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DescrizioneModifica

Sono pallidi, 33–39 cm di altezza con un'apertura alare di 80–95 cm e hanno lunghe zampe. Hanno un volo oscillante quando si avvicinano ai terreni di caccia. Questa particolare tecnica è unica nella sua specie: quello del barbagianni è infatti noto per essere il volo più silenzioso fra tutti gli uccelli conosciuti. L'animale è infatti rapace e principalmente carnivoro, e una tale capacità è fondamentale per poter sorprendere le prede, ignare del suo arrivo. Tutto ciò è possibile grazie alla sua particolare fisonomia. È dotato infatti di un'apertura alare molto elevata in proporzione al piccolo corpo, che permette al barbagianni di planare facilmente e col minimo sforzo.

Maschi e femmine si somigliano molto, ma, in generale, le femmine sono leggermente più grandi dei maschi e di colore più scuro. Il peso varia da circa 200 grammi per le sottospecie più piccole (come ad esempio nelle isole Galápagos) a più di 500 grammi come il barbagianni del Nord America, mentre i barbagianni europei pesano da 300 grammi (maschio) a 400 grammi (femmine).

Ci sono alcune sottospecie che si distinguono dai colori della parte inferiore del corpo. Per esempio, il Tyto alba alba dell'Europa occidentale è praticamente totalmente bianco sotto, mentre il Tyto alba guttata dell'Europa centrale è arancione. Tutte le sottospecie hanno parti superiori grigie e ocra. Il piumaggio è in genere molto luminoso.[3]

Distribuzione e habitatModifica

 
Distribuzione di Tyto alba.

I barbagianni sono diffusi in tutti i continenti tranne che in Antartide.

Sono uccelli tipici di zone d'aperta campagna e cacciano prevalentemente ai margini dei boschi.

Sono diffusi in tutta l'America Latina e in Europa, tranne negli ambienti più freddi, come le Alpi e la Scandinavia. In America Settentrionale sono poco diffusi in Canada e del tutto assenti in Alaska. Ci sono molti esemplari di varie sottospecie in Africa. Sono presenti anche in Indocina e Australia.

BiologiaModifica

Sono prevalentemente stanziali, notturni o crepuscolari.

AlimentazioneModifica

 
Un barbagianni in volo nei Pirenei francesi

È un superpredatore. Si nutre di arvicole, rane e insetti e di animali dannosi per l'uomo come i ratti, i sorci, le talpe. Un barbagianni adulto mangia approssimativamente 3 topi al giorno. Durante il periodo dell'accoppiamento, il maschio offre alla femmina una preda per ottenere la sua disponibilità sessuale. Una coppia che alleva dai 3 ai 5 piccoli consumerà molti più roditori.

VoceModifica

Hanno un grido acuto riconoscibile che dà fastidio alle orecchie se ci si trova vicino. Stridono inoltre come pentole a vapore. Se vengono catturati o costretti in un angolo, senza via di fuga, si mettono supini e sgambettano.

Rapporti con l'uomoModifica

Il barbagianni è economicamente vantaggioso per l'uomo in quanto elimina altri animali dannosi come roditori e talpe. Per tale motivo i contadini spesso incoraggiano abitazioni per barbagianni fornendo loro siti per la nidificazione quali una scatola lignea per il nido o un tamburo grande montato lateralmente rispetto ad un fienile. Inoltre viene utilizzato spesso nella falconeria, infatti tra i rapaci notturni è tra quelli più utilizzati.

RiproduzioneModifica

La femmina del barbagianni depone 3-4 uova.[senza fonte]

TassonomiaModifica

 
Cranio

Sono note le seguenti sottospecie[2]:

  • Tyto alba alba (Scopoli, 1769)
  • Tyto alba guttata (Brehm, CL, 1831)
  • Tyto alba ernesti (Kleinschmidt, O, 1901)
  • Tyto alba erlangeri Sclater, WL, 1921
  • Tyto alba schmitzi (Hartert, 1900)
  • Tyto alba gracilirostris (Hartert, 1905)
  • Tyto alba detorta Hartert, 1913
  • Tyto alba poensis (Fraser, 1843)
  • Tyto alba thomensis (Hartlaub, 1852)
  • Tyto alba hypermetra Grote, 1928

Sottospecie trasferite, ridenominate, non più in usoModifica

  • Tyto alba affinis (Blyth, 1862); la sottospecie è stata unita a Tyto alba poensis (Fraser, 1843), a seguito di un lavoro di König & Weick del 2009[4].
  • Tyto alba furcata (Temminck, 1827); attualmente considerata come specie a sé stante (= Tyto furcata)[2].
  • Tyto alba lucayana Riley, 1913; la sottospecie è stata unita a Tyto alba pratincola (Bonaparte, 1838), a seguito di un lavoro di König & Weick del 2009[4].
  • Tyto alba subandeana L.Kelso, 1938; la sottospecie è stata unita a Tyto alba guatemalae (Ridgway, 1874), a seguito di un lavoro di Marti et al del 2005[4].

Il barbagianni nelle credenze popolariModifica

Sin dai tempi antichi, il barbagianni è considerato e rappresentato come un essere maligno, o un fantasma, portatore di sfortuna e malessere. Ciò è dovuto al suo piumaggio fondamentalmente chiaro, che risalta nella notte nei suoi voli completamente silenziosi, all'abitudine di cacciare in posti come i cimiteri (data l'abbondanza di topi) e al suo verso acuto e prolungato.

NoteModifica

  1. ^ (EN) BirdLife International 2012, Tyto alba, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2019.2, IUCN, 2019. URL consultato il 13 ottobre 2016.
  2. ^ a b c (EN) Gill F. and Donsker D. (eds), Family Tytonidae, in IOC World Bird Names (ver 9.2), International Ornithologists’ Union, 2019. URL consultato il 28 febbraio 2018.
  3. ^ Colin Harrison e Peter Castell: Field Guide di nidi di uccelli, uova e nidiacei, Harper Collins Publishers, edizione rivista 2002
  4. ^ a b c (EN) Subspecies Updates, su IOC World Bird List, 4 novembre 2014.

BibliografiaModifica

  • Charles Day, Researchers uncover the neural details of how Barn Owls locate sound sources (Cover Story), Physics Today, giugno 2001, volume 54 numero 6 pagina 20
  • David Tipling, How now, barn owl, New Scientist, gennaio 1995, volume 145 numero 1960 pagina 43
  • Iain Taylor, Barn Owls: Predator-Prey Relationships and Conservation, Cambridge University Press, 1994 - ISBN 0-521-39290-X

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