Aeroporto di Tobruch

aeroporto libico
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Aeroporto di Tobruch
aeroporto
Codice IATATOB
Codice ICAOHLTQ
Descrizione
StatoLibia Libia
RegioneDistretto di al-Butnan
CittàTobruch
HubLibyan Airways
Air Libya
Buraq Air
Costruzione2013
Coordinate32°05′45.96″N 23°50′15″E / 32.0961°N 23.8375°E32.0961; 23.8375Coordinate: 32°05′45.96″N 23°50′15″E / 32.0961°N 23.8375°E32.0961; 23.8375
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Libia
HLTQ
HLTQ

L'aeroporto di Tobruch, storicamente citato come aeroporto di Tobruk da fonti in lingua italiana, è un aeroporto civile della città di Tobruch in Libia.

L'aeroporto è hub per le compagnie aeree Air Libya, Buraq Air oltre che per la compagnia di bandiera Libyan Airways.

StoriaModifica

Nell'ambito della Campagna di Libia (1913-1921) la 104ª Squadriglia dotata di Farman 14 nel maggio 1917 crea una Sezione di 3 Farman 14 del Corpo Aeronautico italiano che diventa Squadriglia di Tripoli.

Nel dicembre 1918 è inquadrata come squadriglia Mista Farman di Bengasi con una sezione a Tobruch rimanendo anche nel dopoguerra per il presidio e la riconquista della colonia.[1] Nel 1930 era sede della 37ª Squadriglia IMAM Ro.1 dell'Aviazione della Cirenaica della Regia Aeronautica.[2]

Al 10 giugno 1940 era sede della 14ª Brigata Aerea Rex con l'8º Gruppo Caccia ed il 10º Gruppo Autonomo Caccia. Nel giugno 1940 la 159ª Squadriglia del 50º Stormo venne spostata sull'aeroporto T.2 (Tobruk). Alla fine di giugno 1940 lo Stormo venne schierato sul fronte egiziano con il Comando ed il 12º Gruppo (o 12º Gruppo caccia) al T.2. Da luglio a settembre 1940 anche il 16º Gruppo (ex XVI Gruppo) si riunisce al Campo T.2 bis. Nel luglio 1940 vi aveva sede anche il 9º Gruppo Caccia.

NoteModifica

  1. ^ I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, AM Ufficio Storico - Roberto Gentilli e Paolo Varriale, 1999 pagg. 301-303
  2. ^ L'aeronautica italiana: una storia del Novecento, Paolo Ferrari, 1999 pag. 327

BibliografiaModifica

  • I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, AM Ufficio Storico - Roberto Gentilli e Paolo Varriale, 1999