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Bianchi cavalli d'agosto

film del 1975 diretto da Raimondo Del Balzo
Bianchi cavalli d'agosto
Paese di produzioneItalia
Anno1975
Durata95 min
Generedrammatico
RegiaRaimondo Del Balzo
SoggettoRaimondo Del Balzo
SceneggiaturaRaimondo Del Balzo
Casa di produzioneRusconi Film
FotografiaRoberto D'Ettorre Piazzoli
MontaggioAngelo Curi
MusicheFranco Micalizzi
ScenografiaClaudio Cinni
CostumiFranco Carretti
TruccoOtello Sisi
Interpreti e personaggi

Bianchi cavalli d'agosto è un film del 1975, diretto dal regista Raimondo Del Balzo.

La pellicola fa parte di un filone di film strappalacrime che tanto successo ebbe in quegli anni in Italia. Il genere, inaugurato da L'ultima neve di primavera di Raimondo Del Balzo (1973), aveva il suo prototipo in Incompreso di Luigi Comencini (1966). In questi film un bambino buono e sensibile, abbandonato o trascurato dai propri genitori, affronta tragicamente la morte per incidente o malattia, ritrovando solo in questo modo, tardivamente nella sua agonia, l'affetto di cui era stato privato. Protagonista è anche qui il piccolo Renato Cestiè che più di ogni altro attore bambino seppe incarnare il ruolo tragico di piccola vittima innocente in questi e altri film come Il venditore di palloncini (1974) e L'albero dalle foglie rosa (1975).

Indice

TramaModifica

Il piccolo Barney e il suo cane Clipper vanno con la famiglia a Pugnochiuso, sul promontorio del Gargano, per trascorrere le vacanze. Barney stringe amicizia con Pasqualino, un ragazzino che lavora come inserviente dell'albergo.
Il bambino deve sopportare la separazione dei genitori, ma un grave incidente in cui resterà coinvolto farà in modo che i genitori decidano di riappacificarsi.
Il piccolo sopravvive a una delicata operazione; dopo avere accarezzato il suo Border collie, vede per l'ultima volta un cavaliere simile a un Tuareg galoppare in riva al mare.

ProduzioneModifica

Il film è stato ambientato sul Gargano, e girato in particolare a Pugnochiuso, frazione marina di Vieste.[1]

NoteModifica

  1. ^ Scheda di Vito Attolini su Apulia film commission.

Collegamenti esterniModifica

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