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Bagnetti della Puzzolente

edificio di Livorno

Coordinate: 43°33′17.92″N 10°21′43.38″E / 43.554979°N 10.362049°E43.554979; 10.362049

I Bagnetti della Puzzolente

I Bagnetti della Puzzolente si trovano a Livorno e legano il proprio nome al particolare toponimo del luogo, così chiamato per la presenza di maleodorante acqua di origine solfurea. Sono ciò che resta di una struttura termale del XIX secolo, che oggi versa in condizioni di estremo degrado.[1]

StoriaModifica

 
I Bagnetti nel loro stato originario

Realizzati per volontà della famiglia Bartolomei e in seguito passati ai Mimbelli, i Bagnetti rappresentano una delle ultime costruzioni di Pasquale Poccianti, uno dei più importanti architetti del neoclassicismo toscano e la cui fama è legata al completamento dell'Acquedotto Leopoldino e alle cisterne di Livorno.

Furono costruiti tra il 1843 ed il 1844 nella campagna intorno alla città, in un'area che, secondo la committenza, avrebbe dovuto rappresentare il nuovo centro di attrazione per i villeggianti dell'epoca e nella quale si trovavano alcune polle d'acqua solfurea idonee per lo sfruttamento termale. Le ambizioni dei proprietari sono testimoniate dal ritrovamento, tra le carte dell'architetto, di un primo progetto assai articolato dei Bagnetti, che però non fu realizzato. Infatti l'impresa fu portata a compimento in toni minori e si rivelò ben presto un clamoroso insuccesso imprenditoriale, tanto che sul finire dell'Ottocento lo stabilimento fu chiuso e adibito ad altre destinazioni.

Attualmente l'edificio, che negli anni sessanta ha fatto da sfondo ad una scena del celebre film Tutti a casa di Luigi Comencini, è ridotto in pessimo stato di conservazione: il tetto dei padiglioni semicircolari è crollato in più punti, la vegetazione selvaggia ricopre intere parti della struttura, il piano interrato è completamente allagato, gli affreschi di un tempo sono in disfacimento per l'umidità, gli antichi stucchi e le decorazioni sono state sfregiate da moderni interventi per la realizzazione di tubature e condotti per i tre appartamenti del primo piano.

 
Particolare dello stato di degrado del pronao
 
La fitta vegetazione che ricopre parte della struttura

DescrizioneModifica

Come per la maggior parte delle architetture di Poccianti anche i Bagnetti della Puzzolente si presentano come aggregazione di diversi volumi dalla geometria pura. La planimetria rimanda infatti a quella del vicino Cisternino di Pian di Rota, progettato da Poccianti nel 1827, con un corpo principale rettangolare chiuso sui lati brevi da due marcate absidi.

La facciata è caratterizzata da un pronào formato da quattro colonne d'ordine tuscanico che sorreggono la trabeazione ed il frontone. La porta d'ingresso è affiancata da alcune finestre rettangolari, sormontate da un timpano triangolare. Ai lati, nei corpi semicircolari che un tempo ospitavano i bagni per il trattamento, si aprono invece delle semplici finestre leggermente strombate. Un lieve marcapiano divide il piano terra principale dal piano primo, adibito a servizî secondarî.

La struttura, in apparenza disposta su due livelli fuori terra, presenta invece un amplissimo livello interrato tramite il quale si accedeva ad alcuni locali di servizio e ai due padiglioni semicircolari dove si svolgevano i bagni veri e propri: proprio qua sono presenti alte colonne, disposte a semicerchio, che sorreggono volte a padiglione irregolari un tempo affrescate. Oltre a questi due grandi locali, al piano interrato sono presenti altri due ambienti con volta a botte e un locale più ampio, centrale, con soffitto a voltine, tutti collegati da un corridoio e da una coppia di scale interne.

Al piano terra, cui si accede dal suddetto pronào, è presente un piccolo ingresso, ai cui lati simmetricamente si aprono due stanze più ampie, dal quale si accede direttamente alla sala centrale del complesso, un tempo munita di oculo a torretta, attualmente distrutto e coperto dal rifacimento della copertura.

ArchitetturaModifica

I Bagnetti della Puzzolente rappresentano una involuzione nel linguaggio neoclassico di Poccianti, che ripiega, probabilmente per le venute meno ambizioni della committenza, verso temi vagamente palladiani.[2] L'accostamento di corpi dalle geometrie elementari rimanda ancora ad alcune opere del neoclassicismo francese, ma la rinuncia alle finestre termali in luogo di aperture più tradizionali e l'impostazione lineare della facciata avvicinano l'opera alle ville palladiane.

NoteModifica

  1. ^ Francesca Suggi, Bagnetti del Poccianti, giù anche il solaio, su iltirreno.gelocal.it. URL consultato il 22-08-2017.
  2. ^ D. Matteoni, Pasquale Poccianti e l'acquedotto di Livorno, Roma - Bari 1992, p.29.

BibliografiaModifica

  • F. Borsi, G. Morolli, L. Zangheri, Firenze e Livorno e l'opera di Pasquale Poccianti, Roma 1974.
  • S. Ceccarini, I Bagnetti della Puzzolente e l'opera di Pasquale Poccianti, in "Il Pentagono", n.6, anno XI, giugno 2008, pp. 12–14 (ristampa aggiornata in "Il Pentagono", n. 8, novembre 2013).
  • D. Matteoni, Pasquale Poccianti e l'acquedotto di Livorno, Roma - Bari 1992.
  • Pasquale Poccianti architetto, 1774 - 1858. Contributi al convegno per la celebrazione del secondo centenario della nascita, a cura di F. Gurrieri e L. Zangheri, Firenze 1977.
  • G. Piombanti, Guida storica ed artistica della città e dei dintorni di Livorno, Livorno 1903.

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