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Aeroporto di Venezia-Lido

Aeroporto di Venezia-Lido
Venezia Aeroporto Nicelli.jpg
Codice IATAnessuno
Codice ICAOLIPV
Codice WMO16100
Nome commercialeAeroporto di Venezia-Lido "Giovanni Nicelli"
Descrizione
TipoCivile
GestoreEnte Nazionale Aviazione Civile
Gestore torre di controlloENAV
StatoItalia Italia
RegioneVeneto Veneto
Posizionecirca 3 km dal centro di Venezia
Costruzione1909-1915
Classe ICAO1A
Cat. antincendioICAO
Altitudinem s.l.m.
Coordinate45°25′44″N 12°23′16″E / 45.428889°N 12.387778°E45.428889; 12.387778Coordinate: 45°25′44″N 12°23′16″E / 45.428889°N 12.387778°E45.428889; 12.387778
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
LIPV
LIPV
Sito web
Piste
Orientamento (QFU)LunghezzaSuperficie
05/23994
pista in erba

L'aeroporto di Venezia-Lido "Giovanni Nicelli" (una volta chiamato aeroporto di Venezia-San Nicolò),[1] è situato nella parte nord dell'isola del Lido di Venezia.

La pista in erba è di 994x45 m, con orientamento 05/23. L'aeroporto è anche dotato di eliporto, con area di atterraggio in erba di 25x35 m.

Indice

StoriaModifica

Il primo volo di un aeroplano su Venezia, un Farman II francese, pilotato dal campione automobilistico Umberto Cagno, risale al 1911 e fu il risultato di una iniziativa pubblicitaria della Compagnia Italiana Grandi Alberghi per attirare e divertire la ricca clientela.

Dopo quella prima esperienza, le esibizioni aeronautiche continuarono e, nella primavera del 1914, una pubblicità dell'Hôtel Excelsior avvertiva i futuri clienti che ci sarebbero stati a disposizione due idrovolanti, per il loro divertimento. Lo scoppio della prima guerra mondiale annullò l'iniziativa.

L'importanza della città lagunare come base di idrovolanti militari fu ben presto compresa dalla Marina Militare, che il 25 aprile 1913, Festa di San Marco, battezzò la nascita della prima squadriglia di idrovolanti al mondo, con il nome appunto di San Marco e con sede presso l'Arsenale. Alla squadriglia era annessa la scuola di pilotaggio, realizzandosi in tal modo un progetto proposto sin dal 30 ottobre 1912 dal capitano di fregata Ludovico de Filippis, brevettato a Centocelle nel 1910 e vice-ispettore dei Servizi Aeronautici del Ministero della Guerra sin dal 6 aprile 1911. In un primo tempo, l'attività della scuola si svolge in Canale delle Vergini, presso l'Arsenale, ma poco dopo viene trasferita sul nuovo idroscalo, realizzato nel canale del forte di S. Andrea, nell'Isola delle Vignole, non lontano dalla bocca di porto del Lido. L'organico della scuola è costituito dalla Squadriglia S. Marco, che utilizza inizialmente 8 idrovolanti di tipo eterogeneo (un idro Ginocchio, tre Borel 100 Hp, un Borel 80 Hp, due Curtiss Paulham 1912 e un Bréguet).

Allo scoppio della Prima guerra mondiale, Venezia fu facilmente esposta agli attacchi dei bombardieri austriaci, che colpirono la città fin dal primo giorno.

 
D'Annunzio con i piloti della Escadrille de Venise. Alla sua destra il Console francese

Per difendere la città lagunare dagli attacchi dall'alto, fu necessario ricorrere all'aiuto dell'alleato francese, rappresentato da una squadriglia di caccia terrestri, l'Escadrille N 92 i - N 392 - N 561, dotata di aerei Nieuport in vari modelli; essa, dal giugno 1916, passò dai Nieuport 10 ai Nieuport 11 e, nel successivo ottobre, ai Nieuport 17. La squadriglia, nota anche come Escadrille de Venise, ebbe come base operativa, dal dicembre 1915, il campo del Forte San Nicolò al Lido[2]. I reparti dell'aviazione italiani e francesi operarono con efficacia in numerose missioni di ricognizione, bombardamento di basi nemiche e difesa della città. Dall'11 marzo 1918, il Lido vide anche la nascita della 1ª Squadriglia navale S.A. (o Prima Squadriglia Navale Siluranti Aeree), al comando dello scrittore e maggiore Gabriele d'Annunzio, che vi rimase fino all'autunno 1919. Nella tarda primavera 1918 vi nacque anche la 241ª Squadriglia.

Dopo la guerra, il 18 agosto 1926, dalla pista dell'aeroporto di San Nicolò al Lido decollò il primo aereo di linea italiano, operato dalla società Società Anonima Transadriatica. Il volo era diretto a Vienna via Klagenfurt ed era effettuato con trimotori Junkers G 24. L'aeroporto del Lido, battezzato “Giovanni Nicelli”, divenne il primo aeroscalo d'Italia. La linea venne estesa l'anno successivo a Roma-Foligno-Venezia-Vienna, da parte sempre della Società Anonima Transadriatica.

Negli anni Cinquanta, per l'aeroporto iniziò il declino; tutte le compagnie che vi operavano si trasferirono, prima a Treviso (1953) e poi al nuovo aeroporto di Tessera (1960). Nel 1974 anche le Officine Aeronavali vennero spostate a Tessera. L'aeroporto, per anni, rimase attivo solo grazie al locale Aeroclub.

La sua aerostazione è l'unica in Italia ad essere rimasta indenne dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale e testimonia, oggi, il tipico stile architettonico delle aerostazioni anni '30; in essa, vi è un affresco raffigurante una mappa delle linee aeree del periodo.

NoteModifica

  1. ^ L'aeroporto è intitolato al Serg. Giovanni Nicelli (1893-1918), pilota dell'Aeronautica, 79ma Squadriglia, caduto in combattimento nel marzo 1918; asso della I Guerra Mondiale con 8 (o 9) vittorie confermate, decorato con 3 Medaglie d'Argento.
  2. ^ Una squadriglia di idro francesi, la CAM de Venise, dotata di FBA 100 e 150, era stanziata dal 2 giugno 1915 presso l'idroscalo del Forte di Sant'Andrea, nell'isola delle Vignole.

BibliografiaModifica

  • AA. VV., Il ritorno del "Nicelli". Novant'anni di storia dell'aeroporto del Lido di Venezia, Milano, Giorgio Apostolo, 2007
  • Pietro Lando, I porti aerei della laguna, Laboratoire Italien, 15/2014
  • D. Mechin, Entre guerre et dolce vita. L'Escadrille de Venise, Aerojournal, 39, ottobre-novembre 2004

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