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Adalberto I di Milano (c.925 – Contignaco 1002) fu conte Palatino e marchese di Milano e di Genova, capostipite della linea "Adalbertina" della casata degli Obertenghi.

Indice

BiografiaModifica

Era figlio primogenito di Oberto I [1], conte palatino, margravio della Marca Obertenga, marchese di Milano e di Genova, conte di Luni, Genova, Tortona e Milano, e di Guilla di Bonifazio, marchese di Spoleto.

Diede inizio al ramo della dinastia degli "Adalbertini" della casata degli Obertenghi, grandi feudatari che sercitarono autorità marchionale sulla marca obertenga, sui comitati di Luni, Genova, Tortona e Milano sopra un territorio ininterrotto con dapprima l'antica capitale Genova e poi Milano (sedi dei due margraviati) e di Pavia, che divenne sede naturale della famiglia con le nomine dei discendenti a conti palatini.

Adalberto è possessore di vasti tratti del patrimonio paterno in Lombardia e nell'Emilia e dell'immensa "terra obertinga" pisana, lucchese ed aretina, sia nell'Italia superiore, sia in Toscana e nelle isole del Tirreno.

Da Adalberto I e dei suoi eredi diretti iniziarono due delle quattro grandi diramazioni della stirpe obertenga derivate da una divisione patrimoniale lombarda e genovese poi avvenuta verso i primi anni del XI secolo: la casata dei marchesi Pallavicino fissata nei territori di Piacenza, Parma e Cremona; e la casata dei marchesi di Gavi, che si suddivisero nei marchesi Massa-Parodi, Massa-Corsica, Massa-Cagliari, Livorno, Piombino, ecc. ed ebbero con i possedimenti della Corsica e della Sardegna titoli reali aviti.

Suo fratello Oberto II degli Obertenghi, il cui ramo fu il progenitore delle due grandi famiglie delle casate D'Este e Malaspina; e dai Malaspina anche gli Brunswich-Hannover.[2]

Nel 975, alla morte del padre, successe assieme al fratello Oberto II nei titoli del margraviato della "Marca Obertenga", quindi scese a Pisa e si insediò nel castello di Massa, prendendo il possesso delle terre avite di famiglia e divenendo governatore della Marca di Toscana dal 975 al 996. Nel 996 ottenne il titolo di marchese dall'imperatore Ottone III e trasferì la residenza nel feudo di Soragna, che possedeva assieme al fratello Oberto II. Nell'anno 998 fondò e fortificò l'abitato di Contignaco.

Dopo la morte di Ottone III nel 1002, Adalberto si schierò contro l'elezione a re d'Italia nel 1002 di Arduino d'Ivrea, sostenuta da un nutrito gruppo di vassalli ostili al potere imperiale. Ma nel 1014 il potere passò a Enrico II.

DiscendenzaModifica

Adalberto ebbe tre figli:

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • S. Pivano Stato e Chiesa da Berengario I ad Arduino, Torino 1908, pagine 139-145
  • F. Gabotto Da Berengario I ad Arduino, in Arch. stor. ital.,s. 5, XLII (1908), p. 320
  • F. Gabotto I marchesi Obertenghi, in Giorn. stor. della Lunigiana, IX (1918), pp. 9, 10-14
  • F. Gabotto I marchesi obertenghi (conti di Tortona) fino alla pace di Luni (945-1124), in Per la storia di Tortona nell'età del Comune, «Biblioteca della Società storica subalpina», XCVI (1922-1925), pp. 149-190
  • U. Formentini Marca Januensis, Pontremoli 1926
  • U. Formentini Genova nel basso impero e nell'alto Medioevo, Milano 1941, pp. 218 ss.
  • Pompeo Litta, Famiglie celebri d'Italia. Pallavicino, Torino, 1835, ISBN non esistente.

Voci correlateModifica

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