Autarchia

autogoverno o autosufficienza economica di uno Stato
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Per autarchia si intende[1][2]:

La televisione autarchica (pubblicità da L'illustrazione italiana)

StoriaModifica

I regimi totalitari del XX secoloModifica

Un esempio di autarchia economica può essere individuato nell'Italia fascista e nella Germania nazista.[4] Infatti, il clima teso delle relazioni internazionali e il pericolo di una imminente dichiarazione di guerra spinse diversi Paesi ad accogliere il principio economico in base al quale una nazione deve essere in grado di produrre autonomamente tutto ciò di cui ha bisogno senza dipendere in alcuno modo da economie estere.

In Italia fu adottata una politica autarchica come risposta alle sanzioni economiche, come il blocco del commercio d'armi, imposte dalla Società delle Nazioni per l'invasione dell'Etiopia. Vennero a mancare perciò alcuni rifornimenti di materie prime. Anche Mussolini attuò nel suo regime totalitario una politica autarchica. L'efficacia delle sanzioni fu però diminuita dal fatto che esse non riguardavano il petrolio e il carbone, essenziali all'industria italiana, e che diversi Paesi con cui l'Italia aveva intensi rapporti commerciali (per esempio la Germania ed il Giappone), non aderivano alla Società delle Nazioni, e quindi non rispettarono il blocco, mentre altri paesi membri applicarono in modo blando le sanzioni. Il regime fascista, anche per ragioni di propaganda, dette un largo spazio ai "prodotti autarchici". Nacque in questo periodo il modo di dire "roba di prima", volendo indicare la merce di qualità.[5] "Prima" non era però inteso come contrazione dell'espressione "prima qualità", ma stava a significare "roba di prima delle sanzioni" - e quindi dell'autarchia, con riferimento iniziale ai tessuti (quelli inglesi erano ritenuti i migliori), poi esteso a tutte le merci e ai cibi. Il venne sostituito dal Carcadè, il caffè dal caffè di cicoria, l'orbace al posto dei tessuti tradizionali e così via. Uno dei prodotti che invece ebbe successo (e difatti esiste tuttora) è il formaggio italico, creato unificando in un unico standard tutti i processi di produzione dei vari formaggi.

La Società delle Nazioni cancellò le sanzioni dopo soli sette mesi, ma gli effetti politici ed economici sull'Italia proseguirono, grazie all'abile sfruttamento da parte della propaganda fascista, e i programmi autarchici durarono per anni, fino alla fine della seconda guerra mondiale. Un risultato positivo dell'autarchia fu lo sviluppo della ricerca scientifica soprattutto nella chimica e la ricerca di materiali sostitutivi, in cui grande ruolo ebbero l'Istituto Guido Donegani, la Società Agricola Italiana Gomma Autarchica e l'Azienda nazionale idrogenazione carburanti (ANIC), per la produzione di carburanti autarchici partendo dal carbone. La ricerca di succedanei favorita dall'autarchia si indirizzò in diversi settori come la canapa cotonizzata, lo sfruttamento di piante (ad esempio la ginestra e lo sparto libico) come fonte di cellulosa[6][7], cemento armato con canna di bambù al posto del ferro (sulla falsariga di quanto si faceva in Germania)[7], la produzione di gomma sintetica (ad opera di Giulio Natta) o la produzione di magnesio nazionale a Bolzano (ad opera della Società Italiana per il Magnesio e Leghe di Magnesio che in seguito divenne la Montesi).[7]

Altro risultato importante fu l'aumento delle quote di produzione nazionale come testimoniano i risultati ad esempio dell'Azienda carboni italiani.[7] Altro ente pubblico creato all'uopo durante il ventennio Fascista fu l'Agip, che espresse tutto il suo potenziale tanto nell’anteguerra quanto nel secondo dopoguerra sotto la gestione di Enrico Mattei, che seppe sfruttare al meglio il declino di potenze come quella Francese e Britannica e gli effetti della Decolonizzazione[8] Questi strumenti furono tutti inseriti all'interno della gestione (diretta o indiretta) dell'IRI, ente pubblico tra le colonne del boom economico.

Nell'ottica dell'autarchia dei carburanti vennero sperimentati carburanti miscelati ad alcol e fu emanata nel 1938 una legge che imponeva l'impianto a gassogeno su tutti gli autoservizi pubblici, comunali e non.[9] Il Regime cercò di sviluppare tali applicazioni anche nel campo della motonautica, per favorire lo sviluppo della pesca. A tal proposito venne organizzato nel 1942 un esperimento che aveva lo scopo di accertare la validità nell'applicazione del gassogeno a lignite sui pescherecci italiani. Il test ebbe luogo a Porto Santo Stefano sul Monte Argentario con la supervisione di Pericle Ferretti, scienziato di fama internazionale, nonché direttore dell'Istituto nazionale del motore e si concluse con esito positivo. I motopescherecci italiani avrebbero potuto così utilizzare il nuovo combustibile con una spesa di poche decine di migliaia di lire.[10][7]

La produzione di fiocco di rayon aumentò dalle circa 10.000 t del 1934, alle 30.000 del 1935, alle 50.000 del 1936, portando l’Italia al primo posto nel mondo tra i Paesi produttori.[7] Questo però aumentò il bisogno nazionale di cellulosa, utilizzata anche per carta ed esplosivi e per il 95% importata, portando alla creazione il 13 giugno del 1935 dell'Ente Nazionale Cellulosa e Carta e a creare piani a lungo termine per l'incremento della pioppicoltura nazionale.[6] Venne inoltre potenziata la produzione di carta ricavata dalla paglia di grano. Oltre al raion, un’altra fibra artificiale, non cellulosica, ma proteica, conobbe grande fortuna: il lanital. Ricavata dalla cagliata del latte, questa fibra presenta caratteristiche simili alla lana e può essere impiegata come suo succedaneo. Il lanital, probabilmente la più reclamizzata tra le scoperte autarchiche, fu ideato, sviluppato e prodotto all’interno della SNIA Viscosa.[7]

Per quanto riguarda il settore siderurgico, l’importazione di rottami, che costituivano la principale materia prima per la nostra struttura siderurgica, diminuì del 59%; l’importazione di minerali di ferro calò dell’81%, quella della ghisa del 65%; crollarono anche le importazioni di ferro e acciaio lavorati.[7] Per fronteggiare il venir meno del flusso dall’estero si ricorse a un aumento della produzione di minerale nazionale del 52% (che però poté appena compensare quello che non arrivava più da oltre frontiera), a una forte diminuzione delle voci corrispondenti in esportazione, alla raccolta sistematica del rottame nazionale, all’uso delle ceneri di pirite. Furono soprattutto queste ultime, che in precedenza erano sostanzialmente inutilizzate, a consentire nel 1936 una produzione di acciaio inferiore soltanto del 9,6% rispetto a quella del 1935.[7] Per compensare la diminuzione di acciaio da costruzione per il cemento armato si ricorse all'utilizzo di pietra pomice ed all'utilizzo di alluminio al posto dell'acciaio.[7] Proprio l'alluminio, che per il suo utilizzo durante la grande guerra aveva conosciuto un grande successo, venne studiato come possibile sostituto di altri metalli in molti ambiti e ciò determinò l'aumento della produzione italiana di bauxite e leucite (da cui si può ricavare potassio e alluminio tramite il metodo Blanc a base di acido cloridico, preferito dai militari in quanto avrebbe favorito l'industria del cloro necessaria anche per le armi chimiche).[7] L'alluminio venne invocato per sostituire con le sue leghe il rame (praticamente tutto importato) nei conduttori, nelle macchine elettriche e financo nei proiettili, il ferro nei motori, nelle pentole e nelle posate ed il legno negli infissi.

Con il dopoguerra la politica a livello mondiale si spostò al libero mercato.

Dal secondo dopoguerra ad oggiModifica

Oggi le situazioni di autarchia sono molto rare: una delle caratteristiche fondamentali che hanno caratterizzato i governi democratici succedutisi nell'ultimo dopoguerra, è quella dell'interdipendenza sia politica che economica, che ha trovato la sua più ampia e valida espressione in Europa nella costituzione dell'Unione europea. Uno degli ultimi stati ad adottare un'impostazione ancora tesa all'autarchia è la Corea del Nord. Derivante la scelta più da motivazioni di natura politica che da approfondite analisi dei quadri produttivi, nonostante il potenziale di crescita[11] il Paese paga una condizione di arretratezza e di cronico deficit alimentare appianato solo dai contributi umanitari di Corea del Sud e Cina[12]. La Cina stessa fornisce a Pyongyang tra l'80% ed il 90% delle sue necessità di carburanti a prezzi decisamente più bassi rispetto a quelli di mercato[13].

Se, per motivi tecnico/produttivi, è difficile pensare alla sostenibilità di medio-lungo termine in situazioni di autarchia a livello nazionale, diverso è il discorso se dal piano locale si estende l'ottica di analisi a contesti più ampi. In questo senso vanno inquadrate le riflessioni in materia di Guillaume Faye e Maurice Allais. La proposta del primo si inquadra lungo il concetto di "sviluppo autocentrato", vale a dire una nuova stagione di politiche industriali volte alla conservazione del tessuto produttivo locale da inserirsi in macro-contesti che diano la possibilità agli stessi di essere indipendenti da un punto di vista energetico, produttivo, di approvvigionamento delle materie prime.[14]

Il secondo, premio Nobel per l'economia nel 1988, parte invece da un'analisi critica della globalizzazione, della proletarizzazione (intesa nel senso Wallersteiniano) e della compressione dei salari dovuta alla messa in concorrenza di contesti sviluppatisi al di sotto di standard sociali minimi accettabili. La proposta dell'economista è, secondo l'impostazione social-liberista che da sua stessa ammissione la contraddistingue, creare degli "insiemi omogenei" valutati secondo criteri standard e comparabili, quanto più possibile autonomi e in grado di sostenersi attraverso una serie di barriere modulabili nei confronti dell'esterno. L'esempio topico a questo proposito, in prospettiva, può essere rappresentato dalle politiche Europee di integrazione economica e territoriale, alle quali deve essere accostata una politica commerciale esterna estremamente rigorosa e tesa alla protezione del mercato interno.[15]

NoteModifica

  1. ^ Bankpedia
  2. ^ La legge per tutti
  3. ^ F. P. Luiso, Istituzioni di diritto processuale civile
  4. ^ René Dubail, L'ordinamento economico Nazionalsocialista, edizioni all'insegna del Veltro, Parma, 1991
  5. ^ Cesare Marchi Quando eravamo povera gente, Mondadori, Milano, 1989
  6. ^ a b Mussolini, l’autarchia, i libri e il mondo della carta - Novecento.org, su novecento.org. URL consultato il 9 agosto 2022.
  7. ^ a b c d e f g h i j k L'Italia e l'autarchia in "Il Contributo italiano alla storia del Pensiero: Tecnica", su www.treccani.it. URL consultato l'8 agosto 2022.
  8. ^ Carlo M. Lomartire Mattei. Storia dell'italiano che sfidò i signori del petrolio, Mondadori, 2006
  9. ^ Dizionario Enciclopedico Moderno, Milano, Labor, 1955.
  10. ^ L'esperimento del gassogeno a lignite di Porto Santo Stefano pag.6/7 (PDF), su gualtierodellamonaca.it. URL consultato il 31 gennaio 2015 (archiviato dall'url originale il 13 gennaio 2016).
  11. ^ Michael Ha, 58 Anniversary Major Changes Are Coming to N. Korea, su koreatimes.co.kr, The Korean Times, 29 ottobre 2008. URL consultato il 21 ottobre 2009.
  12. ^ North Korea: Ending Food Aid Would Deepen Hunger, su Human Rights Watch, 11 ottobre 2006. URL consultato il 2 agosto 2007 (archiviato dall'url originale il 29 settembre 2007).
  13. ^ Nam, Sung-wook, China's N.K. policy unlikely to change, su koreaherald.co.kr, The Korea Herald, 26 ottobre 2006. URL consultato il 2 agosto 2007.
  14. ^ Guillaume Faye, Per l'indipendenza economica, articolo alla parso sulla rivista L'Uomo Libero il 1º gennaio 1993
  15. ^ Maurice Allais, la liberalizzazione del commercio, articolo apparso sulla rivista francese Marianne il 5 dicembre 2005

BibliografiaModifica

  • Mimmo Franzinelli, Marco Magnani. Beneduce: il finanziere di Mussolini, Milano, Mondadori, 2009. ISBN 978-88-04-58593-0.
  • René Dubail, L'ordinamento economico nazionalsocialista, edizioni all'insegna del Veltro, Parma, 1991.
  • Johann Gottlieb Fichte, Lo Stato commerciale chiuso, Editori Bocca, Milano, 1909 (ora in Edizioni di Ar, 2009. ISBN 88-89515-41-4).
  • Carlo Maria Lomartire Mattei. Storia dell'italiano che sfidò i signori del petrolio, Mondadori, 2006.
  • Francesco Augelli, Lo sviluppo e l'impiego dei materiali ceramici in Italia nel periodo autarchico, numero 60 della Rivista Costruire in laterizio, Faenza Editrice, Faenza (RA),1997, pp. 425–429.
  • Sabino Cassese, Autarchia, in «Enciclopedia del diritto», vol. IV, Milano, Giuffrè, 1959, pp. 324–331.
  • Francesco Augelli, Materiali e tipi costruttivi moderni in Italia nel periodo autarchico in La sfida del Moderno. L'architettura del XX secolo tra conservazione e innovazione, a cura di M. Boriani, Edizioni Unicopli, Dipartimento di Progettazione dell'Architettura-Politecnico di Milano, Milano, 2002, pp. 47–62
  • Francesco Augelli, I derivati del legno nel periodo autarchico in Italia. Conoscenza, tutela e conservazione. (Derivatives of wood in the autarkic period in Italy. Knowledge, preservation and conservation), in Recupero e Conservazione, De Lettera, Milano, n. 88, 2009.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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