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Arctictis binturong

specie di animale della famiglia Viverridae

DescrizioneModifica

DimensioniModifica

Carnivoro di medie-grandi dimensioni, con lunghezza della testa e del corpo tra 522 e 900 mm, la lunghezza della coda tra 520 e 890 mm, la lunghezza del piede tra 100 e 135 mm, la lunghezza delle orecchie tra 45 e 65 mm e un peso fino a 14 kg.[3]
È il più grande viverride vivente, e la pelliccia arruffata lo fa sembrare ancora più grande.

Caratteristiche craniche e dentarieModifica

Il cranio è simile a quello del genere Paguma, ma più grande e con il palato più curvo longitudinalmente. L'area post-orbitale non è compressa. Il secondo molare superiore e il primo premolare inferiore risultano spesso mancanti.

Sono caratterizzati dalla seguente formula dentaria:

2 4 1 3 3 1 4 2
2 4 1 3 3 1 4 2
Totale: 40
1.Incisivi; 2.Canini; 3.Premolari; 4.Molari;
 
Cranio e dentatura, come illustrato in Histoire naturelle des mammifères di Gervais

AspettoModifica

Il colore generale del corpo è nerastro, variabile da un individuo all'altro in funzione della quantità di peli con la punta più chiara. In alcuni esemplari la testa è completamente grigia, quasi bianca, e in altri il grigio si estende dietro fino alle spalle. Le orecchie sono arrotondate con i margini bianchi. I peli dietro ogni orecchio sono lunghi e si estendono oltre la punta, formando un lungo ciuffo. La coda è lunga, densamente ricoperta di peli specialmente all'attaccatura, e prensile. Questa caratteristica è unica tra i carnivori del vecchio mondo. L'unico altro carnivoro a possederla è il Cercoletto. L'andatura è plantigrada. Gli artigli sono semi-retrattili, corti e leggermente ricurvi. Le piante dei piedi sono prive di peli, incluso il tallone. Le femmine hanno due paia di mammelle.

BiologiaModifica

ComportamentoModifica

È una specie principalmente arboricola e notturna. Scende a terra frequentemente, per spostarsi da un albero all'altro, poiché risulta molto difficile saltare tra i rami visto la possente mole. Riposa normalmente raggomitolato, con la testa avvolta nella coda. È un discreto nuotatore. Si immerge per cacciare pesci. Vive solitario o in piccoli gruppi di adulti insieme a piccoli immaturi.

AlimentazioneModifica

La dieta consiste principalmente di uccelli, carogne, frutta, foglie e germogli.

RiproduzioneModifica

Le nascite avvengono durante tutto l'anno. Le femmine hanno più di un periodo di estro senza un stagione riproduttiva specifica. Danno alla luce solitamente due piccoli l'anno. I picchi delle nascite si riscontrano tra gennaio e marzo. La gestazione dura tra gli 84 e 99 giorni. Raggiungono la maturità sessuale dopo circa un anno. L'aspettativa di vita in cattività è di 22 anni e 11 mesi.

Distribuzione e habitatModifica

Questa specie è diffusa in Cina, Indocina, Indonesia e Filippine.

Vive nelle dense foreste sia primarie che secondarie. Nelle Filippine è stato osservato fino a 400 metri di altitudine. Fino a qualche tempo fa era abbondante ovunque.

TassonomiaModifica

Sono state riconosciute 6 sottospecie:

Rapporti con l'uomoModifica

Viene spesso utilizzato come animale da compagnia, poiché è facilmente addomesticabile. Si affeziona facilmente al proprio padrone.

Stato di conservazioneModifica

La IUCN Red List, considerato che la popolazione si è ridotta del 30% negli ultimi 30 anni a causa della perdita del proprio habitat e del commercio illegale , classifica A.binturong come specie vulnerabile (VU).[1]

NoteModifica

  1. ^ a b c (EN) Widmann, P., De Leon, J. & Duckworth, J.W. 2008, Arctictis binturong, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2019.2, IUCN, 2019.
  2. ^ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Arctictis binturong, in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.
  3. ^ Smith & Xie, 2008.

BibliografiaModifica

  • Ronald M. Novak, Walker's Mammals of the World, 6th edition, Johns Hopkins University Press, 1999. ISBN 9780801857898
  • B. Lekagul & J.A. McNeely, Mammals of Thailand, Bangkok, 1977, ISBN 974-86806-1-4.
  • Charles M.Francis, A Guide to the Mammals of Southeast Asia, Princeton University Press, 2008, ISBN 978-0-691-13551-9.
  • Andrew T.Smith & Yan Xie, A guide to the Mammals of China, Princeton University Press, 2008, ISBN 978-0-691-09984-2.

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