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Andreina Sacco

atleta, insegnante e dirigente sportiva italiana
Andreina Sacco
Squadra della Reale Società Ginnastica di Torino - 1928.jpg
La squadra della Reale Società Ginnastica di Torino nel 1928. Andreina Sacco è la prima in alto a sinistra
Nazionalità Italia Italia
Atletica leggera Athletics pictogram.svg
Specialità Salto in alto
Salto in lungo
Getto del peso
Lancio del disco
Velocità
 

Andreina Sacco Gotta (Torino, 2 febbraio 1904Roma, 22 luglio 1988) è stata un'atleta poliedrica, ginnasta, cestista, dirigente sportiva e insegnante italiana.

BiografiaModifica

Si diplomò in educazione fisica nel 1921 presso il Regio Istituto di Magistero per l'Educazione Fisica di Torino; nel 1925 si diplomò in composizione presso gli Istituti Magistrali presso il liceo musicale Giuseppe Verdi, sempre a Torino, e ricevette abilitazione all'insegnamento del canto corale. Si diplomò anche in pianoforte nel 1930, conseguendo il diploma superiore del medesimo strumento nel 1933[1].

Fu un'atleta dalla grande poliedricità: tra il 1924 e il 1926 conquistò sette titoli nazionali in cinque diverse specialità dell'atletica leggera, facendo registrare in più occasioni il record italiano nel salto in alto e nel salto in lungo.

Dal 1926 al 1975 fu giudice federale di ginnastica. Fu per anni tesserata per la Reale Società Ginnastica di Torino, dove riuscì a definire gli elementi essenziali della ginnastica ritmica moderna[1].

Nel 1932 sposò Mario Gotta, presidente della Federazione Ginnastica d'Italia e direttore dell'ISEF di Roma. Dal 1933 al 1938 fu insegnante di educazione fisica presso alcune scuole superiori di Brescia, Novara, Milano, Torino e Roma[1].

Nel 1952 la ginnastica ritmica entrò a far parte dei programmi scolastici col nome di ginnastica femminile moderna ad opera della professoressa Andreina Sacco[2]. Il suo metodo di insegnamento, alla base del quale si pongono l'indispensabile affinamento del senso ritmico, la percezione e la produzione degli accenti musicali e motori, l'acquisizione teorica dei valori ritmici e la capacità di interpretarli con movimenti tecnicamente corretti, sia a corpo libero che con i piccoli attrezzi, fu approvato dal Ministero della Pubblica Istruzione con ordinanza del 12 giugno 1953 e la ginnastica ritmica entrò a far parte dei programmi scolastici col nome di ginnastica femminile moderna; la Sacco ne fu docente presso l'Istituto Superiore Statale di Educazione Fisica di Roma dal 1953 fino al pensionamento nel 1965[1].

Fu direttrice tecnica della sezione ginnastica artistica femminile dal 1963 al 1972. L'anno successivo divenne ispettrice tecnica nazionale per la ginnastica ritmico-sportiva fino al 1976. Dal 1977 al 1980 è stata consigliere federale[1].

Tra il 1952 e il 1976 fu membro del comitato tecnico della Federazione Internazionale di Ginnastica, per quale ricoprì la carica di presidente del comitato tecnico dal 1972 al 1980. fu parte dei comitati organizzatori dei campionati del mondo di ginnastica e dei Giochi olimpici fino a Mosca 1980[1].

Nel 1950 le fu assegnato il Distintivo d’Onore di Atleta Azzurra, mentre nel 1974 divenne cavaliere della Repubblica Italiana. Il CONI le assegnò la stella d'oro al merito sportivo nel 1975 e nel 1980 fu nominata membro onorario della Federazione Internazionale di Ginnastica[1].

Atletica leggeraModifica

Campionati nazionaliModifica

1923
1924
1925
  •   Oro ai campionati italiani assoluti di atletica leggera, salto in alto - 1,35 m
  •   Oro ai campionati italiani assoluti di atletica leggera, salto in lungo - 4,51 m
  •   Oro ai campionati italiani assoluti di atletica leggera, getto del peso - 15,96 m
  •   Oro ai campionati italiani assoluti di atletica leggera, lancio del disco - 22,76 m
1926

OnorificenzeModifica

PubblicazioniModifica

Andreina Sacco fu autrice di diverse pubblicazioni di carattere pedagogico e tecnico-sportivo, tra le quali:

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g Andreina Gotta Sacco, su realeginnastica-to.it. URL consultato il 26 febbraio 2015.
  2. ^ Storia della Federazione Ginnastica d'Italia, su federginnastica.it. URL consultato il 26 febbraio 2015.
  3. ^ Fu il primo campionato italiano assoluto femminile: si tenne al campo della Forza e Coraggio di Milano.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN75573471 · ISNI (EN0000 0000 3217 3580 · SBN IT\ICCU\CFIV\028170 · LCCN (ENn96001014 · WorldCat Identities (ENn96-001014