Apri il menu principale

Battaglia per il Castello di Itter

battaglia della Seconda Guerra Mondiale
Battaglia per il Castello di Itter
Schloss Itter in 1979.jpg
Castello di Itter (Schloss Itter)
Data5 maggio 1945
LuogoItter, Austria
Esitovittoria alleata
Schieramenti
Stati Uniti Stati Uniti
  • 12ª Divisione Corazzata
  • 142º Reggimento fanteria

Balkenkreuz.svgsoldati antinazisti della Wehrmacht
Franciaprigionieri francesi
Austria resistenza austriaca
Germania Germania
Comandanti
Stati Uniti Lieutenant John C. "Jack" Lee, Jr.

Stati Uniti Lieutenant Harry Basse
Balkenkreuz.svgMajor Josef Gangl †

Flag of the Schutzstaffel.svg Hauptsturmführer Kurt-Siegfried Schrader[1]
Flag of the Schutzstaffel.svg Captain Sebastian Wimmer[1]
Effettivi
Truppe
Stati Uniti 14
Esercito tedesco 10
Waffen SS 1
Prigionieri francesi
Un carro armato
Rinforzi
Esercito tedesco 2
Resistenza austriaca 1
Voci di battaglie presenti su Wikipedia

La battaglia per il Castello di Itter fu combattuta in Austria negli ultimi giorni della seconda guerra mondiale, cinque giorni dopo la morte di Adolf Hitler avvenuta il 30 aprile. Il 23º battaglione corazzato della 12ª Divisione Corazzata degli Stati Uniti, comandato dal tenente John C. "Jack" Lee Jr., insieme a soldati anti-nazisti della Wehrmacht e ad alte personalità francesi che erano prigioniere nel castello, si trovarono a combattere dalla stessa parte contro la 17ª Divisione Panzer Grenadier delle Waffen-SS. Tra i prigionieri c'erano l'ex primo ministro francese Édouard Daladier, vari generali, e Jean Borotra.

Questa battaglia, svoltasi in un piccolo castello situato su una collina nei pressi del villaggio di Itter, in Austria, è ritenuta la più atipica del conflitto, essendo stata l'unica in cui statunitensi e tedeschi si ritrovarono a combattere come alleati durante la guerra.

Indice

Contesto storicoModifica

Dopo l'Anschluss, alla fine del 1940 il governo tedesco confiscò ufficialmente il castello al suo proprietario, Franz Grüner. Il castello fu confiscato il 7 Febbraio 1943 dal tenente generale delle SS Oswald Pohl per ordine diretto di Heinrich Himmler. La trasformazione del castello in prigione fu completata il 25 aprile 1943, quando fu posto sotto l'amministrazione del campo di concentramento di Dachau.

La prigione era stata realizzata per la detenzione di personaggi d'alto valore per il Terzo Reich. Tra essi, infatti, c'erano la stella del tennis Jean Borotra l'ex primo ministro Édouard Daladier, la sorella maggiore di Charles de Gaulle, Marie-Agnès Cailliau, l'ex comandante in capo Maxime Weygand, l'ex primo ministro Paul Reynaud, l'ex comandante in capo Maurice Gamelin, il leader dell'ala destra François de La Rocque, e Léon Jouhaux. Oltre agli importanti prigionieri francesi, il Castello ebbe molti prigionieri dell'Europa orientale prelevati da Dachau, che furono utilizzati per la manutenzione e altri lavori umili.

BattagliaModifica

 
Un carro armato Sherman modello M4A3E8 ; lo stesso del Besotten Jenny

Il comandante della prigione, Sebastian Wimmer, scappò il 4 maggio 1945, dopo il suicidio di Eduard Weiter, ultimo comandante di Dachau. Le guardie della SS-Totenkopfverbände partirono poco dopo. I prigionieri presero così il controllo del castello, armandosi con le armi ivi abbandonate.

Zvonimir Čučković, un membro della resistenza Iugoslava imprigionato ad Itter, scappò due giorni prima della partenza di Wimmer, andando in cerca degli Alleati per chiedere loro aiuto. Čučković incontrò la 103ª Divisione di fanteria statunitense vicino Innsbruck e li informò del castello e dei suoi prigionieri. Il Maggiore Josef Gangl, comandante di un'unità di soldati della Wehrmacht che aveva collaborato negli ultimi giorni di guerra con la resistenza austriaca, decise di liberare i prigionieri del castello, ma prima giudicò opportuno arrendersi agli statunitensi.

Fu così pianificata un'operazione di recupero per i prigionieri. Il tenente Lee si offrì volontario per comandare la missione, e fu aiutato dai soldati di Gangl. Le sue forze consistevano di quattordici soldati statunitensi, due carri armati Sherman, una Volkswagen Kübelwagen e un camion che trasportava dieci soldati tedeschi. Durante il viaggio, la piccola colonna sconfisse un gruppo di SS che tentavano di organizzare un posto di blocco, successivamente lasciò uno dei suoi carri Sherman nelle retrovie, a difesa di un ponte.

I prigionieri francesi, entusiasti di vedere i soccorsi, rimasero però delusi dalla dimensione dell'operazione. Lee mise tutti gli uomini ai suoi ordini in posizioni difensive intorno al castello, e piazzò il suo secondo Sherman, chiamato "Besotten Jenny", di fronte all'ingresso principale.

Un ridotto gruppo di Waffen SS cominciò l'attacco al castello poco dopo, la mattina del 5 maggio. Prima dell'assalto principale, Gangl riuscì a telefonare ad Alois Mayr, capo della resistenza austriaca di Itter, e richiese rinforzi; giunsero così altri due soldati tedeschi e Hans Waltl, membro della resistenza austriaca. Lo Sherman iniziò a creare un fuoco di sbarramento con la sua mitragliatrice ma fu distrutto dai tedeschi. Lee ordinò quindi ai prigionieri francesi di rientrare nel castello, ma essi rimasero all'esterno e combatterono a fianco degli statunitensi e dei soldati della Wehrmacht fin quando non arrivarono i rinforzi del 142º Reggimento Fanteria e le SS furono sconfitte.

Significato storicoModifica

Per il suo impegno nella difesa del castello, Lee fu decorato con la Distinguished Service Cross e fu promosso Capitano. Gangl morì durante la battaglia, ucciso da un cecchino, ma fu onorato come un eroe nazionale austriaco. Questa fu l'unica battaglia, durante tutto il corso del conflitto, nella quale tedeschi e statunitensi combatterono fianco a fianco.

Nella cultura di massaModifica

Gli eventi della battaglia vengono raccontati nella traccia The Last Battle dell'album The Last Stand pubblicato nel 2016 dal gruppo power metal svedese Sabaton.[2]

Un film, The Last Battle, sulle vicende della battaglia diretto da Peter Landesman è previsto in uscita nel 2018, si tratterà di un adattamento dal libro di Stephen Harding dal titolo omonimo.[3]

NoteModifica

  1. ^ a b Nutter, Thomas, The Last Battle: When U.S. and German Soldiers Joined Forces in the Waning Hours of World War II in Europe, New York Journal of Books, 23 aprile 2013. URL consultato il 27 luglio 2013.
  2. ^ (EN) The last battle - Lyrics | Sabaton – Official website and headquarters, su sabaton.net. URL consultato il 15 marzo 2018.
  3. ^ (EN) Mike Fleming Jr, Peter Landesman To Helm ‘The Last Battle’ For Studiocanal And The Picture Company, in Deadline, 25 gennaio 2017. URL consultato il 15 marzo 2018.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

  Portale Seconda guerra mondiale: accedi alle voci di Wikipedia che parlano della seconda guerra mondiale