Apri il menu principale
Atropo
Descrizione generale
Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg
Tiposommergibile posamine
ClasseFoca
ProprietàFlag of Italy (1861-1946) crowned.svg Regia Marina
CantiereTosi, Taranto
Impostazione10 luglio 1937
Varo20 novembre 1938
Entrata in servizio14 febbraio 1939
Radiazione1º febbraio 1948
Destino finaledemolito
Caratteristiche generali
Dislocamento in immersione1659,44 t[1]
Dislocamento in emersione1333,04 t
Lunghezza82,25 m
Larghezza7,166 m
Pescaggio5,93 m
Profondità operativa100 (collaudo)[1] m
Propulsione2 motori diesel Tosi da 2900 HP + 2 motori elettrici Ansaldo da 1300 hp
1 batteria di accumulatori al piombo composta da 248 elementi.
Velocità in immersione 7,8 nodi
Velocità in emersione 15 nodi
Autonomia9880 miglia a 8 nodi; 3560 miglia a 15 nodi;
7,8 miglia a 7,8 nodi, 84,5 miglia a 4 nodi in immersione
Equipaggio7 ufficiali, 53 tra sottufficiali e marinai
Armamento
Armamentoalla costruzione[2]:

dal 1941:

Dati estratti da xmasgrupsom.com. URL consultato il 21-09-2010. dove non specificato diversamente.

voci di sommergibili presenti su Wikipedia

L’Atropo è stato un sommergibile posamine della Regia Marina.

StoriaModifica

Nel giugno 1939 effettuò un viaggio sino a El Ferrol per verificare le condizioni dell'attraversamento dello stretto di Gibilterra[3].

Per via delle sue sistemazioni per le mine, si rivelò particolarmente adatto a missioni di trasporto. Il 22 giugno 1940 partì infatti per una prima missione di questo tipo con destinazione Lero; il 26 giugno, mentre tornava alla base, attaccò infruttuosamente con due siluri un sommergibile nemico, al largo dell'isola di Amorgos[4].

Il 29 ottobre posò un campo di 16 mine nei pressi di Zante; interruppe l'opera perché si era verificato lo scoppio accidentale di alcuni ordigni[4].

Fu in assoluto il sommergibile italiano che effettuò il maggior numero di missioni di trasporto: ben 23[5]; ad esempio nel maggio 1941 compì due missioni di questo tipo con destinazione Derna, mentre il 17 ottobre effettuò una missione di trasporto di combustibili a Bastia[4].

Il 16 novembre 1941 ebbe quattro morti a bordo (due sottufficiali, un sottocapo ed un marinaio)[6].

Il 19 ottobre 1940 fu attaccato con bombe e mitragliato da un aereo Bristol Blenheim, ma riuscì a respingerlo danneggiandolo[4].

All'armistizio si diresse a Taranto e da lì ripartì (unitamente ai sommergibili Fratelli Bandiera e Jalea il mattino del 12 settembre 1943 per consegnarsi agli Alleati a Malta, dove giunse il 13 settembre, di pomeriggio, e da dove ripartì il 13 ottobre (in gruppo con altri 14 sommergibili fra cui il gemello Zoea) per rientrare in Italia[7][4]; durante la cobelligeranza fu impiegato per esercitazioni alle Bermuda[8].

Fu demolito nel dopoguerra. Aveva svolto in tutto 30 missioni di guerra, percorrendo complessivamente 27.884 miglia in superficie e 2703 in immersione[9].

NoteModifica

  1. ^ a b xmasgrupsom.com. URL consultato il 21-09-2010.
  2. ^ Da Navypedia.
  3. ^ Giorgio Giorgerini, Uomini sul fondo. Storia del sommergibilismo italiano dalle origini a oggi, p. 429
  4. ^ a b c d e xmasgrupsom.com. URL consultato il 21-09-2010.
  5. ^ Giorgio Giorgerini, Uomini sul fondo. Storia del sommergibilismo italiano dalle origini a oggi, p. 367
  6. ^ Caduti
  7. ^ J. Caruana su Storia Militare n. 204 - settembre 2010, p. 53-63
  8. ^ Giorgio Giorgerini, Uomini sul fondo. Storia del sommergibilismo italiano dalle origini a oggi, p. 380.
  9. ^ Attività Operativa
  Portale Marina: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di marina