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Arnoldo II di Bentheim-Tecklenburg

nobile tedesco
Arnoldo III di Bentheim-Steinfurt-Tecklenburg-Limburg
Graf Arnold IV. von Steinfurt.jpg
Conte di Bentheim, Tecklenburg e Steinfurt
Conte di Limburgo
Nascita Neuenhaus, 10 o 11 ottobre 1554
Morte Tecklenburg, 11 gennaio 1606
Luogo di sepoltura Chiesa protestante di Bad Bentheim
Dinastia Casato di Bentheim-Steinfurt
Padre Eberwin III di Bentheim-Steinfurt
Madre Anna di Tecklenburg-Schwerin
Consorte Maddalena di Neuenahr-Alpen
Figli Ottone, Eberwin Wirich, Adolfo, Anna, Arnoldo Jost, Amalia Amoena, Guglielmo Enrico, Corrado Gumprecht, Amoena Amalia, Federico Ludolfo, Maddalena

Arnoldo III di Bentheim-Tecklenburg-Steinfurt-Limburg (Neuenhaus, 10 o 11 ottobre 1554Tecklenburg, 11 gennaio 1606) fu un nobiluomo tedesco, conte di Bentheim, Tecklenburg e Steinfurt, e jure uxoris conte di Limburgo. Governò come Arnoldo IV su Bentheim e Tecklenburg e come Arnoldo II a Steinfurt.

BiografiaModifica

Arnoldo era figlio del conte Eberwin III di Bentheim-Steinfurt (della linea maggiore) e della moglie, la contessa Anna di Tecklenburg-Schwerin.

Trascorse la sua giovinezza presso l'abbazia di Leeden assieme alla sorella Walburga. La madre lo educò personalmente in materia religiosa. Egli frequentò inoltre la scuola principesca di Jülich dove studiò le arti, lingue e le pratiche cavalleresche. Egli ebbe insegnanti protestanti, ma anche cattolici.

Nel 1571 egli si recò a Strasburgo per studiare teologia protestante, diritto e politica. Egli aveva pianificato di visitare la corte francese a Parigi al termine del suo Grand Tour, ma durante il viaggio ricevette notizia di una rivolta nella capitale francese: il massacro dela notte di san Bartolomeo lo fece desistere dal seguire il suo programma e completò quindi i suoi studi presso la corte del Langravio di Assia-Kassel.

Il 26 luglio 1573 egli sposò Maddalena, figlia del conte Gumprecht II di Neuenahr-Alpen.

Arnoldo riuscì a riunire pacificamente numerosi territori nelle sue mani, grazie ad eredità e al matrimonio. Deteneva le Contee di Bentheim, Tecklenburg, Steinfurt, Limburg an der Lenne, la Signoria di Rheda oltre a possedimenti nel Basso Reno e diritti di balivato nell'Arcidiocesi di Colonia; questo diede al Casato di Bentheim-Tecklenburg un importante ruolo politico. D'altronde il casato non seguiva le regole della primogenitura e quindi si arrivò ad una frammentazione dei possedimenti di famiglia, che fecero perdere importanza alla dinastia. Durante il suo regno, Arnoldo dovette affrontare una lite legale con i Conti di Solms-Braunfels circa l'eredità della Contea di Tecklenburg.

Tra il 1588 e il 1593, Arnoldo III introdusse gradualmente nei suoi territori la dottrina riformata di Giovanni Calvino e di Huldrych Zwingli, che aveva studiato in dettaglio mentre era a Strasburgo nel 1571 - 1572. Il periodo trascorso a Strasburgo influenzò infatti notevolmente i suoi atteggiamenti in merito alla religione e soprattutto le sue posizioni sulla politica e sull'istruzione. Arnoldo III supportò le istituzioni scolastiche esistenti e fondò numerose scuole nei suoi possedimenti. Nel settembre 1588 egli fondò la sua prima scuola, una scuola latina nel monastero abbandonato di Schüttorf; nel 1591, a causa di un'incombente invasione di truppe nemiche, venne trasferita a Steinfurt e nel 1853 la scuola venne ampliata e ribattezzata in suo onore Arnoldium.

Arnoldo III morì nel 1606 e fu sepolto nella chiesa protestante di Bad Bentheim.

Matrimonio e discendenzaModifica

Dalla moglie Magdalena di Neuenahr-Alpen ebbe i seguenti figli:

BibliografiaModifica

  • Oskar Prinz von Bentheim, "Anna von Tecklenburg 1532-1582. Die erste evangelische Regentin in Westfalen" in Jahrbuch für westfälische Kirchengeschichte, vol. 98, 2003, pag. 77-86
  • Gerhard Arnold Rumpius, Des Heiligen Römischen Reichs uhralte hochlöbliche Graffschafft Tekelenburg, 1672, ristampato: Edition Howe, 1988, ISBN 3-925147-02-0, pag. 105
  • Geh. Justizrat Müller, Aus der Geschichte der Grafschaft Tecklenburg, Verlag Bischof, Arnsberg, 1920, pag. 12

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN292902765 · ISNI (EN0000 0003 9934 4091 · GND (DE124292100 · CERL cnp00979776 · WorldCat Identities (EN292902765