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ABC (settimanale)

settimanale politico di attualità italiano
ABC
Logo
StatoItalia Italia
Linguaitaliano
Periodicitàsettimanale
Generepopolare
Formatorivista
FondatoreGaetano Baldacci
Fondazione1960
SedeMilano
Tiratura800 000 (1968)
 

ABC fu un periodico di attualità e cronaca edito in Italia negli anni sessanta e settanta del XX secolo.

Fondato a Milano nel 1960, chiuse definitivamente successivamente al 1981, dopo due cambi di linea editoriale.

Indice

StoriaModifica

Il primo editore è la S.E.A. (Società Editoriale Attualità), con sede a Milano, che affida la direzione a Gaetano Baldacci (già direttore del quotidiano Il Giorno) e la vice-direzione a Enzo Sabato, che nel 1962 diventa editore e direttore. La grafica è curata dal pittore Sirio Musso, ispirandosi a quella dei quotidiani popolari britannici.[1]

Nel 1967 la rivista viene rilevata dalla SO.GE.PE.

Il settimanale, molto diffuso in tutto il periodo degli anni sessanta e in parte anche nei primi anni settanta, ha una netta linea socialista, anticonformista e anticlericale. Accanto ad articoli di politica, costume e società, vengono pubblicati anche articoli scandalistici, di costume e foto osé per l'epoca. Il paginone centrale è stabilmente occupato dalla fotografia di una showgirl. Da ricordare la rubrica tenuta da Cristina Leed, pseudonimo che cela il nome della redattrice Renata Pisu, dedicata ai problemi sessuali e di costume. Nel corso degli anni hanno collaborato con il settimanale Luciano Bianciardi, Giancarlo Fusco, Giorgio Calabrese (titolare per anni di una rubrica di critica musicale), Callisto Cosulich (che si occupava di cinema) e Renato Proni, in particolare per la sezione esteri.

La rivista viene acquisita da Francesco Cardella, che chiama come direttore Ruggero Orlando, e poi Claudio Sabelli Fioretti[2] Tra i direttori ci sono anche Romano Cantore e Stefano Surace.

Dal 1961 il giornale presentò intere pagine dei migliori umoristi internazionali: Jules Feiffer, Jean-Jacques Sempé, Siné, Chaval, Roland Topor, Maurice Henry, James Thurber, Jean Bosc, Ronald Searle. Ha anche contribuito il vignettista Renato Calligaro.

La rivista è impegnata in numerose battaglie sociali per il divorzio, in appoggio il deputato socialista Loris Fortuna, contro l'abrogazione della legge sull'aborto, contro il canone RAI. Nel 1968 passa al colore e raggiunge la tiratura di 800.000 copie. Pubblica anche monografie bimestrali, piccoli volumi dedicati ad argomenti politici e sociali di attualità, tra i quali si ricorda quello scritto da Renata Pisu sulla rivoluzione culturale in Cina e Mao Zedong. ABC cessa le pubblicazioni a metà degli anni settanta «a causa di una copertina che titolava "Polizia assassina"» ha dichiarato Lidia Ravera, che vi lavorò, direttore Claudio Sabelli Fioretti, proprio quando il settimanale chiuse [3] .

Alla fine degli anni settanta però la testata riappare come settimanale in formato tabloid diretto da Vittorio Ugo Morosi, totalmente trasformato, con disegnatori francesi (Georges Wolinski, Jean-Marc Reiser) e italiani (Cecco Mariniello, Lido Contemori, Berlinghiero Buonarroti, Graziano Braschi, Paolo della Bella, Massimo Presciutti). Le notizie, molto scarne, sembrano servire più che altro a presentare immagini satiriche. Nel 1977, in veste più elegante e patinata, dedica particolare interesse al Movimento Studentesco. Chiude definitivamente dopo il 1981.

NoteModifica

  1. ^ Luciano Simonelli, Dieci Giornalisti E Un Editore, Simonelli Editore, 9 maggio 2009, pp. 54–, ISBN 978-88-7647-470-5.
  2. ^ La Stampa - Addio a Francesco Cardella guru fondatore di Saman
  3. ^ Lidia Ravera intervistata da Vittorio Zincone, Corriere della sera Sette, 31 marzo 2017, numero 13

BibliografiaModifica

Collegamenti esterniModifica

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