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Bartolomé Carranza

arcivescovo e teologo spagnolo
Bartolomé de Carranza, O.P.
arcivescovo della Chiesa cattolica
Bartolomé de Carranza.jpg
Escudo de Bartolomé Carranza de Miranda.svg
 
Incarichi ricopertiArcivescovo di Toledo
 
Nato1503
Nominato arcivescovo10 dicembre 1557
Consacrato arcivescovo27 febbraio 1558
Deceduto2 maggio 1576
 

Bartolomé Carranza, conosciuto anche come Bartolomé de Carranza y Miranda (Miranda de Arga, 1503Roma, 2 maggio 1576), è stato un arcivescovo cattolico e teologo spagnolo.

BiografiaModifica

Figlio più giovane del nobile Pedro Carranza, nacque a Miranda de Arga, Navarra, nel 1503. Dal 1515 al 1520 studiò al Collegio di Sant'Eugenio do Alcalá de Henares sotto tutela di suo zio Sancho Carranza de Miranda. Nel 1520 entrò a far parte dell'Ordine Domenicano. Lo stesso anno si spostò nel convento di Benalaque, vicino a Guadalajara, dove completò gli studi di filosofia e iniziò a tenere corsi di Teologia. Grazie alle sue brillanti doti di teologo nel 1525 fu inviato al collegio di San Gregorio di Valladolid, diretto dal rettore Diego de Astudillo.

Nel 1530 fu denunciato al Tribunale dell'Inquisizione per aver affermato che i poteri papali erano limitati e per aver sostenuto le tesi di Erasmo da Rotterdam. Il processo non ebbe però seguito, e nel 1533 si aggiudicò la cattedra dei vespri di Teologia. Nell'ottobre del 1536, alla morte di Diego de Astudillo, ottenne la prima cattedra di Teologia, mentre Melchor Cano entrò a occupare la sua vecchia cattedra dei vespri. Con quest'ultimo Bartolomé instaurò una lunga rivalità accademica.

Nel 1539 fu inviato come rappresentante del suo ordine al capitolo generale a Roma, dove fu nominato Dottore in Teologia allo studium generale del Convento di Santa Maria sopra Minerva. Al ritorno a Valladolid assunse il ruolo di censore (cualificador) dei libri per l'Inquisizione. Nel 1540 fu nominato prima per la diocesi delle Isole Canarie e poi per quella di Cusco, ma rifiutò entrambe. Nel 1546 Carlo V scelse di inviarlo al Concilio di Trento.

Genealogia episcopaleModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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