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Angelo Manna
Angelomanna.jpg

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature IX, X
Gruppo
parlamentare
MSI-DN
Collegio Napoli
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale
Titolo di studio laurea in giurisprudenza
Professione giornalista

Angelo Manna (Acerra, 8 giugno 1935Napoli, 11 giugno 2001) è stato un giornalista, politico e poeta italiano.

Indice

FormazioneModifica

Laureato in giurisprudenza, ha lavorato dal 1960 al 1971 per Il Mattino.[1] Successivamente, ha condotto per diversi anni sull'emittente televisiva locale Canale 21 il programma televisivo Il Tormentone. Ha partecipato insieme ad altri giornalisti all'ideazione di Cronache dal mondo.

Storico, poeta e letteratoModifica

È stato autore di scritti di storia e di letteratura di stampo meridionalistico, con particolare riferimento alla realtà napoletana. Ha scritto prefazioni per libri recenti e per ristampe di libri ormai rari. Ha dato alle stampe "Cose di Napoli" (1978-1979), tre volumi di commenti a documenti inediti o rari riguardanti la storia di Napoli, "Quegli assassini dei fratelli d’Italia" (1990), "Politici meridionalisti tra rinnegamenti ed abiure" (1991), "’A mazza e ’o pivuzo", il giuoco fanciullesco più religioso del mondo (1987), "’E ffunnachere", la IV egloga – Melpomene – delle Muse Napolitane di G.B. Basile, "Napile e io", "1799: Morte a li Francise", "Care Paisane", "Sunettiatella" Poesie (1994), "Il brigantaggio postunitario" (Saggio, 1991), "Nicola Capasso", un’arca di scienza e di crudeltà (Saggio, 1996), "Emmanuele Rocco": Basilio Puoti lo odiò e per lui fu l’oblio (Saggio,1996), "Luigi Molinaro del Chiaro": gran bel pudore spudorato, il suo (Saggio,1996), "In primis feriae" (sugli avvocati napoletani del Cinque e del Seicento), "’O Quatto ’e Maggio" nella storia di ieri (dal 1500) e di oggi (1996), "Italia, Italia, Italia", comprendente saggi su Italia, Gran Madre delle selve montane e dei cicli vitali, su Federico II e il suo sogno italiano, sul bellum italicum mirante, da parte degli italici, all'ottenimento della par condicio (dal 90 a.C. a Mario e Silla). Tra i suoi lavori più conosciuti si ricorda L'Inferno della Poesia Napoletana (pubblicato nel 1974), un'antologia di poesie napoletane contenute anche in un audio-libro nel quale furono recitate dall'attore Aldo Giuffré.

Deputato alla CameraModifica

Candidato indipendente nelle liste del MSI, nel 1983 è stato eletto deputato fino al 1987, e subentrando nel 1988 nella successiva tornata elettorale. Restò deputato fino al 1992.[2] Dagli scranni di Montecitorio avanzò diverse proposte a difesa del Sud e della sua cultura, come: l’insegnamento obbligatorio della “lingua napoletana” nelle scuole pubbliche, preclusione degli appalti campani alle imprese del Nord, fondazione di un Ente di tutela e valorizzazione della canzone napoletana. Infine propose che “ ‘O SOLE MIO” venisse dichiarata “bene popolare” e che a Napoli venissero destinati i diritti d’autore.

Era il 4 marzo del 1991 quando, nella Camera dei Deputati, pronunciò una storica interpellanza con la quale chiedeva al Ministro della Difesa, rappresentato in quella seduta dal sottosegretario Clemente Mastella, di togliere il segreto di stato dall’archivio dell’esercito italiano e su tutti quei documenti comprovanti “gli intenzionali bestiali crimini perpetrati dalla soldataglia piemontese” ai danni delle popolazioni inermi delle “usurpate province meridionali”.

NoteModifica

  1. ^ Biografia – Associazione "Amici di Angelo Manna", su angelomanna.it. URL consultato il 22 aprile 2019.
  2. ^ Angelo Manna / Deputati / Camera dei deputati - Portale storico, su storia.camera.it. URL consultato il 22 aprile 2019.

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN189162279 · ISNI (EN0000 0003 8532 0371 · LCCN (ENn87857273 · GND (DE158527011