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Aelita (film)

film del 1924 diretto da Jakov Aleksandrovič Protazanov

TramaModifica

La storia è ambientata nell'anno 1921: le radio del mondo intero captano un messaggio misterioso, il testo è sibillino in quanto comunica solo 3 parole di una lingua sconosciuta: « Anta… Odeli… Uta… ».

A Mosca, vivono l'ingegnere Los e il suo collega Spiridinov. Il primo di loro si sente spiato; scoprirà poi di essere osservato con un potente telescopio dalla regina di un pianeta lontano, l'Aelita del titolo del film. Egli inizia un sogno che mescola realtà e fantasia, in cui, dopo aver ucciso la moglie in un atto di gelosia,[1] parte subito verso il luogo da cui proviene il segnale, Marte. Al suo arrivo la incontra e si innamora di lei.[2]

Ma il suo compagno Gusev partito con lui gli chiarirà le idee facendo notare come la donna di cui è innamorato è in realtà una tiranna. Dopo aver iniziato una rivolta contro di lei i due fuggono.

ProduzioneModifica

Nel 1922, lo scrittore russo Aleksej Nikolaevič Tolstoj (18831945), pubblicò Aelita, uno dei suoi pochi romanzi di carattere fantascientifico.

Nel 1924 la casa cinematografica Mežrabpom-Rus' intenta a produrre film tratti dai classici,[3] si interessò alla produzione del film, e per il lavoro venne scelto il regista Jakov Protazanov (1881-1945), tornato da poco dalla Francia dove era emigrato nel 1920.[4]

Julija Solnceva (19011989), interprete di Aelita, era alla sua prima apparizione nel grande cinema.

DistribuzioneModifica

Copia della pellicola è conservata negli archivi del George Eastman Museum[5].

CriticaModifica

Le Izvestija scrissero a proposito del film: «La montagna ha partorito un topolino, ossia molto rumore per nulla. Un anno di lavoro, notevoli spese per la messa in scena e la pubblicità, la migliore organizzazione tecnica, un noto regista, attori interessanti, un celebre romanzo, un volo in un altro mondo, la rivoluzione su Marte, la Russia sovietica nel 1921... e il risultato: uno sciocco sogno di borghesuccio. Il fiero volo è finito con una bolla di sapone».

Il film fu giudicato mancante «d'uno scopo ideologico e artistico», un prodotto di compromesso per cercare di adeguarsi a un genere in voga nell'Europa occidentale: «La Russia sta seduta tra due sedie, delicatamente appollaiata sullo sgabello sovietico tenta di farsi un posto anche nella morbida poltrona straniera. Non ce l'ha fatta a sedersi su entrambe, e si è trovata tra loro e noi, come un conciliatore tra due forze opposte».[6]

Per lo storico Nikolaj Lebedev Aelita è «un tipico filmone commerciale, sontuoso, elegante, ben fotografato, ma ideologicamente vuoto ed esteticamente eclettico».[7]

NoteModifica

  1. ^ R. Chiavini, G. F. Pizzo, M. Tetro, Il grande cinema di fantascienza: aspettando il monolito nero: 1902-1967, 2003, p. 70.
  2. ^ R. Chiavini, G. F. Pizzo, G. De Turris, Dizionario dei personaggi fantastici: i protagonisti della fantascienza, della fantasy e dell'horror nel cinema, nel fumetto e nella letteratura, 1996, p. 16.
  3. ^ N. A. Lebedev, Il cinema muto sovietico, 1962, p. 148.
  4. ^ L. Kouléchov, F. Albéra, V. Posener, Ecrits (1917-1934), 1994, p. 92.
  5. ^ Silent Era
  6. ^ C. Chersonskij, Aelita, in «Izvestija», 2 ottobre 1924.
  7. ^ N. A. Lebedev, cit., p. 149.

BibliografiaModifica

  • Nikolaj A. Lebedev, Il cinema muto sovietico, Torino, Einaudi, 1962
  • Lev Kouléchov; François Albéra, Valérie Posener, Ecrits (1917-1934), Paris, Éditions L'Âge d'Homme, 1994 ISBN 978-2-8251-0509-2
  • Roberto Chiavini, Gian Filippo Pizzo, Gianfranco De Turris, Dizionario dei personaggi fantastici: i protagonisti della fantascienza, della fantasy e dell'horror nel cinema, nel fumetto e nella letteratura, Roma, Gremese, 1996 ISBN 978-88-7742-047-3
  • Roberto Chiavini, Gian Filippo Pizzo, Michele Tetro, Il grande cinema di fantascienza: aspettando il monolito nero: 1902-1967, Roma, Gremese, 2003 ISBN 978-88-8440-266-0

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