Agenzia internazionale per le energie rinnovabili

Agenzia internazionale per le energie rinnovabili
(EN) International Renewable Energy Agency
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Paesi membri dell'Organizzazione
AbbreviazioneIRENA
Tipoorganizzazione internazionale
Fondazione26 gennaio 2009
Scopopromozione energie rinnovabili
Sede centraleEmirati Arabi Uniti Abu Dhabi
DirettoreFrancesco La Camera Italia Italia
Lingua ufficialeinglese
Membri165 paesi e Unione europea
Sito web

L'Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (International Renewable Energy Agency), conosciuta anche con l'acronimo IRENA, è un'organizzazione internazionale finalizzata ad incoraggiare l'adozione e l'utilizzo crescente e generalizzato delle energie rinnovabili in una prospettiva di sviluppo sostenibile. L'organizzazione è stata fondata il 26 gennaio 2009 a Bonn in Germania, il suo Statuto ha ottenuto fin dall'inizio la firma di settantacinque Stati.

ComposizioneModifica

Possono accedere all'Agenzia, in virtù dell'articolo 4 dello Statuto, gli Stati membri dell'Organizzazione delle Nazioni Unite e le organizzazioni internazionali avente carattere regionale costituite da Stati sovrani.

Attualmente fanno parte dell'Agenzia l'Unione europea e novantuno stati: Albania, Angola, Antigua e Barbuda, Armenia, Australia, Bangladesh, Bielorussia, Bosnia ed Erzegovina, Brunei, Bulgaria, Camerun, Capo Verde, Cipro, Corea del Sud, Croazia, Danimarca, Ecuador, Emirati Arabi Uniti, Eritrea, Etiopia, Figi, Filippine, Finlandia, Francia, Gambia, Georgia, Germania, Giappone, Gibuti, Grecia, Grenada, Islanda, Isole Marshall, Israele, Italia, Kenya, Lesotho, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Macedonia, Malaysia, Maldive, Mali, Malta, Mauritania, Mauritius, Messico, Moldavia, Monaco, Mongolia, Montenegro, Mozambico, Nauru, Nicaragua, Niger, Nigeria, Norvegia, Nuova Zelanda, Oman, Paesi Bassi, Palau, Panama, Polonia, Portogallo, Qatar, Repubblica Ceca, Repubblica Dominicana, Romania, Samoa, Senegal, Serbia, Seychelles, Sierra Leone, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Sri Lanka, Stati Uniti d'America, Sudafrica, Sudan, Svezia, Svizzera, Swaziland, Togo, Tonga, Tunisia, Turchia, Uruguay, Yemen.

Lo statuto è stato sottoscritto anche da altri sessantacinque Stati che non hanno però provveduto alla ratifica del trattato.

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