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Alfredo Antoniozzi

Eurodeputato
Durata mandato 20 luglio 2004 –
1° luglio 2014
Legislature VI, VII
Gruppo
parlamentare
Gruppo del Partito Popolare Europeo
Circoscrizione Italia centrale
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Fratelli d’Italia (dal 2019)
Precedenti:
DC (fino al 1994)
FI (1994-2009)
PdL (2009-2013)
NCD (2013-2017)
AP (2017)
NcI (2017-2019)
Titolo di studio laurea in giurisprudenza
Professione funzionario pubblico

Alfredo Antoniozzi (Cosenza, 18 marzo 1956) è un politico italiano.

Indice

BiografiaModifica

Laureato in giurisprudenza, è stato coordinatore provinciale di Forza Italia di Roma fino allo scioglimento del partito sancito con il congresso nazionale del Popolo della Libertà il 27 e 28 marzo 2008. È stato assessore al Comune di Roma, consigliere e assessore regionale del Lazio, con un passato nella Democrazia Cristiana. Nel 2001 si è candidato alla Camera dei deputati nel collegio Roma Val Melaina: sostenuto dalla Casa delle Libertà, ottenne il 43,6% dei voti e venne sconfitto dalla rappresentante dell'Ulivo Carla Rocchi. È il figlio di Dario Antoniozzi, ex ministro e più volte deputato della Democrazia Cristiana.

Parlamentare europeoModifica

Fu eletto una prima volta al Parlamento europeo nel 2004 per la lista di Forza Italia nella circoscrizione centro, ricevendo 60 000 preferenze. È stato iscritto al gruppo del Partito Popolare Europeo.

Nel dicembre del 2005, è proposto candidato di Forza Italia alla carica di sindaco di Roma, quando già gli altri partiti della coalizione - AN e UDC - avevano schierato in campo i loro rispettivi candidati, Gianni Alemanno e Mario Baccini. La sua candidatura, di comune accordo, venne ritirata in occasione della convergenza unitaria della coalizione sulla figura di Alemanno, poi sconfitto nel 2006 da Walter Veltroni.

Nel 2008 viene presentato dal neonato partito del Popolo della Libertà come candidato presidente della provincia di Roma; per promuovere la propria candidatura sottoscrive con Gianni Alemanno (di nuovo candidato a sindaco di Roma, poi eletto) e gli altri leader del Popolo della Libertà un Patto con Roma.[1] Al primo turno Antoniozzi ottiene il 37% dei consensi, approdando al ballottaggio in programma per il 27 e 28 aprile, nel quale con circa 950 000 voti, arrivando ad oltre il 48,5% dei voti, viene sconfitto di poco dal candidato del centro-sinistra Nicola Zingaretti, che prese circa un milione di voti.

Rieletto al Parlamento Europeo con 109 319 preferenze nel 2009. Nella classifica riportata dal sito del Parlamento Europeo www.mepranking.eu, al 26 aprile 2011, tra i 735 membri risulta essere classificato al 150º posto per numero di attività svolte (interrogazioni, interventi in aula) mentre tra i 72 europarlamentari italiani risulta ricoprire il 12º posto per numero di interventi in aula e il 18º posto per numero di interrogazioni. Recentemente ha difeso il rispetto e la conservazione della lingua italiana presso le istituzioni Europee, con numerosi interventi.

È stato Assessore al Patrimonio, alla Casa e ai Progetti speciali del Comune di Roma fino al 20 febbraio 2012 giorno in cui rassegna le dimissioni per favorire l'ingresso di un assessore di sesso femminile, necessario al rispetto della normativa delle quote rosa.

Il 16 novembre 2013, con la sospensione delle attività del Popolo della Libertà[2], aderisce al Nuovo Centrodestra guidato da Angelino Alfano[3][4]. Ricandidato alle europee del 2014 per la lista NCD-UDC, raccoglie 19.349 preferenze nella Circoscrizione Centro arrivando quarto e non risultando eletto. Alle europee del 2019 si presenta con Fratelli d'Italia ma con 19.796 voti presi nella Circoscrizione Centro si piazza in quarta posizione non risultando eletto.[5]

NoteModifica

Collegamenti esterniModifica