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Abbazia di Cassinelle

Resti del piccolo complesso abbaziale nel comune di Genova (Sestri Ponente).
Abbazia di Cassinelle
Genova Sestri Cassinelle 1974.jpg
La chiesa di Cassinelle nel 1974
StatoItalia Italia
RegioneLiguria Liguria
LocalitàGenova (Sestri Ponente)
Religionecristiana cattolica di rito romano
Arcidiocesi Genova
CompletamentoXIII secolo

Coordinate: 44°27′30.45″N 8°51′24.23″E / 44.458458°N 8.856731°E44.458458; 8.856731

I ruderi del piccolo complesso abbaziale di Cassinelle (nome che deriva dal ligure “cascinélle”, cioè cascinali), si trovano nel comune di Genova, nell'entroterra del quartiere di Sestri Ponente, a 378 m slm, su un pianoro nell'alta valle del torrente omonimo (che unendosi poco più a valle con il rio Bianchetta, forma il torrente Chiaravagna, che attraversa Sestri Ponente).

Indice

DescrizioneModifica

L'abbazia, costituita dalla piccola chiesa di Santa Maria e da alcuni edifici un tempo adibiti ad abitazioni, stalle e fienili, era un antico “ospitale” con stazione di posta sulla strada che da Sestri Ponente, passando per il valico di Lencisa, portava alle Capanne di Marcarolo (antico luogo di scambi commerciali tra mercanti liguri e piemontesi) e da qui alla pianura piemontese, intorno ad Alessandria.

La chiesa, il cui tetto è oggi crollato, a navata unica, aveva l'ingresso rivolto a nord. A sinistra dell'ingresso si trova una tomba ad arcosolio, in marmo e ardesia, della nobile famiglia genovese dei Grimaldi, risalente al 1332, come risultava da un'epigrafe oggi scomparsa. Al di sotto della chiesa si trova un locale con 32 loculi, preceduto da un altro locale dove era un piccolo altare. Antistante la chiesa si apre un ampio prato, sul quale si affacciano altri fabbricati a destinazione abitativa ed una torretta di avvistamento. Quest'ultima ha piccole finestre rettangolari su tutti i lati e una merlatura a coronamento della copertura. La torretta per la sua posizione consentiva il completo controllo della strada che saliva all'abbazia.[1]

StoriaModifica

Sembra che il luogo fosse una stazione di posta già in epoca romana, ma è citato per la prima volta in un documento notarile del 30 gennaio 1267, in cui si accenna alla presenza in quel luogo di alcuni frati eremiti.[2]

All'inizio del XVI secolo gli stessi frati eremiti donarono il sito ai canonici regolari di Santa Croce di Mortara, i quali nel 1308 vi fondarono la chiesa di Santa Maria delle Cassinelle, come era riportato da un'epigrafe, anch'essa oggi scomparsa, che si trovava sul muro della chiesa[2]:

(LA)

«MCCCVIII. DIE. X MADII. EREMITE. DE. CASINELIS. UNIONEM AD. INVINCEM. FECERUNT, CUM S. CRUCIS. ORDINE. MORTARIENSIS. ET. HOC. PACTET
SECUNDUM. PRIVILEGIUM. CONCESSUS. PER. DOMINUM. NAPOLIONEM. TUNC. TEMPORIS. LE
GATUM. DOMINI. PAPE POSTEA. VERO. IN. M.CCC.VIII. DIE. VIII. OCTUBRIS. ETDIFICATA. FUIT. ECCLESIA. SANCTE. MARIE. DE. PLANO. PLATI. SIVE. DE. CASINELIS. PER FRATEM BENEDICTUM. DE. RICHO. DE LULIXANA. PRIOREM. DICTE. ECCLESIE
BENEVENUTUM. ET. MANFREDUM. ET. IOANNEM. DE. LULIXANA.
DEO GRACIAS.»

(IT)

«Nel 1308, giorno 10 del mese di maggio, gli eremiti di Cassinelle costituirono una reciproca unione con l’ ordine di Santa Croce di Mortara e questo fatto
fu concesso, secondo un privilegio, da Napoleone signore del tempo di allora,
legato al Papa. Quindi l’ 8 ottobre 1308 fu edificata la chiesa di Santa Maria del Piano, ossia di Cassinelle da frate Benedetto de Rico di Lulixana, priore di detta chiesa,
da Benvenuto, Manfredo e Giovanni di Lulixana.
Per grazia di Dio.»

La chiesa fu completata dopo un anno di lavori; nel XIV secolo nella cripta sottostante furono sepolti alcuni membri della famiglia Grimaldi.

 
La chiesa di San Pietro ai Prati

Nel 1451 il papa Niccolò V ne decretò l'unione con l'abbazia di San Nicolò del Boschetto, sancendo la fine dell'autonomia amministrativa del monastero. In conseguenza del decreto ai mortariensi subentrarono i benedettini[1], poi in seguito il complesso divenne commenda dei Fieschi e subì anche gravi danni durante l'occupazione austriaca del 1746-1747 (guerra di successione austriaca), perdendo anche la sua funzione di ospitale e stazione di posta, trasferita nella vicina località di San Pietro ai Prati, in posizione più protetta dai venti, nella valle del rio Bianchetta.[3]

Nel 1861 il complesso fu espropriato dallo stato e venduto a privati (famiglia Conte).[1] Utilizzato come abitazione rurale, fu completamente abbandonato nel XX secolo, ma intorno agli anni settanta era ancora in discrete condizioni di conservazione, come testimoniano le fotografie, scattate nel 1973.

Gli immobili tornarono al demanio dello stato nel 1975 per la rinuncia degli eredi alla morte dell'ultimo discendente della famiglia Conte.[1] Negli anni ottanta subì gravi danni per azioni vandaliche e andò incontro ad un degrado inarrestabile, con il crollo del tetto della chiesa, della quale restano solo i muri perimetrali e la cripta, posta al piano inferiore che, pur integra nelle strutture murarie, si presenta con le lapidi divelte e spezzate e gli altari distrutti (le salme che vi erano inumate furono trasferite altrove dopo i primi atti vandalici). Le fotografie, scattate a giugno 2008, testimoniano lo stato di degrado del complesso. Un recupero anche parziale del sito, ridotto oggi a pochi ruderi nascosti dalla vegetazione, non è mai stato programmato.

Come arrivareModifica

Il sito può essere raggiunto da Borzoli: partendo dalla stazione ferroviaria si raggiunge la chiesa di S. Stefano, imboccando subito via Rivassa, che presto diventa sterrata e poi sentiero. Superato il fosso Battestu su una passerella metallica si raggiungono alcune case da dove seguendo il segnavia FIE si percorre via San Rocco di Borzoli e poi via Cassinelle, passando accanto all'ex cappella di San Rocco (oggi abitazione privata) e si arriva in poco più di un chilometro ai ruderi dell'abbazia. In alternativa via S. Rocco di Borzoli può essere raggiunta da Sestri Ponente percorrendo via del Priano. Lo stato di manutenzione del percorso, soprattutto nel tratto finale, non è tuttavia ottimale.[4]

I ruderi dell'abbazia possono essere raggiunti anche dalla strada militare di Borzoli, che conduce alla discarica di Scarpino, attraverso un sentiero in discesa (non adeguatamente segnalato) che inizia dalla sella fra i monti Rocca dei Corvi e Teiolo, nei pressi della cappelletta del Teiolo.

NoteModifica

  1. ^ a b c d http://www.quotazero.com/allegati/rivista/QZcom_num1.pdf Articolo "L'Abbazia di Cassinelle, un sito dimenticato alle spalle di Sestri Ponente" su Quotazero.com (gennaio-marzo 2008)
  2. ^ a b Annali storici di Sestri Ponente e delle sue famiglie (dal secolo VII al secolo XV), in "Atti della Società ligure di storia patria", vol. XXXIV, Tipografia della Gioventù, Genova, 1904
  3. ^ Corinna Praga, "Genova fuori le mura"
  4. ^ Quotazero.com • Leggi argomento - Abbazia di Cassinelle

BibliografiaModifica

  • Corinna Praga, Genova fuori le mura, Genova, Fratelli Frilli Editori, 2006, ISBN 88-7563-197-2.
  • Davide Delfino, Articolo su "Il Corriere Sestrese", marzo 2005.
  • Annali storici di Sestri Ponente e delle sue famiglie (dal secolo VII al secolo XV), in "Atti della Società ligure di storia patria", vol. XXXIV, Genova, Tipografia della Gioventù, 1904.

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