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Aston Martin Vulcan

autovettura del 2015 prodotta dalla Aston Martin
Aston Martin Vulcan
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Descrizione generale
Costruttore Regno Unito  Aston Martin
Tipo principale Berlinetta
Produzione dal 2015
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza 4807 mm
Larghezza 2063 mm
Altezza 1235 mm
Massa 1350 kg
Altro
Assemblaggio Gaydon
Stile Marek Reichman
Auto simili Ferrari FXX K, McLaren P1 GTR, Pagani Zonda R
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L'Aston Martin Vulcan è una vettura ad alte prestazioni costruita dalla casa automobilistica britannica Aston Martin a partire dal 2015; è stata presentata al salone di Ginevra dello stesso anno.[1]

Indice

NomeModifica

Come da tradizione del produttore inglese tutte le sue vetture che non seguono la nomenclatura a sigla utilizzano la lettera "V" come iniziale, cui la Vulcan non fa eccezione. Questo nome è un richiamo al cacciabombardiere Avro Vulcan B.2 XH558 utilizzato negli anni 80 dall'aviazione britannica.[2]

Profilo e tecnicaModifica

L'auto presenta una configurazione a due porte e dotata di due soli posti. Il suo motore V12 da 7,0 litri aspirato, montato su un telaio di supporto realizzato in lega di alluminio con il corpo vettura e la monoscocca (dal peso di 180 kg) invece composti in fibra di carbonio realizzati dalla Multimatic in Canada, ha una potenza di circa 820 CV; esso deriva dal classico V12 dell'azienda di Gaydon, a cui è stata incrementata la cilindrata e a cui sono stati modificati il blocco motore, i pistoni e le bielle-manovelle il tutto gestito da una centralina elettronica creata dalla Cosworth. La Vulcan è dotato di freni della Brembo in carboceramica con diametro all'avantreno di 380 mm e al retrotreno 360 mm, differenziale a slittamento limitato, cambio sequenziale Xtrac a 6 rapporti, per un peso complessivo di 1350 kg. Il propulsore è montato in posizione anteriore-centrale con la trazione che è posteriore con il cambio montato con lo schema transaxle, caratteristiche tecniche tipiche del costruttore britannico. Grande attenzione è stata fatta alla carrozzeria studiata alla galleria del vento che grazie alle varie appendici e al grande spoiler posteriore esercitano a 160 km/h un carico aerodinamico di 324 kg. Gli ammortizzatori e le barre antirollio sono a controllo elettronico attraverso un sistema chiamato Dynamic Suspension Spool Valve (DSSV). L'albero di trasmissione è fibra di carbonio con rivestimenti in magnesio per contenere i pesi per resistere alle sollecitazioni della coppia motrice che è pari a 780 Nm.

La Vulcan è stata disegnata dal designer Aston Martin Marek Reichman, prendendo ispirazioni dai modelli contemporanei quali le Aston Martin Vantage, DB9 e One-77. La produzione del veicolo è stabilita in edizione limitata a soli 24 esemplari.

La Vulcan va a competere con vetture realizzate appositamente per il solo uso in pista senza omologazione stradale quali la Ferrari FXX K, Zonda R e la McLaren P1 GTR.

Gli pneumatici, realizzati dalla Michelin, alle ruote posteriori misurano 345/30x19 mentre all'anteriore sono da 305/30x19. Le prestazioni nello scatto da 0 a 100 sono di 2,8 secondi con una punta massima di 328 km/h.[3]

Vulcan AMR ProModifica

Nel giugno 2017 al Festival di Goodwood ne è stata presentata un'evoluzione, la Vulcan AMR Pro, che consiste in un kit aerodinamico per la carrozzeria da montare dopo l'acquisto della vettura. Esso è composto da una nuova carrozzeria con diverse carenature specifiche, nuove appendici e codolini aerodinamici all'anteriore e una nuova ala posteriore che l'alleggeriscono di 5 kg, con un incremento della deportanza che versa sulla carrozzeria.[4]

NoteModifica

  1. ^ Salone di Ginevra, Aston Martin Vulcan in eruzione, in OmniAuto.it. URL consultato il 22 luglio 2017.
  2. ^ Aston Martin Vulcan: in cielo e in terra... - News - Panoramauto, in Panoramauto, 5 ottobre 2015. URL consultato il 23 luglio 2017.
  3. ^ Aston Martin Vulcan [Video prime impressioni], in Automoto.it. URL consultato il 23 luglio 2017.
  4. ^ Aston Martin Vulcan AMR Pro, una forza "schiacciante", in OmniAuto.it. URL consultato il 23 luglio 2017.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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