ricercatori delle Schutzstaffeln di investigare su quest'ipotesi, dimostrando di non avere antenati ebrei.[4][5] Entrambi i genitori erano appassionati di musica e fecero nascere nel figlio una passione per il violino che durò per tutta la vita.

Sebbene Reinhard fosse una persona timida, era fisicamente molto prestante ed eccelleva nell'atletica, nel nuoto e nella scherma. Heydrich entrò nei Freikorps sin da giovane. Nel 1922 entrò in marina ma fu presto congedato perché, dopo aver avuto una relazione con la figlia di un suo superiore, la tradì per una donna più giovane. La figlia dell'ufficiale riferì l'accaduto al padre e Heydrich si ritrovò denunciato per "condotta deplorevole per un ufficiale e per un gentiluomo".

L'accusa, già di per sé gravissima e tale da pregiudicarne la carriera, non fu però l'unica: infatti, al processo, Heydrich si presentò con una spavalderia tale da costargli anche l'accusa di insubordinazione. Fu obbligato dal tribunale a dare le dimissioni dalla marina e, ormai privato della possibilità di far carriera in qualsiasi corpo militare dello stato, nel 1931 si sposò con Lina von Osten.

CarrieraModifica

 
Lettera di Heydrich sulla "Soluzione finale"

Nel 1931 Himmler volle creare un'unità di controspionaggio interna alle Schutzstaffel (SS). Su consiglio di un amico, il barone Karl von Eberstein, prese contatti con Heydrich che venne poi selezionato per il compito e che entrò così a far parte anche del Partito Nazista. In questo periodo Heydrich fu piuttosto insignificante nell'apparato nazista: guadagnava poco e lavorava in un piccolo ufficio.[6]

Il suo compito, come quello della sua unità, era però molto delicato: costruire un archivio di notizie riservate su tutte le persone che potevano minacciare il Reich, ma anche di alti ufficiali e personalità politiche di spicco. Nel 1932 la sua divisione venne ribattezzata Sicherheitsdienst (SD). Heydrich cominciò ad acquisire potere. Sfruttando le informazioni in suo possesso si guadagnò l'amicizia di Himmler che lo mise a capo del Reichssicherheitshauptamt (RSHA, il quale comprendeva: SD, Gestapo e le Einsatzgruppen), il tutto nonostante le sue presunte origini ebraiche, le quali furono strumento di ricatto nei suoi confronti da parte delle alte sfere del partito nazista[7].

Dopo la presa del potere da parte di Adolf Hitler, Heydrich si occupò di quelle organizzazioni o di quelle persone che potevano nuocere alla causa nazista. Egli stesso, in seguito, organizzò l'attacco alla centrale radio di Gleiwitz, denominato "Operazione Himmler", che diede il via alla seconda guerra mondiale.[6] All'inizio del conflitto prestò servizio nella Luftwaffe, ottenendo anche delle decorazioni per la sua audacia. Nel 1941 venne abbattuto da razzi della contraerea sovietica e fu costretto a nuotare in un fiume per salvarsi.

A causa di ciò venne biasimato sia da Himmler sia da Hitler, che sapevano quanto potesse essere pericolosa, per il Reich, una sua eventuale cattura da vivo. Nel settembre 1941 divenne governatore del Protettorato di Boemia e Moravia, sostituendo Konstantin von Neurath. Heydrich diventò il dittatore de facto della zona, ordinando repressioni e persecuzioni tanto da guadagnarsi l'appellativo de Il boia di Praga (der Henker von Prag). Spesso guidava per le strade della Boemia e della Moravia con una macchina scoperta per mostrare la fiducia nella sua politica di gestione e occupazione.

Il 20 gennaio del 1942 Heydrich tenne a Wannsee la tristemente famosa conferenza nella quale venne pianificata la "Soluzione finale della questione ebraica" (Endlösung der Judenfrage in tedesco), cominciando a organizzare metodicamente le deportazioni dei civili di etnia ebraica. Esiste ancora una copia del protocollo della riunione segreta in cui alti ufficiali delle SS e dignitari d'alto rango del Partito nazionalsocialista (NSDAP) e dell'amministrazione del Terzo Reich discussero e organizzarono con precisione e metodicità industriale il genocidio del popolo ebraico.[6]

Custodito per anni come documento storico negli archivi dell'Auswaertiges Amt (il ministero degli Esteri tedesco), il documento venne ritrovato per caso nel 1947 (la copia era di quella di Martin Luther), dopo la disfatta dell'Asse, da alcuni ufficiali delle forze armate americane e consegnato in seguito ai giudici del processo di Norimberga, la grande istruttoria degli Alleati contro i criminali nazisti. Fu più volte fotocopiato e riprodotto in testi storici e scolastici ipotizzando, tuttavia, che l'originale non esistesse più.

L'attentato di PragaModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Operazione Anthropoid.
 
La chiesa dei santi Cirillo e Metodio, dove si rifugiarono gli attentatori di Heydrich, con la parete vicino alla finestra che riporta le scalfitture causate dal conflitto a fuoco e una lapide in memoria dei combattenti cecoslovacchi.

Il 27 maggio 1942 un commando composto da membri dell’esercito cecoslovacco in esilio addestrato dagli inglesi del SOE (Special Operations Executive) attentò alla vita di Heydrich. Il gruppo, composto da Adolf Opálka (il capo), Josef Valčík, Jan Kubiš e Jozef Gabčík, riuscì a fermare l'auto su cui Heydrich viaggiava insieme con il suo autista, l'SS-Oberscharführer Klein, cercando di sparargli contro con un fucile mitragliatore Sten, ma l'arma si inceppò. Heydrich reagì immediatamente al fuoco con la pistola in dotazione, ma il lancio di una granata di fabbricazione inglese da parte di uno degli attentatori lo ferì gravemente.[6]

Tuttavia Heydrich scese dalla macchina e cercò di inseguire i suoi aggressori, prima di accasciarsi svenuto. Fu mandato, su ordine di Himmler, all'ospedale di Praga. Le ferite riportate nell'attentato non erano tuttavia gravi da condurlo alla morte, ma una grave infezione del sangue, dovuta al contatto della milza con dei crini di cavallo dell'imbottitura dei sedili della sua Mercedes, lo condusse alla morte alle ore 4:30 del 4 giugno. Sembra che la decisione da parte dei medici che lo curavano (e più precisamente per volontà di Karl Gebhardt, capo del servizio chirurgico delle SS) di non somministrargli sulfamidici contribuì alla morte del gerarca.[8]

Gli attentatori, nel frattempo, trovarono rifugio presso la chiesa di San Cirillo e Metodio in via Resslova ma, rintracciati dalle forze di occupazione, perirono nel conflitto a fuoco che ne derivò. A Heydrich spettarono tutti gli onori militari. Un grandioso funerale fu allestito a Berlino con tutte le più alte cariche del Reich, Adolf Hitler compreso, che commentò così la sua morte: «È stato stupido e idiota. Un uomo come lui non doveva esporsi a simili rischi».

Per vendicare Heydrich, i tedeschi assassinarono tutti i maschi oltre i 16 anni abitanti nel villaggio di Lidice, vicino a Praga, e in seguito lo bruciarono completamente; le macerie furono poi asportate in modo da cancellare definitivamente il villaggio dalle cartine geografiche.[6] Il villaggio era effettivamente abitato da partigiani cecoslovacchi, ma non ci sono prove che fosse collegato agli assassini di Heydrich. La strage fu enfatizzata dalla stampa tedesca, per intimorire i fenomeni di sovversione nei territori occupati, e in seguito anche dalla propaganda Alleata per screditare internazionalmente il Terzo Reich.

Col nome di Heydrich venne battezzata l'"operazione Reinhard", il piano per la costruzione dei primi tre campi di sterminio tedeschi: Treblinka, Sobibór e Bełżec. Reinhard Heydrich fu sepolto nel Cimitero degli invalidi di Berlino, in una tomba a fianco di quella del generale Tauentzien von Wittenberg, eroe della guerra prussiana contro Napoleone. Il cippo funebre fu distrutto durante l'occupazione sovietica di Berlino, cosicché oggi la sepoltura risulta priva di qualsiasi segno di identificazione.

OnorificenzeModifica

NoteModifica

  1. ^ [1] "The Third Reich, A Revolution Of Ideological Inhumanity: The Power Of Perception By Everette Lemons" 2005. p. 225
  2. ^ Reinhard Heydrich
  3. ^ Richard J.Evans in "Il Terzo Reich al potere. 1933-1939" Mondadori ,pag.238 ISBN 978-88-04-60512-6
  4. ^ Reinhard Heydrich
  5. ^ Reinhard Heydrich - Biography
  6. ^ a b c d e Bernard Michal, Storia delle SS e della Germania nazista, Edizioni Freni, Ginevra 1975.
  7. ^ Uno sconvolgente libro dello storico ebreo Bryan Mark Rigg
  8. ^ Esperimenti di infezioni per lo studio dei sulfamidici

BibliografiaModifica

  • (EN) Ramen, Fred, Reinhard Heydrich: hangman of the Third Reich, New York: Rosen, 2001.
  • D'Alessandro, Ruggero, L'autunno degli assassini. Reinhard Heydrich e l'inizio della Shoah, Società editrice il Mulino, 2014.
  • Laurent Binet, HHhH, Torino, Einaudi, 2011, ISBN 978-88-06-20753-3.
  • Reinhard Heydrich, Měl raději krev než zlato, Nedělní Blesk no. 14, 2015.
  • (FR) Edouard Husson, Vie et mort d'un chef nazi: Reinhard Heydrich L'histoire, 2002.
  • (EN) Eberhard Jäckel, From Barbarossa to Wannsee: the role of Reinhard Heydrich. The Holocaust - History And Memory 2001.
  • (EN) Edouard Calic, Reinhard Heydrich: the chilling story of the man who masterminded the Nazi death camps, tradotto da Lowell Bair. n.p.: New York: Morrow, 1985.

Voci correlateModifica

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