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Attentato di Macerata

Attentato razziale
Attentato di Macerata
Attentato
Macerata Monumento ai Caduti 1932.JPG
Il Monumento ai Caduti di Macerata, luogo in cui viene fermato Luca Traini
TipoSparatoria
Data3 febbraio 2018
11:00 circa
LuogoMacerata
StatoItalia Italia
Coordinate43°18′00.9″N 13°27′11.89″E / 43.30025°N 13.453303°E43.30025; 13.453303Coordinate: 43°18′00.9″N 13°27′11.89″E / 43.30025°N 13.453303°E43.30025; 13.453303
ResponsabiliLuca Traini
MotivazioneRazzismo, xenofobia
Conseguenze
Morti0
Feriti6

L'attentato di Macerata è un fatto di cronaca verificatosi a Macerata, il 3 febbraio 2018.

Ha avuto ampia risonanza mediatica e ha interessato la politica in quanto si è verificato nel corso della campagna elettorale per le elezioni politiche del 2018.

StoriaModifica

Il 3 febbraio 2018, verso le ore 11, a Macerata, furono esplosi alcuni colpi di pistola nel centro cittadino da una vettura in movimento, ferendo diverse persone e colpendo anche negozi ed edifici.[1] I colpi furono esplosi a bordo di una Alfa 147 nera, davanti alla stazione, in via Velini e in via Spalato, ma anche a Piediripa di Macerata, Casette Verdini, via Pancalducci e Borgo San Giuliano.[1] Tra gli altri, fu colpita anche la sede locale del Partito Democratico[2]. Nella sparatoria, rimasero ferite sei persone, tutti immigrati di origine sub-sahariana dai 20 ai 32 anni.[3] Il sindaco di Macerata, Romano Carancini, diramò l'allerta, invitando i cittadini a restare in casa, avvertendo della presenza di un uomo che stava sparando in città e informando di aver già fermato il trasporto pubblico e di aver chiesto alle scuole di tenere i bambini all'interno.[4]

Per l'attacco fu fermato un uomo di 28 anni, Luca Traini, il quale, secondo la ricostruzione, sarebbe partito da Tolentino, per poi scendere dall'auto con il tricolore legato al collo, avrebbe fatto il saluto romano e gridato "Viva l'Italia" davanti al monumento ai Caduti, prima di arrendersi alle Forze dell'Ordine[5]. Nella sua casa furono rinvenuti elementi riconducibili all'estrema destra, tra cui una copia del Mein Kampf e una bandiera con la croce celtica.[6] Fu inoltre accertato che Traini si era candidato con la Lega Nord per le comunali di Corridonia del 2017, tuttavia non aveva ricevuto alcuna preferenza, nel programma del candidato sindaco per il Carroccio vi era anche il "controllo degli extracomunitari".[7].

La sparatoria, che si appurò essere stata indirizzata appositamente verso gli immigrati, fu ricondotta a una matrice razzista[8]. Si diffuse inizialmente la speculazione secondo cui Traini conoscesse una ragazza, Pamela Mastropietro, vittima di un recente episodio di cronaca nera che vedeva coinvolto un immigrato e che il suo gesto fosse in realtà una vendetta. Tuttavia l'ipotesi che i due si conoscessero venne smentita.[9] Ciononostante, Traini dichiarò che le sue intenzioni iniziali erano di recarsi in tribunale per uccidere Innocent Oseghale, il nigeriano arrestato con l'accusa di omicidio della ragazza e di aver cambiato idea solo successivamente, decidendo di attuare una sparatoria.[10]

Traini viene definito dai conoscenti come una personalità borderline con problemi.[11]

Il nome di Traini comparve su uno dei caricatori utilizzati durante gli attentati di Christchurch, insieme a quello di molte altre figure storiche legate a conflitti storici tra cristiani e musulmani nonché i nomi di vittime di attacchi terroristici islamici e i nomi di altri attentatori contro musulmani o persone di colore.[12]

Inchiesta giudiziariaModifica

La Procura della Repubblica di Macerata formulò nei suoi confronti l'accusa di strage aggravata dalla finalità di razzismo, oltre a contestargli altri reati, tra cui il porto abusivo d'arma da fuoco.[13]

Il 3 ottobre 2018 fu condannato a 12 anni di carcere con rito abbreviato[14].

Il 2 ottobre 2019 la corte d'assise d'appello di Ancona ha confermato la condanna di 12 anni.[15]

NoteModifica

  1. ^ a b Raid razzista a Macerata, spari in vari punti della città: alcuni feriti, tutti stranieri. Fermato italiano incensurato, in Repubblica.it, 3 febbraio 2018. URL consultato il 1º marzo 2018.
  2. ^ Macerata, colpita anche sede Pd, su www.adnkronos.com. URL consultato il 1º marzo 2018.
  3. ^ Greta Sclaunich, Sparatoria Macerata, chi sono i migranti feriti da Luca Traini, in Corriere della Sera. URL consultato il 1º marzo 2018.
  4. ^ AGI - Agenzia Giornalistica Italia, Sparatoria a Macerata: il sindaco ai cittadini "Restate a casa", su Agi. URL consultato il 1º marzo 2018.
  5. ^ Fabrizio Caccia e Silvia Morosi, Sparatoria Macerata, immigrati colpiti da un'auto in corsa. Bloccato un uomo, ha gridato "viva l'Italia", in Corriere della Sera. URL consultato il 1º marzo 2018.
  6. ^ Mein Kampf e croce celtica, nella stanza di Luca Traini, su www.adnkronos.com. URL consultato il 1º marzo 2018.
  7. ^ Luca Traini era candidato con la Lega, su www.adnkronos.com. URL consultato il 1º marzo 2018.
  8. ^ Macerata, Traini in carcere: accusato di strage aggravata da razzismo | Sky TG24. URL consultato il 1º marzo 2018.
  9. ^ Macerata, i familiari di Pamela: «Non conosceva l'uomo che ha sparato». URL consultato il 1º marzo 2018.
  10. ^ Macerata, Traini ai carabinieri: «Volevo andare in Tribunale per uccidere Oseghale». URL consultato il 24 marzo 2019.
  11. ^ Luca Traini, chi è l'uomo che ha seminato il panico Gli amici: «Aveva problemi». URL consultato il 1º marzo 2018.
  12. ^ Da Luca Traini a Sebastiano Venier, ecco cosa c’è scritto sul fucile del terrorista di Christchurch, in La Stampa, 15 marzo 2019. URL consultato il 31 marzo 2019.
  13. ^ Macerata: Traini accusato di strage aggravata razzismo, su www.msn.com. URL consultato il 1º marzo 2018 (archiviato dall'url originale il 1º marzo 2018).
  14. ^ Macerata, Luca Traini condannato a 12 anni con il rito abbreviato.
  15. ^ Traini, confermata in Appello la condanna a 12 anni per il raid razzista a Macerata, su repubblica.it, 2 ottobre 2019.