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assedio di Lucca
Dataprimo assedio: novembre 1429-luglio 1430 secondo assedio:1430-1431
LuogoLucca
Esitovittoria di Lucca
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Nel 1429 Firenze, appena uscita vittoriosa dalla guerra contro Milano, decise di vendicarsi di Paolo Guinigi, signore di Lucca che si era schierato al fianco dei milanesi nella precedente guerra, ragion per cui i Fiorentini indussero Niccolò Fortebraccio a invadere i territori lucchesi nel novembre del 1429 e un mese dopo dichiarò guerra a Lucca.

I Lucchesi, aiutati dai Senesi tennero testa ai fiorentini per diversi giorni ma, convinti di non poter resistere ancora a lungo, chiesero aiuto al Visconti che però si era impegnato nella pace di Ferrara a non immischiarsi negli affari della Toscana, quindi fece finta di congedare Francesco Sforza e lo mandò con un forte esercito a soccorrere Lucca.

Lo Sforza penetrò in Toscana nel luglio del 1430 e costrinse i fiorentini a ritirarsi da Lucca mentre il Guinigi, che aveva accanitamente difeso Lucca, fu accusato di aver trattato con i Fiorentini, venne arrestato e venne consegnato a Francesco Sforza che lo fece rinchiudere nelle carceri di Pavia dove morì due anni dopo.

I Lucchesi, liberatisi dal loro signore credevano di aver sconfitto definitivamente Firenze ma invece questa, mossa dal desiderio di vendetta del Guingi e dalla voglia di conquistare Lucca, imbracciò le armi conto Lucca ancora una volta e pagò 50.000 fiorini a Francesco Sforza per abbandonare la città.

Lo Sforza intascò i soldi e con il pretesto dell'epidemia di peste scoppiata a Lucca, la abbandonò con il suo esercito.

Subito dopo i Fiorentini tornarono ad assediare Lucca e i lucchesi si rivolsero di nuovo a Filippo Maria Visconti, il quale trovò il modo di aiutarli indirettamente facendo intervenire Genova che, facendo valere un antico trattato con Lucca, intimò ai Fiorentini di non molestare quella città.

Al rifiuto di Firenze, Genova mandò il suo esercito forte di 3.000 cavalli 5.000 fanti e 1.000 balestrieri genovesi capitanato da Niccolò Piccinino, (ceduto ad essi dal Visconti) in soccorso ai Lucchesi assediati.

I Fiorentini avevano attaccato la fortezza diverse volte durante l'assedio e sembrava destinata a cadere, ma quando arrivò Niccolò Piccinino i Fiorentini furono costretti ad affrontarlo in una sanguinosa battaglia sulle rive del Serchio (Battaglia del Serchio) dove vennero presi alle spalle dagli abitanti e dai militari a guardia di Lucca.

Guido Antonio da Montefeltro venne pesantemente sconfitto e, durante la ritirata, lasciò nelle mani dei nemici 4.000 cavalli, tutta l'artiglieria e le munizioni.

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