Akrai

sub-colonia greca edificata in Sicilia nel 663 a.C. dai siracusani.
Akrai
Acrae, Acre
Palazzolo Acreide Theater.jpg
Il teatro greco
Civiltà Grecia antica
Epoca VII secolo a.C.
Localizzazione
Stato Italia Italia
Comune Palazzolo Acreide
Mappa di localizzazione

Coordinate: 37°03′28.8″N 14°53′42″E / 37.058°N 14.895°E37.058; 14.895

Bouleuterion

Akrai fu una sub-colonia greca edificata in Sicilia nel 663 a.C. dai siracusani. Sorgeva nei pressi dell'attuale Palazzolo Acreide.[1]

Indice

StoriaModifica

Akrai fu la prima colonia di Siracusa fondata da parte di corinzi giunti nei territori siciliani:[1] dopo Akrai, sita nei pressi di Pantalica, ci furono Casmene (avamposto militare sul monte Lauro, nel 643 a.C.), Akrillai sulla strada per Gela e Kamarina, la più lontana delle colonie, fondata nel 598 a.C..[2][3]

Costruita in cima ad un colle, Akrai era difficilmente attaccabile e al tempo stesso costituiva un punto ideale per vigilare sui territori circostanti.[1] Grazie all'importanza della sua posizione strategica, la città si sviluppò fino a raggiungere il massimo splendore sotto il regno di Gerone II (275 a.C.-215 a.C.). Fedele a Siracusa, ebbe però vita politica, amministrativa e militare autonome, al punto che un suo esercito intercettò quello di Nicia (421 a.C.) nella Val di Noto o Valle dell'Anapo e contribuì alla sua sconfitta.

Nel 211 a.C., dopo la caduta di Siracusa, passò a far parte della provincia romana assumendo il nome latino Acre. La città passò in seguito sotto il dominio bizantino fino all'invasione araba.

ScaviModifica

La cittadina fu completamente distrutta dagli Arabi nell'827 e il sito, rimasto abbandonato, pian piano venne ricoperto da terriccio e vegetazione spontanea scomparendo alla vista e venendo dimenticato per quasi otto secoli. Uno dei primi studiosi che individuarono il sito della città scomparsa fu lo studioso siciliano Tommaso Fazello;[1] in seguito altri se ne interessarono e in particolare il barone Gabriele Judica,[1] che nella prima parte del XIX secolo intraprese i primi scavi archeologici nel sito di Akrai[1] e descrisse le sue ricerche nel suo libro Le antichità di Acre pubblicato nel 1819.

Gli scavi successivi della città arcaica hanno riportato alla luce il teatro,[1] di piccole dimensioni ma in ottimo stato di conservazione. Sulla parte posteriore sorgono due latomie, cave di pietra, denominate Intagliata e Intagliatella della metà del IV secolo a.C. Sul pianoro sopra la latomia dell'Intagliata si trovano i blocchi di base dell'Aphrodision, il Tempio di Afrodite eretto nel VI secolo a.C.[1]

Sul lato occidentale sorge il Bouleuterion, dove il consiglio cittadino si riuniva. Il Bouleuterion fu scoperto sempre da Judica nel 1820.[1] Ad est del colle sorgono i Templi Ferali dedicati al culto dei morti.

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g h i http://www.regione.sicilia.it/beniculturali/dirbenicult/database/page_musei/pagina_musei.asp?ID=56&IdSito=85
  2. ^ http://www.regione.sicilia.it/beniculturali/dirbenicult/database/page_musei/pagina_musei.asp?ID=29&IdSito=121
  3. ^ Acre e Casmene furono fondate dai Siracusani: Acre settant'anni dopo Siracusa, Casmene vent'anni circa dopo Acre. Anche la colonizzazione più antica di Camarina si deve attribuire ai Siracusani, circa centotrentacinque anni dopo che si fondò Siracusa; ne furono nominati ecisti Dascone e Menecolo.- Tucidide, La guerra del Peloponneso, Libro VI 5

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