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Augusto Riboty
Augusto Riboty.gif

Ministro della Marina del Regno d'Italia
Durata mandato 5 gennaio 1868 –
14 dicembre 1869
Monarca Vittorio Emanuele II di Savoia
Capo del governo Luigi Federico Menabrea
Predecessore Pompeo Provana del Sabbione
Successore Stefano Castagnola
Legislature X

Durata mandato 5 agosto 1872 –
10 luglio 1873
Capo del governo Giovanni Lanza
Predecessore Guglielmo Acton
Successore Simone Pacoret de Saint-Bon
Legislature XI

Deputato del Regno d'Italia
Legislature X

Augusto Antonio Riboty (Poggetto Tenieri, 28 novembre 1816[1]Nizza, 8 febbraio 1888) è stato un militare e politico italiano. Ammiraglio della Regia Marina, partecipò alla guerra di Crimea e alla terza guerra d'indipendenza italiana. Successivamente venne nominato Senatore del Regno e Ministro della Marina.

Indice

BiografiaModifica

Partecipò alla guerra di Crimea e, quale comandante della fregata corazzata Re di Portogallo, alle azioni condotte nel mare Adriatico nel 1866. Durante la battaglia di Lissa, sebbene la sua unità fosse attaccata ripetutamente da navi austriache, riuscì a danneggiare la Kaiser che fu costretta a ritirarsi: per tale azione Riboty venne insignito di medaglia d'oro al valor militare.

Lasciato il servizio attivo, fu Ministro della Marina del Regno d'Italia nei Governi Menabrea II, Menabrea III e Lanza. Durante questo prestigioso incarico riordinò l'amministrazione, potenziò la flotta e promosse importanti studi tecnici. Fra l'altro si deve a Riboty la creazione dell'Istituto Idrografico della Marina.

Fu membro della Massoneria[2].


OnorificenzeModifica

  Medaglia d'oro al valor militare
«Per la sua valorosa condotta al comando della R. nave Re di Portogallo durante le operazioni navali in Adriatico il 18-19-20 luglio 1866.»

NoteModifica

  1. ^ Augusto Riboty, in Dizionario biografico degli italiani, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
  2. ^ Aldo A. Mola,Storia della Massoneria in Italia dal 1717 al 2018, Bompiani/Giunti, Firenze-Milano, 2018, p. 159.

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN18114195 · ISNI (EN0000 0000 4829 5363 · LCCN (ENno2003124081 · GND (DE122775260 · CERL cnp00571513